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Segnaletica autostradale: ultime sentenze

29 Febbraio 2020
Segnaletica autostradale: ultime sentenze

Scopri le ultime sentenze su: collocazione del segnale di pericolo; indicazione di inizio e fine dell’autostrada; spazio vuoto tra le due carreggiate di un’autostrada; divieto di inversione di marcia; corsia di emergenza; obbligo di segnalazione del pericolo con la presenza di cartelli; circolazione su autostrada.

Segnali di pericolo

Nell’ipotesi in cui esista uno spazio vuoto tra le due carreggiate di un’autostrada, occorre predisporre appositi segnali di pericolo ovvero porre in opera delle reti di protezione, in quanto, soprattutto in orario notturno, la sola presenza del guardavia non è sufficiente ad escludere che tale situazione possa costituire un’insidia per l’utente (fattispecie in cui un’automobilista, a causa di un incidente, sceso dall’autovettura per sottrarsi al sopravvenire di altre autovetture, aveva superato il guardavia, precipitando nel vuoto esistente tra le carreggiate).

Corte appello Ancona, 14/01/2002

Autostrada: segnali di inizio e di fine

Il c. strad., nell’enunciare le caratteristiche necessarie perché una via possa e debba qualificarsi come autostrada, indica l’esistenza di segnali di inizio e di fine, indispensabili per richiamare l’utente sul particolare regime per essa previsto.

Cassazione penale sez. IV, 18/01/1999, n.535

Autostrada: divieto di inversione di marcia

Ai fini del divieto di inversione di marcia di cui all’art. 176 comma 1 lett. a) d.lg. 30 aprile 1992 n. 285, la zona di carreggiata antistante o retrostante il casello autostradale non può essere considerata autostrada qualora preceduta soltanto dal segnale di “preavviso” di inizio autostrada e non già da quello, specifico, di “inizio o fine autostrada”.

(Fattispecie in cui il tratto di strada in cui è stata effettuata l’inversione del senso di marcia era caratterizzato, oltre che dalla predetta segnaletica, da corsie delimitate soltanto da linee discontinue senza separazione alcuna nemmeno con barriere mobili ed erano presenti altri segnali di preavviso di intersezione con la viabilità ordinaria, segnaletica orizzontale indicante l’approssimarsi dell’autostrada, nonché segnaletica verticale, posta in entrambe le direzioni di marcia, indicante la possibilità di accesso all’unico parcheggio esistente sul lato sinistro di detta area).

Cassazione penale sez. IV, 07/10/1998, n.2002

Due segnali di inizio e fine dell’autostrada

Il divieto di inversione di marcia di cui all’art. 176 comma 1 lett. a) e 19 c. strad. è valido per tutta la superficie stradale, quale che sia la conformazione e la denominazione dei singoli tratti compresi tra i due segnali di inizio e fine dell’autostrada. L’area antistante e retrostante i caselli autostradali costituisce carreggiata, ai sensi dell’art. 3, comma 1 n. 7.

Cassazione penale sez. IV, 04/02/1998

Caselli autostradali

Il divieto di inversione di marcia di cui all’art. 176 comma 1 lett. a) d.lg. 30 aprile 1992 n. 285, è valido per tutta la superficie stradale, quale che sia la conformazione e la denominazione dei singoli tratti compresi tra i due segnali di inizio e fine della strada o autostrada.

(Fattispecie relativa a ricorso per cassazione del p.g. avverso la sentenza di assoluzione dell’imputata del reato di cui all’art. 176 comma 1 lett. a) d.lg. citato, sul rilievo che l’inversione di marcia era stata effettuata davanti alle cabine adibite al pagamento del pedaggio e, quindi, in un’area non definibile carreggiata, rampa o scivolo. La Corte di cassazione, nell’annullarne con rinvio la decisione, ha altresì evidenziato che i caselli autostradali e le zone immediatamente circostanti fanno parte delle autostrade stesse e sono soggetti alla medesima disciplina, quale che sia la conformazione del tratto terminale (carreggiata, svincolo, rampa o altro) su cui insistono, tant’è che i segnali di inizio e fine sono posti all’esterno di tali aree (prima dell’ingresso e dopo l’uscita).

Cassazione penale sez. IV, 24/01/1996, n.2512

Carreggiata antistante o retrostante il casello autostradale

Ai fini del divieto di inversione di marcia di cui all’art. 176 d.lg. 30 aprile 1992, n. 285, la zona di carreggiata antistante o retrostante il casello autostradale, compresa tra i segnali di inizio e fine di autostrada, non è distinguibile dalla zona di carreggiata successiva al casello di entrata o precedente quello di uscita.

(Nella fattispecie, la Corte di cassazione, su ricorso del p.m., ha annullato con rinvio la sentenza di assoluzione perché il fatto non costituisce reato della contravvenzione p. e p. dall’art. 176 comma 1 lett. a) e 19 d.lg. n. 285 del 1992 emessa dal pretore sul rilievo che l’inversione di marcia era stata eseguita all’ingresso del casello, in corrispondenza delle barriere.

Cassazione penale sez. IV, 22/12/1995, n.1939

Autostrada: circolazione di trattore sulla corsia di emergenza

Nelle controversie alle quali si applichi il codice della strada previgente, qualora un mezzo (nella specie, trattore agricolo) occupi la corsia di emergenza di un’autostrada per eseguire lavori di manutenzione (sfalcio dell’erba sulla scarpata) che non interessano, o interessano solo in parte la carreggiata, non è sufficiente che il mezzo sia dotato del cartello indicato dall’art. 11 del regolamento approvato con d.P.R. 30 giugno 1959 n. 420, ma è necessario anche che, ai sensi dell’art. 9 del medesimo regolamento, sui luoghi sia apposto il segnale di pericolo per lavori (se del caso integrato da una bandiera rossa) di cui all’art. 44 del regolamento e che esso venga avanzato di pari passo con la presenza dei lavori, con la modalità stabilite dal penultimo comma della disposizione citata.

Tale disposizione, infatti, è stretta a tutelare sia l’incolumità di chi effettui i lavori sia quella degli utenti della strada, e concerne ogni situazione potenzialmente pericolosa, indipendentemente dal fatto che essa sia statica o dinamica, tanto più sulle autostrade, dove la più elevata velocità media dei veicoli in transito esalta la pericolosità di un mezzo che proceda assai poco speditamente.

Cassazione civile sez. III, 14/03/2006, n.5446

Autostrada: area preceduta dal segnale di preavviso

L’area preceduta soltanto dal segnale di preavviso e non anche da quello specifico di “inizio autostrada” non può ancora essere considerata autostrada.

Cassazione penale sez. IV, 18/05/1999, n.6167

Collocazione di segnale mobile di pericolo

In tema di circolazione su autostrada, qualora, in seguito a infortunio del traffico, un automezzo venga a trovarsi di traverso nella corsia di sorpasso, in condizioni di scarsa visibilità e completamente privo di illuminazione, a causa della rottura dell’impianto elettrico, sorge l’obbligo per il conducente di provvedere immediatamente alla collocazione, con le modalità regolamentari, del segnale mobile di pericolo (c.d. triangolo).

Cassazione penale sez. IV, 24/03/1988

Segnalazione di ingombro della carreggiata

La segnalazione – fuori dei centri urbani – di ingombro della carreggiata ad opera di un veicolo fermo deve essere effettuata in modo chiaro ed efficiente. Nell’ipotesi in cui l’automezzo occupi su un’autostrada, oltre alla corsia di sosta di emergenza, parte della corsia di scorrimento, il segnale mobile di pericolo (cosiddetto triangolo rosso) deve essere collocato nell’interno della corsia di marcia, allo scopo di indicare in maniera visibile la presenza del veicolo.

Cassazione penale sez. IV, 22/05/1981

Omicidio stradale

In tema di omicidio stradale, alcuna scriminante può essere concessa all’imputato, non proprietario del veicolo , in relazione a colpe attinenti la proprietà dello stesso  dovendosi ritenere che è onere di chi si mette alla guida di un veicolo garantirsi di poter portare a termine il viaggio preventivato.

(Nel caso di specie, il conducente di un furgone di proprietà altrui, era costretto a fermarsi nella corsia di sorpasso di un raccordo autostradale a causa della mancanza di benzina, senza collocare l’apposito segnale triangolare di segnalazione del pericolo, sopraggiungendo altra autovettura che non vedendolo lo tamponava).

Ufficio Indagini preliminari La Spezia, 26/09/2019, n.260



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