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Segnaletica cantiere stradale: ultime sentenze

27 Febbraio 2020
Segnaletica cantiere stradale: ultime sentenze

Scopri le ultime sentenze su: responsabilità colposa per fatti lesivi o mortali derivanti da violazione delle norme sulle circolazione stradale; danni determinati dall’esistenza di un cantiere stradale.

Cantiere stradale: mancanza di cartelli di segnalazione

In tema di danni determinati dall’esistenza di un cantiere stradale che abbiano comportato insidia o trabocchetto causativi di un sinistro per mancanza di cartelli di segnalazione, con la conseguente invisibilità dell’esatta ubicazione del pericolo, è configurabile la concorrente responsabilità tanto dell’appaltatore – in relazione al suo obbligo di custodire il cantiere, di apporre e mantenere efficiente la segnaletica, nonché di adottare tutte le cautele prescritte dal codice della strada e del relativo regolamento – quanto dell’ente appaltante in relazione al suo dovere di vigilare sull’esecuzione delle opere date in concessione, ed altresì di emettere i provvedimenti necessari per la sicurezza del traffico.

Inoltre, qualora l’area di cantiere risulti completamente enucleata, delimitata ed affidata all’esclusiva custodia dell’appaltatore, con conseguente assoluto divieto su di essa del traffico veicolare e pedonale, dei danni subiti all’interno di questa area risponde esclusivamente l’appaltatore, che ne è l’unico custode.

Allorquando, invece, l’area su cui vengono eseguiti i lavori, e sulla quale insiste il cantiere, risulta ancora adibita al traffico e, quindi utilizzata a fini di circolazione, denotando questa situazione la conservazione della custodia da parte dell’ente titolare della strada, sia pure insieme all’appaltatore, consegue allora che la responsabilità ai sensi dell’art. 2051, c.c., sussiste sia a carico dell’appaltatore che dell’ente, salva l’eventuale azione di regresso a norma dell’art. 2055, c.c., sulla base anche degli obblighi di segnalazione e manutenzione imposti dalla legge per opere e depositi stradali, nonché di quelli eventualmente discendenti dalla convenzione di appalto.

Tribunale Bari sez. III, 06/10/2008, n.2245

Responsabilità per danni cagionati da guida di veicolo

La manovra di un veicolo in retromarcia, per la difficoltà di percepire gli ostacoli e le insidie sulla strada, costituisce operazione anomala, per la quale il conducente è tenuto ad adottare una condotta particolarmente diligente e ad assicurare ogni cautela, anche avvalendosi della collaborazione di terzi che, da terra, possano fornire indicazioni, segnalazioni ed istruzioni, sì da evitare danni a cose o a persone, ivi compresi i terzi trasportati, i quali, logicamente e giustificatamente, fanno affidamento sul possesso e l’applicazione da parte del guidatore di tali adeguate conoscenze e competenze tecniche.

(Nella specie, la S.C. ha cassato la sentenza di merito che, limitandosi a ricondurre il sinistro, sul piano causale, alla carenza dei mezzi di prevenzione, aveva escluso la responsabilità del conducente di un mezzo per il decesso dell’operaio su di esso trasportato, il quale, intento a rimuovere dalla carreggiata la segnaletica di cantiere, era stato sbalzato sull’asfalto dalla pedana su cui si trovava e travolto dal medesimo veicolo in fase di retromarcia).

Cassazione civile sez. III, 20/02/2015, n.3367

Omissione colposa di cautele contro gli infortuni sul lavoro

In tema di responsabilità colposa per fatti lesivi o mortali derivanti da violazione delle norme sulle circolazione stradale, in caso di incidente originato dall’assenza delle misure di sicurezza stradale, previste dagli art. 31 e ss. del regolamento di esecuzione e di attuazione del codice della strada, per il segnalamento e la delimitazione dei cantieri, nessuna efficacia causale può essere attribuita alla imprudente velocità tenuta dalla parte offesa, nel caso in cui tale condotta sia da ricondurre proprio alla mancanza delle suddette cautele che, se adottate, avrebbero neutralizzato il rischio del comportamento del conducente.

(Nella specie, la Corte ha stabilito che, pur in presenza di segnaletica verticale, la mancata installazione in prossimità del cantiere dei coni e dei delineatori flessibili, previsti dall’art. 31, comma 5 del regolamento cit., aveva impedito al conducente di rendersi conto della presenza del restringimento della carreggiata e di adeguare la velocità allo stato dei luoghi).

Cassazione penale sez. IV, 20/05/2009, n.26394

Strada rimasta aperta al pubblico transito veicolare e pedonale

In tema di danni determinati dall’esistenza di un cantiere stradale, qualora l’area di cantiere risulti completamente enucleata, delimitata ed affidata all’esclusiva custodia dell’appaltatore, con conseguente assoluto divieto su di essa del traffico veicolare e pedonale, dei danni subiti all’interno di questa area risponde esclusivamente l’appaltatore, che ne è l’unico custode.

Allorquando, invece, l’area su cui vengono eseguiti i lavori e insiste il cantiere risulti ancora adibita al traffico e, quindi, utilizzata a fini di circolazione, denotando questa situazione la conservazione della custodia da parte dell’ente titolare della strada, sia pure insieme all’appaltatore, consegue che la responsabilità ai sensi dell’art. 2051 c.c. sussiste sia a carico dell’appaltatore che dell’ente, salva l’eventuale azione di regresso di quest’ultimo nei confronti del primo a norma dei comuni principi sulla responsabilità solidale.

(Nella specie, dovendosi ritenere implicitamente accertato che la strada fosse aperta al traffico, stante la dimostrata presenza di un dipendente dell’ente committente con il compito di controllare la segnaletica dei lavori in corso, la S. C. ha affermato che la persistenza del traffico comporta la continuità dell’obbligo di custodia da parte della P.A., il quale si risolve anche nel dovere di vigilanza finalizzato all’adozione delle cautele atte ad evitare danni a terzi e ha, pertanto, confermato la decisione della corte di merito che aveva riconosciuto la concorrente responsabilità dell’ente proprietario della strada, per violazione del dovere di vigilanza allo stesso incombente, in relazione ai danni causati dall’insufficiente segnaletica di chiusura e delle relative opere interdittive da parte dell’appaltatore).

Cassazione civile sez. III, 16/05/2008, n.12425

Reato di omicidio colposo

Ai fini della valutazione della corrispondenza tra pronuncia e contestazione di cui all’art. 521 c.p.p. deve tenersi conto non solo del fatto descritto in imputazione, ma anche di tutte le ulteriori risultanze probatorie portate a conoscenza dell’imputato e che hanno formato oggetto di sostanziale contestazione, sicché questi abbia avuto modo di esercitare le sue difese sul materiale probatorio posto a fondamento della decisione.

(Nella specie, relativa a reato di omicidio colposo, ove l’imputato, tratto a giudizio per avere disposto la rimozione di cartelli che segnalavano un cantiere stradale, era stato poi condannato per non avere consentito il ripristino della segnaletica predetta, da altri rimossa, la Corte ha ritenuto non sussistere la violazione del principio in oggetto).

Cassazione penale sez. III, 27/02/2008, n.15655

Responsabilità concorsuale della ditta per negligenza

L’aver reso poco visibile la segnaletica orizzontale e distorta la segnaletica verticale per l’attività di un cantiere insistente nell’area di una rotatoria stradale, non consente di invocare l’operatività dell’art. 2051 c.c. dato che, perché si abbia detto tipo di responsabilità extracontrattuale, deve esistere un rapporto di causalità materiale fra il dinamismo intrinseco della cosa in custodia e l’evento lesivo: nella specie, invece, non è che i due segnali lasciati in condizione di diminuita efficienza abbiano materialmente prodotto il danno come frutto del loro dinamismo intrinseco (ciò sarebbe se, ad esempio, il segnale verticale di stop fosse caduto in testa a qualcuno o cadendo avesse danneggiato un veicolo).

La diminuita segnaletica ha invece favorito una condotta di guida disattenta del conducente, che essa sì, può essere stata la causa dello scontro.

Si deve, pertanto, affermare che, se è pacifico che l’autista avrebbe dovuto fermarsi e dare la precedenza, è altrettanto da dirsi che la cattiva tenuta della segnaletica orizzontale e verticale di stop, sicuramente imputabile al gestore del cantiere, non contribuì come dovuto a richiamare l’attenzione del conducente sull’obbligo di stop e di dare la precedenza a destra.

Sussiste pertanto la responsabilità concorsuale della ditta per negligenza, che integra un illecito extracontrattuale ex art. 2043 e che deve essere prudenzialmente valutato con una incidenza causale di 1/4 nella produzione dell’evento.

Tribunale Milano sez. X, 30/04/2007, n.5112

Azienda nazionale autonoma stradale

Con riguardo a lavori stradali eseguiti in appalto su concessione dell’Anas, che abbiano comportato insidia o trabocchetto causativi di sinistro, per mancanza di cartelli di segnalazione, rimossi da terzi, e conseguente invisibilità dell’esatta ubicazione del cantiere (anche da parte di chi ne conosceva l’esistenza), è configurabile la concorrente responsabilità tanto dell’appaltatore, in relazione al suo obbligo di custodire il cantiere, di apporre e mantenere efficiente la segnaletica, nonché di adottare tutte le cautele prescritte dall’art. 8 del codice della strada e dagli art. 7 e 8 del relativo regolamento, quanto dell’Anas, in relazione al suo dovere di vigilare sull’esecuzione delle opere date in concessione, ed altresì di emettere i provvedimenti necessari per la sicurezza del traffico.

Cassazione civile sez. I, 25/09/1990, n.9702

Responsabilità extracontrattuale

L’aver reso poco visibile la segnaletica orizzontale e distorta la segnaletica verticale per l’attività di un cantiere insistente nell’area di una rotatoria stradale, non consente di invocare l’operatività dell’art. 2051 c.c. dato che, perché si abbia detto tipo di responsabilità extracontrattuale, deve esistere un rapporto di causalità materiale fra il dinamismo intrinseco della cosa in custodia e l’evento lesivo: nella specie, invece, non è che i due segnali lasciati in condizione di diminuita efficienza abbiano materialmente prodotto il danno come frutto del loro dinamismo intrinseco (ciò sarebbe se, ad esempio, il segnale verticale di stop fosse caduto in testa a qualcuno o cadendo avesse danneggiato un veicolo).

La diminuita segnaletica ha invece favorito una condotta di guida disattenta del conducente, che essa sì, può essere stata la causa dello scontro. Si deve, pertanto, affermare che, se è pacifico che l’autista avrebbe dovuto fermarsi e dare la precedenza, è altrettanto da dirsi che la cattiva tenuta della segnaletica orizzontale e verticale di stop, sicuramente imputabile al gestore del cantiere, non contribuì come dovuto a richiamare l’attenzione del conducente sull’obbligo di stop e di dare la precedenza a destra.

Sussiste pertanto la responsabilità concorsuale della ditta per negligenza, che integra un illecito extracontrattuale ex art. 2043 e che deve essere prudenzialmente valutato con una incidenza causale di 1/4 nella produzione dell’evento.

Tribunale Milano sez. X, 30/04/2007, n.5112

Responsabilità dell’appaltatore

In tema di appalto privato, l’appaltatore risponde nei confronti dei terzi per i danni verificatisi a causa dei lavori di manutenzione ovvero di rifacimento di un tratto di strada qualora, a prescindere dalla (eventuale) responsabilità concorrente dell’ente proprietario della strada e committente dei lavori, non abbia effettuato nei confronti di quest’ultimo la consegna ex art. 1665 c.c. L’accertamento dell’avvenuta ricezione della consegna dell’opera da parte del committente rientra nei poteri del giudice del merito, il cui esercizio è insindacabile in sede di legittimità ove congruamente e logicamente motivato.

Cassazione civile sez. III, 30/11/2011, n.25592



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