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Fermata autobus: ultime sentenze

28 Febbraio 2020
Fermata autobus: ultime sentenze

Scopri le ultime sentenze su: fermata dell’autobus; assicurazione per gli infortuni sul lavoro e per le malattie professionali; concessione dello sfruttamento di un lato delle paline di fermata degli autobus; violazioni di divieto di sosta nelle aree oggetto di concessione.

Infortunio in itinere

In tema di infortunio in itinere, l’uso del mezzo proprio, con l’assunzione degli ingenti rischi connessi alla circolazione stradale, deve essere valutato con adeguato rigore, tenuto conto che il mezzo di trasporto pubblico costituisce lo strumento normale per la mobilità delle persone e comporta il grado minimo di esposizione al rischio di incidenti (esclusa, nella specie, l’indennizzabilità dell’infortunio occorso al lavoratore che con mezzo proprio si era recato al lavoro, atteso che era emerso che tra l’abitazione e il luogo di lavoro vi era la distanza di 900 metri e di 70 metri dalla fermata dell’autobus all’ingresso della ditta; era stata altresì verificata l’esistenza di un servizio di linea con partenze mattutine alle ore 7.05 e 7.55 con percorrenza del tragitto in circa 3 minuti, sicchè il lavoratore aveva senz’altro a disposizione il servizio di linea di trasporto pubblico, sia utilizzando la corsa delle 7.05 sia utilizzando la corsa delle ore 7.55, tale da consentirgli di raggiungere il posto di lavoro all’orario di lavoro programmato per le ore 8.00).

Cassazione civile sez. lav., 20/10/2014, n.22154

Responsabilità del conducente del veicolo

Va confermata la pronuncia di merito che, nel decidere sulla domanda risarcitoria proposta da un pedone investito da un’autovettura, abbia ascritto, con motivazione coerente e logica, l’incidente nella misura del settanta per cento a responsabilità del primo, che aveva attraversato con andamento incerto una strada a largo scorrimento in condizioni di quasi totale oscurità al di fuori delle strisce pedonali, e del rimanente trenta per cento a responsabilità del conducente del veicolo, il quale aveva sorpassato un gruppo di autovetture che a loro volta avevano rallentato la marcia proprio per consentire l’attraversamento dei pedoni nei pressi di una fermata dell’autobus.

Cassazione civile sez. III, 05/03/2013, n.5399

Pubblica Amministrazione: servizio pubblico di trasporto urbano 

Nel caso in cui al concessionario del servizio pubblico di trasporto urbano sia stata delegata ogni attività correlata alla gestione degli spazi pubblicitari costituiti dal fronte delle paline di fermata degli autobus, rientra in un contratto attivo di concessione (o locazione) di spazi pubblicitari la concessione dello sfruttamento di un lato delle paline di fermata dell’autobus, a fronte del pagamento di un corrispettivo costituito da un canone il cui importo è però ridotto in ragione del fatto che il costo delle paline stesse (e/o della loro manutenzione) deve essere sostenuto dal medesimo conduttore.

T.A.R. Palermo, (Sicilia) sez. III, 11/11/2005, n.5196

Autobus: persona trovata senza biglietto di viaggio

Nel caso di sanzione amministrativa irrogata a persona trovata senza biglietto di viaggio su un autobus di azienda pubblica di trasporto, l’erronea opinione del trasgressore sulla liceità dell’acquisto del biglietto alla prima fermata dell’autobus, pur essendo al corrente dell’obbligo di munirsi preventivamente del documento di viaggio, non è sufficiente ad escludere l’illecito, poiché l’errore sul fatto rilevante a tal fine non deve essere determinata da colpa (art. 3, comma 2, l. 24 novembre 1981 n. 689).

Cassazione civile sez. I, 27/04/1994, n.4016

Collocazione di pensilina alla fermata di autobus di linea

In tema di tassa per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche (TOSAP), il presupposto impositivo va individuato, ai sensi degli art. 38 e 39 d.lg. n. 507/93, nell’occupazione che comporti un’effettiva sottrazione della superficie all’uso pubblico.

Ne deriva che non sussiste il presupposto impositivo relativamente alla collocazione di pensilina alla fermata di autobus di linea, ove il giudice di merito abbia accertato in fatto che la stessa non sottrae superficie al godimento della collettività, ma, anzi, proteggendo gli utenti del servizio di trasporto dagli agenti atmosferici, agevola lo sfruttamento del suolo pubblico.

Cassazione civile sez. trib., 18/09/2009, n.20076

Area riservata allo stazionamento degli autobus

Tra le facilitazioni allo spostamento nei centri abitati in favore delle persone invalide, non possono essere annoverate la fermata e la sosta del veicolo in area riservata allo stazionamento degli autobus, nemmeno se l’infrazione è commessa mediante un veicolo utilizzato per il trasporto del disabile, in presenza dello specifico contrassegno.

Cassazione civile sez. II, 22/01/2008, n.1272

Sosta nello spazio riservato alla fermata degli autobus

Gli ausiliari del traffico, in base all’art. 17 comma 132 l. n. 127 del 1997, hanno un potere di accertamento limitato delle violazioni di divieto di sosta nelle aree oggetto di concessione o destinate al parcheggio a pagamento ed in quelle immediatamente limitrofe ad esse; l’accertamento delle violazioni relative alla circolazione e sosta sulle corsie riservate al trasporto pubblico compete, invece, al personale ispettivo delle aziende di trasporto pubblico, in base all’art. 133 l. n. 127 del 1997.

Ne consegue che deve essere annullato il verbale per violazione dell’art. 158 comma 2 lett. d), c. strad. (sosta nello spazio riservato alla fermata degli autobus) qualora tale violazione sia stata accertata da ausiliario del traffico e nel verbale non sia indicato se la sosta è avvenuta nello spazio riservato alla fermata dei bus compreso nelle corsie riservate ai mezzi pubblici (art. 158 comma 2 lett. h), c. strad.) o se invece, è avvenuta negli spazi riservati allo stazionamento e alla fermata dei bus (art. 158 comma 2 lett. d), per l’accertamento della quale violazione sono competenti i soggetti indicati dall’art. 12 c. strad.

Giudice di pace Roma, 13/03/2006, n.18725

Fermata degli autobus

Nel caso in cui al concessionario del servizio pubblico di trasporto urbano sia stata delegata ogni attività correlata alla gestione degli spazi pubblicitari costituiti dal fronte delle paline di fermata degli autobus, rientra in un contratto attivo di concessione (o locazione) di spazi pubblicitari la concessione dello sfruttamento di un lato delle paline di fermata dell’autobus, a fronte del pagamento di un corrispettivo costituito da un canone il cui importo è però ridotto in ragione del fatto che il costo delle paline stesse (e/o della loro manutenzione) deve essere sostenuto dal medesimo conduttore.

T.A.R. Palermo, (Sicilia) sez. III, 11/11/2005, n.5196

Sfruttamento del suolo pubblico

In tema di tassa per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche (t.o.s.a.p.), il presupposto impositivo va individuato, ai sensi degli art. 38 e, soprattutto, 39 d.lg. n. 507 del 1993, nell’occupazione che comporti un’effettiva sottrazione della superficie all’uso pubblico.

Ne deriva che non sussiste il presupposto impositivo relativamente alla collocazione di pensilina alla fermata di autobus di linea, ove il giudice di merito abbia accertato in fatto che la stessa non sottrae superficie al godimento della collettività, ma, anzi, proteggendo gli utenti del servizio di trasporto dagli agenti atmosferici, agevola lo sfruttamento del suolo pubblico.

Cassazione civile sez. trib., 09/07/2004, n.12714

Atti concessori di autolinee

Sia sotto il profilo della violazione di legge, per contrasto con l’art. 10, comma 4, l. 28 settembre 1939, n. 1822, sia sotto il profilo dell’eccesso di potere in relazione alle varie figure sintomatiche, è sindacabile la materia della determinazione e della modifica del contenuto degli atti concessori di autolinee con riferimento alla coincidenza dei percorsi e dei punti di fermata.

T.A.R. Catania, (Sicilia) sez. II, 18/11/1993, n.885

Attraversamento della carreggiata per il raggiungimento della fermata dell’autobus

Il pedone che in una strada extraurbana, priva di passaggi pedonali, attraversa la carreggiata per raggiungere un autobus di linea alla fermata sul lato opposto, e notando il sopraggiungere di un automezzo si arresta, indeciso se proseguire o meno, non può essere considerato in colpa se, avendo notato che il conducente dell’automezzo si è, a sua volta fermato, completa l’attraversamento e viene investito, in questa successiva fase, per l’improvviso e contemporaneo movimento del veicolo.

In queste condizioni, l’automobilista, fermandosi, lascia intendere di voler rinunziare alla precedenza di diritto, per consentire al pedone di raggiungere l’autobus che sta per partire, e, pertanto, non può reclamare l’osservanza di quel diritto al quale ha rinunziato.

Cassazione penale sez. IV, 27/05/1980



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8 Commenti

  1. Il controllore dell’autobus, quindi, è un pubblico ufficiale con poteri autoritativi e certificativi individuati nelle funzioni di accertamento dell’infrazione, di identificazione personale dell’autore della violazione e di redazione del relativo verbale di accertamento, attribuiti dalle norme di legge, regionale e nazionale.Cosa si rischia se si è in autobus senza biglietto?In tale ipotesi il controllore eleverà la multa al trasgressore, trattandosi – come dicevamo nel paragrafo introduttivo – di illecito amministrativo. Poichè in questo caso è prevista la sola sanzione amministrativa, il trasgressore non subirà conseguenze sulla propria fedina penale e potrà risolvere il problema semplicemente pagando la multa.

  2. Il controllore in servizio ha, inoltre, il potere di chiedere al passeggero l’esibizione del regolare titolo di viaggio. Se quest’ultimo ne è sprovvisto, egli può chiedergli di fornire le proprie generalità al fine di elevare la multa, fermo restando che non è obbligatorio portare i documenti di identità con sé. Ciò significa che il passeggero ha tutto il diritto di non esibirli. Ciò, però, comporta che il controllore può intimare al passeggero di scendere dal mezzo di trasporto e attendere la prima pattuglia di forze dell’ordine per procedere all’identificazione in caso di non possesso dei documenti. Si ricorda, infatti, che il controllore non può accompagnare il soggetto in caserma, in questura o alla stazione dei carabinieri a tal fine, come invece potrebbe fare un comune agente di polizia.

  3. le conseguenze per chi se la prende col controllore sono piuttosto gravi: il passeggero che, ad esempio, proferisce frasi minacciose, spintona o aggredisce il dipendente della ditta di trasporti per opporsi alla multa commette il reato di resistenza a pubblico ufficiale, punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni.

  4. Il rimborso scatta quando il ritardo è rilevante: un servizio di trasporto pubblico regionale e locale subisce una cancellazione o un ritardo superiore a sessanta minuti alla partenza dal capolinea o da una fermata, o di trenta minuti per i servizi di trasporto pubblico svolti in ambito urbano, fatto salvo il caso di calamità naturali, di scioperi e di altre emergenze imprevedibili. I passeggeri hanno comunque diritto al rimborso del prezzo del biglietto da parte del vettore.

  5. Il rimborso sarà pari al costo completo del biglietto e, in caso di abbonamento, sarà, ovviamente, pari al costo del biglietto giornaliero.Il vettore dovrà restituire in danaro il prezzo pagato dal passeggero, salvo che questi non decida di accettare un’altra forma di pagamento, come ad esempio un buono da spendere per una futura corsa.

  6. ricordiamo che viaggiare in autobus senza biglietto è un illecito amministrativo, passibile di una comune contravvenzione. Lo stesso dicasi per il tram, la metro e qualsiasi altro mezzo pubblico. Se però il viaggiatore viene invitato a scendere e, nonostante il mezzo pubblico si sia fermato per consentirglielo, oppone resistenza scatta il reato di interruzione di pubblico servizio. È comunque necessario che il conducente interrompa la corsa per un apprezzabile lasso di tempo.Il controllore che trova un passeggero senza biglietto è tenuto a interrogarlo per sapere le sue generalità necessarie a compilare la multa.

  7. Costa caro al passeggero il viaggio senza biglietto. È condannato alla megamulta di 45 mila euro per il reato di falsa attestazione a pubblico ufficiale perché dà false generalità al capotreno: scatta la sostituzione della pena detentiva con quella pecuniaria. Il funzionario, infatti, riveste la qualifica di pubblico ufficiale quando identifica una persona senza titolo sul mezzo di trasporto per elevare un verbale di infrazione. E ciò al di là del fatto che le generalità declinate siano inserite nel modulo da inviare alla polizia ferroviaria.

  8. i viaggiatori in autobus hanno diritto a non essere discriminati in base alla cittadinanza con riferimento alle tariffe e ad altre condizioni contrattuali.
    Lo stesso vale per le persone disabili o a mobilità ridotta, le quali hanno anche diritto:
    – a essere accompagnate da altro viaggiatore gratuitamente;
    – a ricevere assistenza gratuita nelle stazioni di autobus designate e a bordo degli autobus;
    – a ottenere la compensazione pecuniaria per la perdita o il danneggiamento delle loro attrezzature per la mobilità.

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