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Nuovi treni in arrivo: ecco dove e quando

3 Febbraio 2020
Nuovi treni in arrivo: ecco dove e quando

210 nuovi treni nel quadriennio 2017-2020, oltre ai 450 già entrati in esercizio; ma perdurano le differenze tra le Regioni ed il Sud, tranne alcune eccezioni.

Buone notizie per i viaggiatori e specialmente per i pendolari: sono in arrivo nuovi treni. Con gli investimenti realizzati da alcune Regioni sono entrati in esercizio circa 450 treni nuovi, in particolare in Toscana, Lombardia, Emilia-Romagna (l’unica Regione, insieme alla Valle d’Aosta, dove in questi anni è stata effettuata una gara per scegliere il gestore del servizio ferroviario regionale), Provincia di Trento, Lazio e Campania. E ora gli investimenti decisi nella XVII legislatura (la precedente, quella durata dal 2013 al 22 marzo 2018) stanno permettendo, complessivamente nel quadriennio 2017-2020, l’entrata in circolazione di 210 nuovi treni.

Lo rileva il rapporto Pendolaria di Legambiente presentato oggi a Palermo e diffuso ora dalla nostra agenzia stampa Adnkronos. Anche l’età media dei convogli sulla rete ferroviaria regionale sta calando, in particolare al nord e nel centro Italia: è arrivata a 15,4 anni, grazie al trend iniziato negli scorsi anni con l’immissione di nuovi convogli di Trenitalia. Per quanto riguarda gli Intercity, si stanno investendo 300 milioni tra revamping (ristrutturazione e ammodernamento di locomotori e vagoni preesistenti) e la riconversione dell’intera flotta.

Il numero di pendolari che utilizzano il treno è in aumento: il rapporto registra che ogni giorno in Italia 5 milioni e 699mila persone prendono treni regionali e linee metropolitane. Nel 2018, rispetto all’anno precedente, circa 45mila persone in più hanno preso i treni regionali (+1,6%) e anche coloro che utilizzano le linee metropolitane sono aumentati, con quasi 65mila viaggiatori giornalieri in più (+2,4%). Nel 2014 il numero di viaggiatori era complessivamente di 5,1 milioni, per cui si segnala una crescita dell’11,7% in cinque anni.

Insomma, cresce la mobilità su ferro: agli italiani il treno piace e dove si investe il successo è garantito, da Nord a Sud, dall’alta velocità alle linee metropolitane. Ma stando ai dati forniti nel Rapporto Pendolaria 2019 aumentano anche le differenze tra Regioni e aree del Paese. I passeggeri che usufruiscono del servizio ferroviario regionale sono 2 milioni e 919mila, di cui 1,413 milioni utilizzano i convogli di Trenitalia e 1,506 milioni quelli degli altri 20 concessionari. L’aumento di passeggeri sui treni regionali dal 2010 a oggi è stato dell’8,2%. Due milioni e 78mila persone al giorno prendono, invece, le metropolitane presenti in 7 città italiane (Milano, Roma, Napoli,  Torino, Genova, Brescia e Catania), con un aumento complessivo di quasi 65mila passeggeri tra il 2017 e il 2018, dovuto in particolare alle linee metro di Milano, Catania e Brescia dove si registra una crescita costante e consistente.

In 10 anni, il bilancio dell’alta velocità è imponente: i numeri sono cresciuti di anno in anno, grazie al raddoppio della flotta dei treni AV: 74 nel 2008, 144 nel 2019. I passeggeri trasportati sui treni AV di Trenitalia sono passati dai 6,5 milioni del 2008 a 40 milioni nel 2018, con un aumento del 517%.

Ma anche i dati del trasporto regionale sono significativi. Per esempio, in Lombardia 802mila persone prendono il treno ogni giorno: +6,9% tra il 2017 e il 2018 e +43,4% rispetto al 2009 quando erano 559mila. In Alto Adige, grazie a investimenti in nuovi treni e corse frequenti, i passeggeri sono triplicati sulle linee riqualificate (da 11mila nel 2011 a quasi 30mila).

Sono 31mila i viaggiatori in più in Puglia e 100mila in Emilia-Romagna. O nelle città, come a Milano dove le linee della metropolitana segnano una continua crescita di passeggeri nei primi 9 mesi del 2019 (+4,7% rispetto al 2018); a Firenze dove il tram trasporta oltre 93mila persone al giorno e a Bergamo dove nel 2018 il Tram delle Valli ha trasportato 3,75 milioni di passeggeri (+5,7% rispetto al 2016).

Tra le diverse parti d’Italia perdurano, tuttavia, differenze enormi nella qualità e nell’offerta del servizio ferroviario. In alcune aree il servizio è tra i più competitivi al mondo, come tra Firenze e Bologna dove l’offerta, per quantità e velocità dei treni, non ha paragoni in Europa; ma fuori dalle direttrici principali dell’alta velocità e dalle Regioni che in questi anni hanno investito, la situazione del servizio – denuncia il rapporto – sta peggiorando, con meno treni in circolazione e, di conseguenza, meno persone che prendono il treno.

In particolare il Meridione continua a soffrire di un’assenza di progetto. Al Sud infatti – rileva il rapporto Pendolaria 2019 – i treni sono vecchi, con un’età media di 19,3 anni rispetto ai 12,5 del Nord, e pochi: negli ultimi 10 anni sono stati ridotti gli intercity e i regionali in circolazione. Inoltre viaggiano su linee in larga parte a binario unico e non elettrificate.

Rispetto al resto del Paese, sottolinea il rapporto, al sud sono di meno sia le Frecce che gli Italo, gli Intercity e i regionali. Ci sono, in tutta la Sicilia, 486 corse al giorno dei treni regionali contro le 2.560 della Lombardia: quasi 5,3 volte tanto (a fronte di una popolazione di 5 milioni di persone in Sicilia e 10 milioni in Lombardia).

Le corse giornaliere in Provincia di Bolzano sono 266, quasi quante quelle offerte in Sardegna (297) dove però la popolazione è oltre il triplo. In Calabria sono 341 le corse giornaliere, meno delle 355 effettuate in Liguria dove popolazione ed estensione sono inferiori.

Il rapporto denuncia un’assenza totale di regia e controllo lungo alcune direttrici importanti. Tra Cosenza e Crotone non esiste collegamento diretto e servono almeno un cambio e quasi 3 ore di tragitto per percorrere 115 km. Tra Ragusa e Palermo sono previsti solo 3 collegamenti al giorno, tutti con un cambio, per arrivare a destinazione in 4 ore e mezza (erano 4 tre anni fa).

Tra Siracusa e Trapani (266 chilometri in linea d’aria) esistono solo tre possibilità e la più rapida richiede 11 ore e 21 minuti, con tre cambi. In Basilicata tra Potenza e Matera con Trenitalia non è più previsto alcun collegamento e con le Ferrovie Appulo Lucane servono 2 cambi e 3 ore e 20 minuti (di cui una parte in pullman per lavori sulla linea). In Puglia, invece, tra Taranto e Lecce almeno esiste un Intercity Notte che transita in orari di pendolarismo, però solamente da Taranto verso Lecce.

Ma anche al Sud dove si investe il successo è garantito. Il rapporto Pendolaria 2019 segnala anche 10 best practice: da Palermo a Catania, con metro e tram, a Bari, Napoli, Cagliari con treni urbani sempre più frequentati a quelli delle Appulo Lucane in Puglia, fino alla nuova stazione di Matera a quella di Scampia, per arrivare al successo di passeggeri che hanno i nuovi treni messi sulle linee in Sicilia, Puglia, Sardegna.

”Abbiamo scelto di presentare Pendolaria a Palermo perché sono le grandi città e il Sud le due emergenze del nostro Paese nel trasporto ferroviario – ha dichiarato il vice presidente di Legambiente Edoardo Zanchini – Al Sud muoversi in treno tra le città è praticamente impossibile, perché i collegamenti sono meno che nel 2010 a seguito dei tagli e i treni sono più vecchi e lenti che nel resto d’Italia.



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