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Morosità affitto commerciale: ultime sentenze

27 Febbraio 2020
Morosità affitto commerciale: ultime sentenze

Scopri le ultime sentenze su: locazione di immobile urbano ad uso diverso dall’abitazione; canoni locativi non percepiti per morosità; risoluzione del contratto; controversie relative alla determinazione, all’aggiornamento ed all’adeguamento del canone; morosità del conduttore.

Locazione commerciale: sfratto per morosità

In tema di locazione di immobile urbano ad uso diverso dall’abitazione, non può riconoscersi al conduttore la facoltà di decidere unilateralmente di far cessare il rapporto anticipatamente, sottraendosi, senza il consenso del locatore, alle proprie obbligazioni.

In tale ipotesi la scelta del conduttore di non versare più il canone integra grave inadempimento e conseguentemente in caso di giudizio di sfratto per morosità la causa della risoluzione è riconducibile all’inadempimento del conduttore che quindi non può vantare più alcun diritto alla corresponsione dell’indennità di avviamento alla scadenza del contratto (essendosi il contratto risoltosi per causa a lui addebitabile).

Tribunale Arezzo, 04/05/2017, n.535

Canoni di locazione non percepiti per morosità

In tema di imposte sui redditi, in base al combinato disposto dagli artt. 23 e 34 del d.P.R. n. 917 del 1986, il reddito degli immobili locati per fini diversi da quello abitativo – per i quali opera, invece, la deroga introdotta dall’art. 8 della l. n. 431 del 1998 – è individuato in relazione al reddito locativo fin quando risulta in vita un contratto di locazione, con la conseguenza che anche i canoni non percepiti per morosità costituiscono reddito tassabile, fino a che non sia intervenuta la risoluzione del contratto o un provvedimento di convalida dello sfratto.

Cassazione civile sez. VI, 28/09/2016, n.19240

Locazione commerciale: la morosità di un solo canone

In tema di locazione di immobile a uso commerciale, va rigettata la domanda di risoluzione del contratto per morosità formulata dal locatore, laddove la dedotta morosità si sia limitata a un solo canone, per cui la violazione contestata non assurga a quel minimo di gravità tale da determinare lo scioglimento del contratto ai sensi dell’art. 1455 cc.

Tribunale Arezzo, 01/04/2016, n.431

Procedimento di convalida di sfratto per morosità

In tema di equo canone la sanatoria, prevista dall’articolo 55 della legge n. 392 del 1978, ammissibile sia nel procedimento di convalida di sfratto per morosità che in caso di ordinario giudizio di cognizione e nella eventualità la domanda di risoluzione sia proposta innanzi agli arbitri, non trova – comunque – applicazione qualora il contratto di locazione abbia a oggetto un immobile a uso commerciale, atteso che la disposizione in questione, facendo testualmente riferimento alla morosità nel pagamento dei canoni e degli oneri di cui all’articolo 5 della stessa legge, riguarda le sole locazioni di immobili destinati a uso abitativo.

Cassazione civile sez. I, 15/10/2014, n.21836

Inadempimento del conduttore di immobile adibito a uso commerciale

In caso di inadempimento del conduttore di immobile adibito a uso commerciale quanto al pagamento del canone il reddito del locatore, parametrato al canone locativo è intassabile ai fini Irpef solo per il periodo successivo al provvedimento di convalida dello sfratto per morosità (e non per quello anteriore, atteso che la tabazione del reddito locativo è collegata alla mera maturazione del diritto alla percezione di un reddito diritto che si estingue unicamente allorché, per qualsiasi causa la locazione sia cessata).

Cassazione civile sez. trib., 18/01/2012, n.651

Intimazione di sfratto per morosità

Nella procedura di intimazione di sfratto per morosità relativa ad un contratto di locazione commerciale, ove il condutture in sede di prima udienza si costituisca offrendo di pagare e pagando banco judicis la somma intimata, viene meno il presupposto della “persistenza della morosità”, con conseguente mancata convalida dello sfratto e proseguimento del giudizio in ordine alla richiesta di risoluzione del contratto stante l’inadempimento del conduttore alla sua obbligazione fondamentale.

Tribunale Ascoli Piceno, 29/12/2011

Pagamento del canone di locazione

In tema di morosità del conduttore nel pagamento del canone di locazione, in ragione della esclusione dell’applicabilità del procedimento di sanatoria previsto dall’art. 55 l. 27 luglio 1978 n. 392 alle locazioni non abitative, va affermato che consentire al conduttore, in tale tipo di locazioni, comportamenti consistenti nel rinviare a suo piacimento il pagamento del canone, sia pure tre volte nell’ambito di un quadriennio, costringendo il locatore a reagire attraverso il processo per ottenere l’adempimento, non vale ad eliminare il contenzioso ma a favorirlo e può determinare conseguenze economiche di non indifferente rilievo.

La norma di cui al citato articolo 55 l. 27 luglio 1978 n. 392 mira a tutelare i soggetti che assumono in locazione un immobile per adibirlo al soddisfacimento di primarie esigenze di vita, ma, proprio per tali limiti, non è estensibile ad altre categorie di soggetti, quali i conduttori di locazioni ad uso produttivo e commerciale.

Cassazione civile sez. III, 23/05/2006, n.12119

Risoluzione del contratto di locazione per inadempimento del conduttore

La cessione di azienda operante in immobile condotto in locazione, e del relativo contratto di locazione, secondo le previsioni di cui all’art. 36 l. 27 luglio 1978 n. 392, qualora avvenga nel corso del giudizio che abbia ad oggetto la risoluzione del contratto di locazione, dà luogo ad una successione nel diritto controverso ai sensi dell’art. 111 c.p.c. Ne consegue che il cessionario, in quanto successore a titolo particolare, può intervenire in appello senza che operino i limiti risultanti dall’art. 344 c.p.c.

(Nella fattispecie, relativa al giudizio di opposizione a convalida di sfratto per morosità relativamente ad un immobile condotto in locazione ad uso commerciale, la S.C. ha cassato con rinvio la sentenza della corte di merito che, nel rigettare il gravame del locatario alla sentenza di primo grado di risoluzione del contratto, aveva altresì dichiarato inammissibile, in applicazione dell’art. 344 c.p.c., l’intervento in appello della società nelle more cessionaria dell’azienda operante nell’immobile locato, sul presupposto, ritenuto in sentenza, che l’intervenuta doveva considerarsi terzo rispetto al giudizio, con conseguente limitazione dei poteri processuali a quanto prevede l’art. 404 c.p.c.).

Cassazione civile sez. III, 14/03/2006, n.5468

Pagamento dei canoni arretrati

Non è possibile affermare che, qualora il conduttore, convenuto in giudizio per morosità, provveda all’offerta di pagamento dei canoni arretrati, il locatore sarebbe tenuto a ricevere tale pagamento con la conseguenza che la persistenza della morosità sarebbe addebitabile non al conduttore, ma allo stesso locatore. In contrario, l’art. 55 l. n. 392 del 1978, che prevede la sanatoria della morosità, è applicabile unicamente alle locazioni di immobili ad uso abitativo e non a quelle di immobili ad uso commerciale.

Corte appello Reggio Calabria, 04/03/2004

Grave inadempienza del conduttore

Nell’azione di risoluzione del contratto di locazione di immobile adibito ad uso commerciale a seguito di grave inadempienza del conduttore ed intimazione di sfratto per morosità, sono applicabili i principi generali in tema di risoluzione del contratto a prestazioni corrispettive per inadempimento, in ragione dei quali la suddetta risoluzione non può essere impedita dall’eventuale adempimento, successivo però alla proposizione della relativa domanda. La l. n. 392 del 1978, infatti, ha previsto, relativamente ai nuovi contratti, la sanatoria delle morosità esclusivamente per le locazioni ad uso abitativo.

Corte appello Bari, 05/05/2001

Offerta di pagamento del minor canone

Ai sensi dell’art. 7, comma 2, l. 26 novembre 1969 n. 833 la riduzione del canone dei contratti di locazione degli immobili in cui si eserciti un’attività professionale, commerciale o artigiana, è operante soltanto dalla data della richiesta che all’uopo deve essere fatta dal conduttore.

Ne consegue che l’offerta di pagamento del minor canone avanzata dal conduttore dopo l’intimazione di sfratto per morosità nonché l’ottemperanza all’ordinanza di pagamento dei canoni nella misura non controversa non precludono la valutazione degli effetti giuridici della pregressa mora del conduttore e l’applicazione del principio “ex” art. 1453 c.c., il quale dispone che dalla data della domanda di risoluzione l’inadempiente non può più adempiere, e di conseguenza la pronuncia di risoluzione del contratto, ove risulti congruamente accertata la colpa e l’importanza dell’inadempimento del conduttore.

Cassazione civile sez. III, 29/04/1980, n.2851



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