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Tfs: conseguimento della Quota 100 dopo le dimissioni senza diritto a pensione

8 Febbraio 2020
Tfs: conseguimento della Quota 100 dopo le dimissioni senza diritto a pensione

Mi sono dimesso volontariamente nel dicembre 2017 senza diritto a pensione, dunque il TFS mi dovrebbe essere corrisposto dopo 2 anni e 3 mesi dalla dimissione ( cioè ad aprile 2020). Successivamente, essendo entrata in vigore quota 100, ne ho fatto richiesta  previo riscatto di un anno e mezzo di scuola di specializzazione per raggiungere i 38 anni contributivi. L’Inps potrebbe decidere di procastinare la liquidazione del TFS a quando avrò 67 anni, o essendo iniziato il “coutdown” per la liquidazione del TFS quando ancora quota 100 non esisteva, mi verrà comunque liquidato a 2 anni e 3 mesi dalle dimissioni volontarie ?

In base a quanto stabilito dalla normativa, il diritto al TFS si consegue entro 24 mesi e 90 giorni per chi ha cessato volontariamente il servizio, con o senza diritto alla pensione anticipata.

Tuttavia, in base all’art.23 del D.L. 4/2019, coloro ai quali è liquidata la pensione Quota 100 conseguono il diritto al TFS (o all’indennità di fine servizio comunque denominata) al momento in cui tale diritto maturerebbe a seguito del raggiungimento dei requisiti di accesso al sistema pensionistico previsti dalla riforma Fornero (art.24 D.L. 201/2011). In pratica, il TFS si consegue a partire dalla maturazione “virtuale” dei requisiti di accesso alla pensione più “vicina”, anticipata ordinaria (che i lavoratori conseguono con 42 anni e 10 mesi di contribuzione) o di vecchiaia ordinaria (l’età pensionabile è pari a 67 anni sino al 31 dicembre 2022)

Effettivamente, per come risulta formulato, letteralmente, l’art.23 del D.L. 4/2019, parrebbe che, per il solo fatto che sia liquidata la pensione Quota 100, il diritto al TFS sorga solo alla maturazione virtuale dei requisiti per la pensione di vecchiaia o anticipata ordinaria. Nel caso del lettore, per intenderci, il trattamento di fine servizio spetterebbe dopo circa 5 anni dal momento della liquidazione della pensione Quota 100.

Tuttavia, non possiamo fermarci alla formulazione letterale dell’art.23 del D.L. 4/2019, dato che, nel caso di specie:

  • in quanto dimissionario nel dicembre 2017, originariamente senza diritto a pensione, da quella data è iniziata la decorrenza dei termini per la liquidazione del TFS;
  • il D.L. 4/2019 non può a mio avviso, “azzerare” il conteggio e farlo ripartire dalla data della liquidazione della pensione con Quota 100, in quanto risulterebbe avere, di fatto, un’efficacia retroattiva, “agendo” su una situazione già in corso. Finirebbe, peraltro, per penalizzarLa ingiustamente, considerando che, rispetto a un qualsiasi beneficiario della Quota 100, Lei subirebbe un’attesa più lunga per la liquidazione del TFS, prendendo come riferimento la data di cessazione dal servizio.

A parere della scrivente, dunque, l’applicazione dell’art.23 del D.L. 4/2019 alla situazione del lettore risulterebbe iniqua.

Purtroppo, non è possibile ottenere una certezza assoluta riguardo alla liquidazione del TFS entro il mese di aprile 2020, considerando che l’Inps (gestione dipendenti pubblici- ex Inpdap) non si è ancora espresso sulla questione, e che la formulazione della norma sembrerebbe “studiata a tavolino” per applicare retroattivamente la disposizione, facendo in modo che questa non risulti formalmente retroattiva (“ i lavoratori […] cui è liquidata  la pensione quota 100 ai sensi dell’articolo 14, conseguono   il riconoscimento dell’indennità di fine servizio comunque denominata al momento in cui tale diritto maturerebbe”).

La disposizione, in effetti, non menziona una decorrenza iniziale e un termine finale, come avviene per le altre casistiche (ad esempio, “24 mesi e 90 giorni a partire dalla data di cessazione dal servizio”), ma fissa il momento della decorrenza del TFS solamente sulla base della maturazione dei requisiti “virtuali” della pensione di vecchiaia o anticipata ordinaria, per il solo fatto che sia stata liquidata la pensione Quota 100.

Soltanto un chiarimento ufficiale dell’Inps potrebbe dirimere in modo definitivo la questione.

Qualora l’Inps non dovesse liquidare il TFS entro aprile 2020, consiglierei comunque di ricorrere avverso la mancata corresponsione della prestazione, sulla base della cessazione dal servizio, originariamente avvenuta senza diritto a pensione.

Non bisogna infine dimenticare che il D.L. 4/2019 prevede il diritto, per i pensionati che lo desiderino, di richiedere un anticipo sull’importo del TFS spettante sino a 45mila euro lordi. Quest’agevolazione sarà accessibile a seguito della stipula di un’apposita convenzione tra l’Inps e le banche. La convenzione era prevista per fine 2019, ad oggi non è ancora stata attuata.

Articolo tratto da una consulenza resa dalla dott.ssa Noemi Secci, consulente del lavoro.


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