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Quanto guadagnano i politici italiani

4 Febbraio 2020 | Autore:
Quanto guadagnano i politici italiani

Il compenso di un ministro, di un senatore e di un deputato. I parlamentari e leader dei partiti più ricchi in base alla loro dichiarazione dei redditi.

Spesso, si sente dire: «Con quello che guadagnano…». Ma è vero che deputati e senatori, ministri e leader di partito portano a casa delle cifre da capogiro? Quanto guadagnano i politici italiani?

Oggi, è più facile saperlo. La legge, infatti, obbliga i rappresentanti dei cittadini a rendere pubblica la loro dichiarazione dei redditi e, quindi, a far sapere al popolo se venire eletti in Parlamento o far parte del Governo è un vero affare. In questo modo si riesce a capire quanto guadagnano i politici non solo per quello che vengono pagati dallo Stato: lo stipendio di un deputato, di un senatore o di un ministro, infatti, si aggiunge a quello che rende la loro attività lavorativa.

Può succedere, a questo punto, che un leader di partito che siede a Palazzo Madama abbia una dichiarazione dei redditi molto più esigua di chi è a capo di una formazione politica ma non ha alcuna carica pubblica. Semplicemente perché il suo lavoro fuori dal Palazzo, cioè nella sua azienda, frutta molto di più di quello che svolge in Aula.

Facciamo due conti in tasca ai nostri rappresentanti e vediamo quanto guadagnano i politici in base a ciò che hanno dichiarato al Fisco. Partiamo da ciò che percepiscono per il loro ruolo pubblico e poi vediamo chi sono i paperoni della politica aggiungendo quello che risulta dalla loro dichiarazione. Siamo sicuri che, essendo i paladini della lotta all’evasione, non avranno barato e avranno dato il buon esempio ai cittadini. Vero che ne siamo sicuri?

Quanto guadagnano i ministri

Bisogna fare una distinzione. Un ministro eletto in Parlamento non guadagna lo stesso di un collega che è stato chiamato a far parte del Governo pur non essendo deputato o senatore.

Ad esempio, l’attuale presidente del Consiglio Giuseppe Conte non è un parlamentare ma è stato chiamato a dirigere l’Esecutivo nel 2018 dalla coalizione M5S-Lega e poi confermato dal Movimento 5 Stelle e dal Pd. Come premier guadagna 80mila euro netti all’anno, vale a dire 114mila euro lordi. Significa che ogni mese, solo per fare il presidente del Consiglio, porta a casa 6.700 euro netti per 12 mensilità (un premier non ha la tredicesima).

Va detto che Conte ha rinunciato al 20% dello stipendio per allinearsi a quanto stabilito dal M5S, la sua forza politica di appartenenza prima delle elezioni del 4 marzo 2018. Come noto, i parlamentari pentastellati devolvono in quinto della loro retribuzione ad un fondo di aiuto alle piccole imprese.

Buona parte dei membri dell’attuale Governo, però, sono anche parlamentari. Il che non vuol dire che percepiscano il doppio stipendio: c’è una legge del 2013, che lo vieta. In virtù di questo vincolo, i ministri eletti guadagnano lo stipendio da parlamentari, mentre quelli non eletti soltanto quelli previsti per chi è a capo di un dicastero.

Quindi chi è stato eletto al Parlamento ed ora si trova a capo di un ministero porta a casa soltanto lo stipendio da senatore o da deputato. Gli altri, cioè chi ricopre solo la carica di ministro e non si è presentato alle elezioni, ha la sola retribuzione da ministro. In questo caso, lo stipendio complessivo era di 9.203,54 euro lordi mensili fino al mese di ottobre 2019, quando è stato approvato un taglio del 3,7%. Quanto guadagna un ministro, quindi? 8.863 euro lordi al mese. Da cui, comunque, occorre decurtare le trattenute per la pensione ed il fondo di credito. Siamo sull’ordine dei 4.500 euro netti. Bisogna precisare che viaggi, telefonate, rimborsi ecc. sono spesati.

Quanto guadagnano i senatori

Cifre molto più elevate per quanto riguarda i parlamentari. Per sapere quanto guadagnano i senatori bisogna mettere insieme un po’ di voci, ovvero:

  • l’indennità mensile lorda: 10.385,31 euro, vale a dire 5.304,89 euro netti (circa 200 euro in meno per i senatori che hanno un’attività lavorativa);
  • la diaria: 3.500 euro;
  • il rimborso spese di mandato: 4.180 euro;
  • il rimborso forfettario telefonico o di trasporto: 1.650 euro (anche se non chiamano o non si spostano).

Totale: 14.634,89 euro al mese.

Capitolo a parte per i senatori a vita. Dando un’occhiata alle ultime dichiarazioni dei redditi rese pubbliche, ecco il loro guadagno:

  • Giorgio Napolitano (presidente emerito della Repubblica): 121.259 euro;
  • Liliana Segre: 246.568 euro;
  • Elena Cattaneo: 106.727 euro.

Mancano, pertanto, quelle dei senatori a vita Renzo Piano, Mario Monti e Carlo Rubbia.

Quanto guadagnano i deputati

I deputati guadagnano qualcosa in meno dei senatori, ma molto più dei ministri. Le voci del loro stipendio sono:

  • l’indennità mensile lorda: 11.703 euro, pari a 5.346,54 euro netti:
  • la diaria: 3.503,11 euro;
  • il rimborso spese di mandato: 3.690 euro;
  • il rimborso forfettario telefonico: 1.20 euro annui;
  • il rimborso forfettario di trasporto: 3.995,10 euro.

Totale: 13.971,35 euro al mese. Tenuto conto che spese telefoniche e di trasporto sono comprese nel prezzo, quindi non dovranno spendere un euro per una chiamata o per prendere un aereo. Soprattutto se abitano a Roma e dintorni (il rimborso per il trasporto lo prendono lo stesso).

Quando guadagnano i ministri parlamentari

In base a quanto abbiamo visto, possiamo ora sapere quanto guadagnano i ministri parlamentari. Quelli non eletti, come abbiamo anticipato, si fermano a circa 4.500 euro netti (oltre alle spese garantite).

Un ministro senatore, come detto, guadagna 14.634,89 euro al mese. Significa che questo stipendio lo portano a casa:

  • Stefano Patuanelli, ministro dello Sviluppo economico (M5S);
  • Teresa Bellanova, ministro per le Politiche agricole, alimentari e forestali (IV);
  • Nunzia Catalfo, ministro del Lavoro e delle Politiche sociali (M5S).

Più numerosi i ministri deputati, quelli che, cioè, guadagnano 13.971,35 euro. Si tratta di:

  • Federico D’Incà, ministro per i Rapporti con il Parlamento (M5S);
  • Fabiana Dadone, ministro per la Pubblica amministrazione (M5S);
  • Francesco Boccia, ministro per gli Affari regionali e le Autonomie (Pd);
  • Vincenzo Spadafora, ministro per le Politiche giovanili e lo Sport (M5S);
  • Vincenzo Amendola, ministro per gli Affari europei (Pd);
  • Luigi Di Maio, ministro degli Esteri e per la Cooperazione internazionale (M5S);
  • Alfonso Bonafede, ministro della Giustizia (M5S);
  • Lorenzo Guerini, ministro della Difesa (Pd);
  • Paola De Micheli, ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti (Pd);
  • Lorenzo Fioramonti, ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (M5S);
  • Dario Franceschini, ministro dei Beni e delle attività culturali e del Turismo (Pd);
  • Roberto Speranza, ministro della Salute (Articolo Uno).

Quanto guadagnano i politici: la top ten dei più ricchi

Alle cifre che abbiamo visto fin qui bisogna aggiungere quello che i politici guadagnano dalla loro attività lavorativa. Una variabile non indifferente, perché è facile trovare un parlamentare che può risultare «povero» se messo a confronto con un determinato politico non eletto.

Non resta che dare un’occhiata alle loro dichiarazioni dei redditi per stilare la top ten dei politici più ricchi. Eccola.

Silvio Berlusconi. Il presidente di Forza Italia resta di gran lunga il politico più ricco d’Italia. Secondo l’anagrafe patrimoniale dei dirigenti di partito, Berlusconi ha dichiarato al Fisco nel 2019 (redditi 2018) poco più di 48 milioni di euro. Per la precisione, 48.022.126 euro, cioè 11mila euro in più rispetto all’anno precedente.

Giulia Bongiorno. L’ex ministro per la Pubblica amministrazione del primo Governo Conte e deputata della Lega ha pubblicato la sua dichiarazione dei redditi nel 2018 (redditi 2017) in quanto, appunto, ministro. Il suo guadagno da attività professionale (è avvocato) è stato in quell’anno di 4.040.357 euro.

Giuseppe Conte. Il presidente del Consiglio, docente universitario in aspettativa, ha dichiarato nel 2019 1.155.229 euro, vale a dire 700mila euro in più rispetto all’anno precedente. Come mai questo balzo quando, come abbiamo visto, come premier guadagna circa 80mila euro lordi? Secondo Palazzo Chigi, la differenza si giustifica nel fatto che, quando ha assunto la carica di capo del Governo, ha dovuto chiudere una serie di incarichi ed emettere le relative fatture. In sostanza: in un solo anno ha incassato quello che, se non avesse fatto il premier, avrebbe spalmato nel tempo.

Matteo Renzi. Altro caso che colpisce a occhio è quello del leader di Italia Viva. La sua dichiarazione dei redditi nel 2018 (redditi 2017) fu di 29.315 euro. Quella del 2019 (redditi 2018) è stata di 796.281. Una differenza sostanziale che si spiega con la cessione della sua metà di un immobile e con la liquidazione della Digistart Srl, l’azienda di consulenza di cui era amministratore unico.

Pietro Grasso. Il leader di Liberi e Uguali al Senato, ex magistrato, ha presentato una dichiarazione dei redditi per un valore di 280.959 euro.

Dario Franceschini. Il ministro Pd dei Beni Culturali, scrittore, è quello che guida la classifica dei membri del Governo. La sua dichiarazione nel 2019 (redditi 2018) è stata di 200.767 euro.

Paolo Gentiloni. L’ex deputato del Pd, oggi commissario europeo agli Affari economici, ha dichiarato al Fisco nel 2019 (quindi per i redditi relativi al periodo in cui ancora sedeva a Montecitorio dopo la sua esperienza come premier) 198.190 euro.

Nicola Zingaretti. Il segretario del Pd e Governatore del Lazio non è parlamentare. Il suo compenso in Regione è di 13.800 euro lordi al mese. Cifra che include indennità e spese. Sarebbero 165.600 euro lordi all’anno.

Alfonso Bonafede. Il ministro della Giustizia e deputato del Movimento 5 Stelle, avvocato civilista, ha dichiarato 162.820 euro.

Lorenzo Guerini. Il ministro della Difesa ha dichiarato 131.914 euro.

Quanto guadagnano i leader dei partiti

Oltre a Silvo Berlusconi che, come abbiamo visto, resta il politico più ricco d’Italia grazie alle sue attività imprenditoriali, e a Nicola Zingaretti, quanto guadagnano i leader dei partiti più rappresentati in Parlamento?

La leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, ha presentato nel 2019 una dichiarazione dei redditi per 100.456 euro.

Il Movimento 5 Stelle è attualmente in attesa di un leader politico. Facendo riferimento a chi guidava la formazione politica nel 2019, Luigi Di Maio ha dichiarato 98.711 euro. A cui, secondo quanto precisato dallo stesso ministro degli Esteri, vanno aggiunti i redditi dei genitori e dei due fratelli. Anche se – ha detto ancora Di Maio – il padre Giuseppe non ha dichiarato né reddito né proprietà.

Il leader della Lega, senatore ed ex ministro dell’Interno, Matteo Salvini, ha presentato nel 2019 una dichiarazione dei redditi di 76.990 euro.


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