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Morosità acqua condominio: ultime sentenze

1 Marzo 2020
Morosità acqua condominio: ultime sentenze

Leggi le ultime sentenze su: pagamento dei contributi condominiali; autorizzazione alla sospensione al condomino moroso dalla fruizione dei servizi comuni di acqua e riscaldamento; durata ultrasemestrale della morosità riferibile al condòmino.

I servizi comuni di acqua e riscaldamento

I servizi comuni di acqua e riscaldamento non sono intangibili e, pertanto, a fronte di una perdurante morosità del condòmino, può trovare applicazione la sospensione prevista dall’art. 63, comma 3, att. c.c.

Tribunale Bologna, 03/04/2018

Morosità del condominio: effetti della durata ultrasemestrale

Anche ove astrattamente ricorrano i presupposti applicativi di cui all’art. 63, comma 3, att. c.c. (durata ultrasemestrale della morosità riferibile al condòmino e possibilità di godimento separato del servizio comune), l’interesse meramente economico del condominio non può pregiudicare diritti fondamentali quali il godimento dei servizi di riscaldamento e dell’acqua, in quanto ritenuti “essenziali” in funzione della preminente tutela del diritto alla salute ex art. 32 Cost. (Fattispecie nella quale era stata richiesta dal condominio anche il distacco dell’antenna televisiva condominiale).

Tribunale Bologna sez. II, 15/09/2017

Condomino moroso: la sospensione dalla fruizione dei servizi comuni

Ai sensi dell’art 63 disp.att., cod., civ., unico requisito richiesto per la legittima sospensione della fruizione dei servizi è il protrarsi della morosità nel pagamento dei contributi condominiali per almeno un semestre.

(Nella specie, il Trib. ha dunque accolto la domanda ex art. 702 bis c.p.c., tesa ad ottenere l’autorizzazione a sospendere il condomino moroso dalla fruizione dei servizi comuni di acqua e riscaldamento).

Tribunale Treviso sez. III, 21/07/2017

Pagamento delle spese condominiali: la morosità per oltre un semestre

Qualora un condomino risulti moroso nel pagamento dei contributi condominiali e la condizione di morosità si protragga per almeno un semestre, il Condominio ha diritto ad agire giudizialmente, al fine di ottenere l’autorizzazione a sospendere tale condomino dalla fruizione dei servizi comuni di riscaldamento ed acqua.

Tribunale Tempio Pausania, 09/03/2017

Persistenza della morosità

La circostanza – per un verso – che un condomino sia moroso da oltre un semestre e che detta morosità persista e – per altro verso – che lo stesso condominio continui comunque a godere di tutti i servizi comuni, omettendo qualsivoglia pagamento degli stessi, integra pienamente i presupposti applicativi del terzo comma dell’art. 63 disp. att. c.c., come sostituito dall’art. 18 l. 11 dicembre 2012 n. 220.

Conseguentemente, va accolta la domanda promossa dal condominio nelle forme di cui all’art. 702 bis c.p.c. e tesa ad ottenere l’autorizzazione a sospendere il condomino moroso dalla fruizione dei servizi comuni di riscaldamento ed acqua.

Tribunale Lecco sez. I, 29/12/2014

Sospensione della fornitura di acqua

Va accolta l’istanza cautelare ex art. 700 c.p.c. avanzata da un condominio nei confronti dell’Acquedotto Pugliese S.p.A. per l’inibitoria della sospensione della fornitura di acqua a causa di una asserita morosità, in quanto il rimedio della sospensione della fornitura di un bene primario come l’acqua appare sproporzionato a fronte di un inadempimento pecuniario.

Tribunale Bari, 09/09/2004

Debito del condominio

La solidarietà passiva richiede non soltanto la pluralità dei debitori e l’identica causa dell’obbligazione, ma anche l’indivisibilità della prestazione comune, in mancanza della quale e in difetto di una espressa disposizione di legge, prevale l’intrinseca parziarietà.

Pertanto, considerato che l’obbligazione ascritta a tutti i condomini, ancorché comune, è divisibile trattandosi di somma di danaro e che la solidarietà nel condominio non è contemplata da alcuna disposizione di legge, prevale l’intrinseca parziarietà dell’obbligazione, di talché, conseguita la condanna dell’amministratore, quale rappresentante dei condomini, il creditore può procedere all’esecuzione individualmente nei confronti dei singoli condomini, secondo la quota di ciascuno e non per l’intero.

Cassazione civile sez. un., 08/04/2008, n.9148

Conseguenze della morosità

I diritti e doveri nascenti dal contratto di somministrazione sottoscritto dagli gli utenti col gestore idrico, in forza del quale sono tenuti a pagarne le tariffe, esulano dai poteri del Sindaco. Quest’ultimo, anche se l’acqua è bene primario, non può impedire le conseguenze della morosità con un’ordinanza contingibile ed urgente, potendo ricorrere a strumenti amministrativi alternativi per garantire la salute pubblica.

T.A.R. Napoli, (Campania) sez. V, 26/11/2015, n.5482

L’interruzione dell’erogazione del servizio di acqua

L’interruzione dell’erogazione del servizio di acqua potabile da parte dell’ente per morosità dell’utente, poi sanata, non costituisce un atto amministrativo, ma soltanto un rifiuto di adempiere ex art. 1460 c.c. nell’ambito di un contratto a prestazioni corrispettive.

Ne consegue che la controversia tra il privato e il Comune in merito al pagamento del canone per l’erogazione del servizio è devoluta alla giurisdizione del g.o., in quanto le controversie sui “rapporti individuali di utenza” non sono inclusi nella formulazione del comma 1 dell’art. 33 d.lg. n. 80/98 (come sostituito dall’art. 7 della l. n. 205/00) e, soprattutto, perché le controversie attinenti ai contratti privatistici di utenza non coinvolgono la “P.A. – autorità”, la cui attività soltanto può rientrare nell’ambito della giurisdizione esclusiva del g.a. nella materia dei pubblici servizi.

Cassazione civile sez. III, 14/02/2008, n.3539



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16 Commenti

  1. Ci sono due anni di tempo per chiedere il pagamento della bolletta dell’acqua: dopodiché, si verifica la prescrizione e nulla è più dovuto. Ma non sempre è possibile confidare nella prescrizione; difatti, ogni sollecito di pagamento inviato all’utente con raccomandata interrompe il termine e lo fa decorrere ogni volta da capo. Il più delle volte, la prescrizione travolge i conguagli che spesso vengono spediti con molto ritardo. Far fronte alle richieste di pagamento del servizio idrico, personale e condominiale, non è sempre facile.

  2. Le nuove regole, entrate in vigore il 1° gennaio 2020, sono certe e uguali in tutta Italia e si applicano in caso di mancato pagamento della bolletta della luce da parte degli utenti. Il provvedimento definisce tempi e modalità standard per la costituzione in mora, la rateizzazione degli importi, la sospensione della fornitura e la risoluzione del contratto, salvaguardando gli utenti che si trovano in stato di disagio economico sociale.

  3. Il nostro Stato ha solo di recente salvaguardato il diritto all’acqua per i non abbienti. Un diritto più formale che sostanziale visto che si parla di solo 50 litri al giorno. Il bonus sociale idrico, che consente di avere acqua gratis fino a 50 litri al giorno (equivalenti a 18,25 metri cubi l’anno), è rivolto ai nuclei familiari con un reddito Isee inferiore a 8.107,50 euro. Si arriva ad un Isee di 20.000 euro nel caso delle famiglie con più di tre figli fiscalmente a carico.Chi rientra nei parametri Isee appena visti, anche se non paga la bolletta, ha diritto ad ottenere il suddetto bonus.

    1. La morosità determina l’applicazione di un tasso di interesse di mora per come indicato dal contratto di fornitura. Di norma, il tasso di interesse è nella misura legale dopo i 5 giorni dalla scadenza della bolletta; dopo 30 giorni, il tasso legale è maggiorato del 5%.
      L’utente che non ha pagato la bolletta deve ricevere una diffida di messa in mora entro 25 giorni solari dopo la scadenza della fattura, ma non prima di aver inviato un sollecito bonario con allegato il bollettino per il pagamento. Dopo ulteriori 30 giorni dal preavviso, è prevista la sospensione del servizio idrico. Tuttavia, in caso di morosità delle utenze domestiche residenti la società fornitrice potrà sospendere l’erogazione dell’acqua solo se il debito per mancato pagamento di fatture supera il corrispettivo annuo dovuto per la fascia di consumo agevolato o, quando tecnicamente fattibile, solo successivamente alla limitazione del flusso dell’acqua assicurando soltanto il quantitativo minimo vitale (50 litri per abitante al giorno).La disattivazione della fornitura, con la risoluzione del contratto, potrà essere effettuata dal gestore solo nel caso in cui, a seguito della limitazione/sospensione e nel proseguirsi della mora, venga manomesso il misuratore, o nel caso in cui le stesse utenze non abbiano provveduto a pagare i relativi oneri per il recupero della morosità pregressa.La riattivazione del servizio dell’acqua avviene una volta eseguito il pagamento, entro i termini previsti dalla carta del servizio. Comunica l’avvenuto pagamento delle spese via fax, mail o recandoti presso uno sportello dell’ente.

  4. Nel caso di utenze condominiali, il gestore può limitare/sospendere/disattivare la fornitura idrica?

    1. Nel caso di utenze condominiali, il gestore non potrà limitare/sospendere/disattivare la fornitura idrica se, entro la scadenza dei termini previsti nella comunicazione di messa in mora, sia stato pagato almeno metà dell’importo dovuto in un’unica soluzione. Potrà, invece, procedere con le azioni sulla fornitura se l’utenza condominiale non effettui il saldo entro i successivi sei mesi.

    2. Quindi, l’acqua non pagata non si può più staccare al condominio con la facilità con cui è avvenuto sinora: per arrivare alla disattivazione della fornitura idrica condominiale bisognerà che l’inadempienza sia perdurante e che il gestore abbia seguito questi precisi passaggi (a pena di un indennizzo automatico di importo compreso tra i 10 ed i 30 euro): una volta scaduti i termini per il normale pagamento della fattura, dovrà inviare un sollecito bonario informando il condominio della possibilità di rateizzare il debito; solo in seguito (e non prima di 25 giorni dalla data di scadenza della bolletta) potrà inviare la messa in mora, ma a questo punto il condominio potrà ancora evitare il preannunciato distacco dell’acqua, pagando la metà del dovuto in un’unica soluzione.Da quel momento, avrà a disposizione altri sei mesi per completare i pagamenti e nel frattempo la fornitura di acqua non potrà essere sospesa o interrotta per morosità. Infine, anche se si paga oltre i termini massimi e la fornitura di acqua era stata staccata, è previsto l’obbligo di riattivazione immediata, precisamente entro due giorni feriali dal momento in cui il conto viene interamente saldato.

  5. Per i privati, la fornitura potrà essere sospesa solo quando il mancato pagamento supererà l’ammontare di un anno di consumi, calcolati in base ad una nuova tariffa agevolata, sempre che la famiglia non si trovi in uno stato di disagio economico e sociale (che dovrà essere documentato) e salvaguardando le forniture pubbliche essenziali, come ospedali e scuole.

  6. La nuova tariffa 2020 sarà più favorevole rispetto al passato perché verrà basata sui consumi per persona, in maniera da agevolare le famiglie numerose: per le utenze domestiche, infatti, a parte la quota fissa (quella indipendente dai consumi, necessaria per coprire i costi dei servizi di acquedotto e fognature) nella quota variabile non si terrà più conto dei soli metri cubi utilizzati da ciascuna utenza domestica per residenti, ma anche delle persone che abitano nella casa. L’agevolazione riguarda poi i volumi consumati, tenendo conto che deve essere garantito un “minimo vitale” di 50 litri al giorno per ogni persona. Infine, la nuova struttura tariffaria sarà uguale in tutta Italia, superando le attuali differenze territoriali e dei vari gestori.

  7. L’amministratore di condominio, qualora persista da oltre sei mesi la morosità di uno dei condomini, ed eventualmente anche durante azioni giudiziarie in corso finalizzate al recupero dei crediti, può, se tecnicamente possibile, sospendere al condomino inadempiente i servizi condominiali suscettibili di godimento separato. È quanto dispone il nuovo articolo 63 comma 3 delle disposizioni di attuazione del codice civile.

    1. E mi dica una cosa? Tutti contro i condomini, amministratori, articoli, giudici, avvocati, ecc. Ma a voi chi vi dovrebbe controllare che non siete mai controllati da nessuno

  8. Tuttavia, poiché non poche volte gli amministratori che hanno unilateralmente percorso questa strada con riferimento ai beni essenziali come l’acqua si sono trovati a dover fare i conti con le querele dei condomini, si è diffusa la prassi di chiedere prima l’autorizzazione al giudice con un ricorso per distacco acqua. La differenza è che nel primo caso è necessario provare la parvenza del diritto e l’urgenza che potrebbe pregiudicare il diritto nel caso di azione ordinaria.

  9. In materia di fornitura dell’acqua condominiale, ritenuta un servizio di primaria importanza (tutelato anche dalla Costituzione), il tribunale di Bologna inizialmente aveva sancito il divieto di distacco del moroso dal servizio idrico, prevedendo che ai soggetti indigenti debba comunque garantirsi almeno la somministrazione di 50 litri d’acqua al giorno ; in seguito, nella fase collegiale del procedimento, attivata dal condominio inizialmente soccombente, i giudici hanno mutato orientamento, e hanno autorizzato con ordinanza il distacco del condomino moroso dal servizio idrico

  10. l’acqua non pagata non si può più staccare al condominio con la facilità con cui è avvenuto sinora: per arrivare alla disattivazione della fornitura idrica condominiale bisognerà che l’inadempienza perduri oltre un certo periodo e che il gestore abbia seguito tutti i passaggi che ora indichiamo, a pena di un indennizzo automatico di importo compreso tra i 10 ed i 30 euro.

  11. Ci saranno due modi per evitare il distacco: chiedere la rateizzazione – che potrà essere concessa fino a 12 rate mensili – prima che scadano i termini della costituzione in mora, oppure entro gli stessi termini pagare la metà della somma dovuta ed il resto entro i successivi 6 mesi. La scelta della strada più opportuna da percorrere spetterà all’amministratore del condominio: se i suoi condomini sono morosi è probabile che opti per la rateazione a 12 mesi, altrimenti deciderà di fare il pagamento in due soluzioni del 50% ciascuna, se le casse del condominio sono sufficienti a fronteggiare l’importo, in modo da risparmiare la spesa degli interessi.

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