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Posso essere incinta e avere il ciclo

28 Febbraio 2020 | Autore: Massimo Agnesi
Posso essere incinta e avere il ciclo

Dopo aver effettuato un test di gravidanza risultato positivo, come ci si deve comportare se si notano perdite ematiche vaginali che ricordano le mestruazioni? Sono un evento fisiologico normale o indice di qualche problema che può mettere a rischio la salute della madre e del feto? Scopriamolo insieme.

Il test di gravidanza acquistato in farmacia è positivo e sei molto contenta perché finalmente potrai realizzare il tuo desiderio di maternità. Inaspettatamente, però, proprio nei giorni contrassegnati sull’agendina per l’arrivo delle mestruazioni, compaiono delle perdite ematiche, anche se meno cospicue rispetto al solito. Il dubbio ti assale: posso essere incinta e avere il ciclo? Da sempre, sai che il primo segno di un sospetto stato interessante è proprio l’assenza delle mestruazioni; forse il test di gravidanza ha dato un falso positivo. Leggendo questo articolo scoprirai che il ciclo mestruale e la gravidanza sono condizioni incompatibili tra loro e che piccole perdite ematiche possono essere assolutamente normali e non preoccupanti.

Tuttavia, la nascita di una nuova vita è un evento complesso e nessuna manifestazione che può avere un significato prognostico negativo deve essere ignorata. Esistono infatti problemi molto gravi che mettono in pericolo la salute della madre e del nascituro, per scongiurare i quali è necessario rivolgersi immediatamente all’assistenza medica specialistica.

Che cos’è il ciclo mestruale e perché è incompatibile con la gravidanza?

Il ciclo mestruale è l’intervallarsi regolare di eventi, della durata di circa 28 giorni, che prepara il tuo corpo ad una possibile gravidanza. In condizioni normali due cicli consecutivi sono separati dalla comparsa del flusso mestruale. Il ciclo mestruale è diviso in tre fasi. Nella prima, l’azione dell’ormone follicolo-stimolante FSH permette la crescita e la maturazione di un follicolo, il quale rilascia un ovocita maturo nella fase successiva (fase ovulatoria).

L’ovocita inizia il suo viaggio nelle tube di Falloppio, per 72 ore circa rimane vitale e può essere fecondato da uno spermatozoo (il rapporto sessuale completo deve essere avvenuto nei giorni successivi all’ovulazione o in quelli immediatamente precedenti). Questa fase, detta post ovulatoria, dura circa 14 giorni. Il follicolo, ormai vuoto, sotto l’azione dell’ormone luteinizzante LH, si trasforma in una ghiandola endocrina temporanea in grado di secernere progesterone. Quest’ultimo causa un’altra rivoluzione nel tuo corpo, ovvero innesca una serie di cambiamenti tra cui l’ispessimento dell’endometrio dell’utero: si è creato l’ambiente ideale per l’impianto dell’ovulo qualora venisse fecondato. Se ciò avviene inizia la gravidanza.

Se, invece, la fecondazione non avviene, le strutture uterine inutilizzate si sfaldano e vengono espulse dalla vagina con il flusso mestruale. Da questo momento, inizia un nuovo ciclo, che porterà alla maturazione di un altro follicolo. Gli eventi descritti, in assenza di problemi di natura patologica o di gravidanza, si ripetono nel tuo corpo di mese in mese, dal menarca (prima mestruazione) alla menopausa.

In base a quanto detto, ti sarai resa conto che sanguinamenti durante la gravidanza non possono essere di natura mestruale, poiché dopo l’impianto dell’ovulo sull’endometrio dell’utero le strutture che si sono create servono per la crescita del feto e verranno quindi espulse solo dopo il parto (secondamento).

La gravidanza: come avere una diagnosi certa?

L’assenza di mestruazioni (amenorrea) può essere indice dell’inizio della gravidanza, ma non è sufficiente per fare una diagnosi certa poiché esistono numerose condizioni, di cui alcune patologiche, che causano variazioni anche consistenti nella durata di un singolo ciclo (o l’interruzione dello stesso per parecchi mesi). In commercio esistono dei test di gravidanza, di facile utilizzo, basati sull’analisi chimica delle urine: sono in grado di rilevare la presenza degli ormoni tipici della prima fase gestazionale. Questi test, anche se ripetuti, hanno un’affidabilità limitata, in quanto è possibile che diano falsi positivi e falsi negativi.

Per avere una diagnosi certa devi fare le analisi del sangue, specificando al tuo medico che sospetti di essere incinta (non è sufficiente il semplice emocromo di controllo). Ancor meglio, per essere sicuri che la gravidanza sia iniziata in modo corretto e che tutto stia andando per il meglio, è opportuno prenotare una visita specialistica, durante la quale verrà effettuata un’ecografia trans-vaginale che potrà dare indicazioni sullo stato dell’impianto dell’embrione nell’endometrio uterino. Questa prima fase è la più delicata, ed è quella dove più spesso si verificano gli aborti spontanei.

In ogni caso, per la diagnosi di gravidanza, bisogna attendere i tempi giusti: la presenza nel sangue delle Beta hCG è rilevabile dopo 8-10 giorni dal concepimento, nelle urine dopo 15 circa; per la diagnosi ecografica è opportuno attendere l’impianto dell’embrione. Ti consiglio, quindi, di aspettare l’assenza del flusso mestruale prima di iniziare l’iter diagnostico.

Cosa sono le perdite da impianto?

Premesso che è importante che tu ti rivolga ad uno specialista per controllare qualsiasi evento anomalo, un sanguinamento di modesta entità nella fase di impianto dell’ovulo fecondato all’endometrio dell’utero è normale e non pericoloso. Questa perdita di sangue, di quantità sicuramente inferiore a quella mestruale, può trarti in inganno perché insorge da 7 a 14 giorni dall’ovulazione, proprio nel periodo in cui attendevi l’arrivo del ciclo.

Il sangue, probabilmente, fuoriesce dai capillari, dell’endometrio uterino, che vengono rotti dall’embrione in fase di annidamento. Questa piccola emorragia difficilmente dura per più di 48 ore e, solitamente, è per il resto asintomatica.

Ricorda, nel sospetto di gravidanza, di non utilizzare gli assorbenti interni. Le perdite da impianto sono comunque un evento abbastanza raro: solo il 10% circa delle donne le riscontra ad inizio gestazione.

Piccoli sanguinamenti, negli stessi giorni, possono essere dovuti anche allo spotting premestruale: si tratta di perdite modeste che anticipano l’arrivo del flusso più consistente. L’unico metodo che ti consente di distinguere con certezza le due situazioni è effettuare il test di gravidanza, ma poiché come abbiamo già detto il risultato dell’analisi delle urine non è attendibile prima di 15 giorni dal concepimento, ti conviene aspettare l’eventuale mancato arrivo del ciclo, risparmiando i soldi per l’acquisto di un test che, effettuato precocemente, non è predittivo.

Il sanguinamento deciduale

Nel primo trimestre di gestazione possono verificarsi dei sanguinamenti che assumono un andamento ripetitivo e ritmico. Non è ancora chiaro cosa li causi, tuttavia sappiamo che l’evoluzione è benigna. È possibile che essi siano dovuti alla presenza di piccoli polipi nel canale cervicale, oppure potrebbero essere conseguenza della rottura di una varice o di qualche vaso del tessuto uterino. La prognosi è favorevole: un sanguinamento non comporta necessariamente una compromissione della gravidanza.

Talvolta, la causa delle perdite può essere una leggera lesione cagionata da un rapporto sessuale; anche in questo caso non è pericoloso per il feto e la ripresa dei rapporti intimi è possibile una volta risolta la situazione.

La gravidanza ectopica

La gravidanza ectopica è conosciuta anche con il nome di gravidanza extrauterina. È una condizione patologica incompatibile con la sopravvivenza del feto, poiché l’impianto dell’embrione è avvenuto al di fuori della cavità dell’utero (o all’interno dello stesso ma in una posizione non idonea), in un tessuto che non può garantirne lo sviluppo. Oltre a causare l’interruzione spontanea della gravidanza, questa situazione è molto pericolosa per le complicanze che può portare alla madre, la quale potrebbe necessitare di un intervento chirurgico (raschiamento) per la risoluzione della situazione.

Quando il sanguinamento vaginale è indice di minaccia d’aborto?

L’interruzione spontanea della gravidanza è un evento comune, che può verificarsi in un qualsiasi momento nella prima metà del periodo di gestazione. Spesso avviene nelle primissime fasi dopo l’impianto dell’embrione nell’utero e quindi il sanguinamento viene confuso con il normale flusso mestruale, senza generare il sospetto di una gravidanza.

Non tutti i quadri patologici che causano emorragia evolvono negativamente nell’aborto spontaneo: la situazione può risolversi positivamente ed è quindi importante affidarsi immediatamente alle cure del ginecologo.

I segni di minaccia e di aborto (completo o incompleto) di cui devi preoccuparti, oltre all’abbondante sanguinamento a cui possono essere frammisti coaguli, sono:

  • presenza di dolore sovra-pubico di tipo crampiforme con irradiazione alla schiena;
  • perdita di materiale brunastro dalla vagina.

Se il prodotto del concepimento viene espulso completamente e correttamente, l’emorragia cessa. Tuttavia, talvolta, permane del materiale gestazionale all’interno dell’utero, che causa la persistenza del sanguinamento e può diventare fonte d’infezione. Essendo questa condizione pericolosa per la salute della madre, qualora ti capitasse, devi rivolgerti immediatamente al pronto soccorso ginecologico, dove il medico valuterà l’eventuale necessità di un raschiamento. Se possibile, raccogli il materiale fetale espulso e consegnalo al personale sanitario, perché possano esaminarlo.

Ultimo trimestre di gravidanza. Cosa fare se noti sanguinamenti?

La crescita del feto è accompagnata da una maggiore irrorazione dei tessuti uterini di supporto, che facilmente possono dare origine a piccoli sanguinamenti non pericolosi. Tuttavia, a termine di gravidanza, perdite di sangue (soprattutto se cospicue) devono allarmarti, poiché possono essere il preludio di eventi pericolosi tanto per te quanto per il tuo bambino.

Se noti un’emorragia importante è opportuno che ti rechi al pronto soccorso ostetrico più vicino, possibilmente con un trasporto protetto in ambulanza. I problemi, in questa fase, riguardano nella maggior parte dei casi la placenta.

In particolare, vi sono due condizioni patologiche molto gravi:

  • il distacco della placenta prima del parto, emergenza rara ma molto pericolosa, può essere causata da un picco di pressione sanguigna, da traumi o lesioni di altro tipo a livello addominale, dall’abuso di sostanze stupefacenti o farmaci. L’entità del sanguinamento è proporzionale all’estensione del distacco, quest’ultimo condiziona notevolmente la prognosi: se piccoli distacchi possono consentire la prosecuzione della gravidanza, a seguito di una corretta cicatrizzazione, i distacchi di maggiore entità possono causare emorragie massive che mettono a rischio la sopravvivenza della madre e del feto;
  • la placenta previa è un errato inserimento della stessa, che si posiziona nei pressi dell’orifizio interno del collo dell’utero. Con la crescita, il feto fatica ad espandersi correttamente e le inserzioni vascolari della placenta sono sottoposte ad uno stress meccanico; ciò le porta ad essere a rischio di rottura, con conseguente emorragia. Anche in questo caso, se si verifica una perdita ematica incoercibile, accompagnata da dolore addominale, è necessario l’intervento chirurgico. La diagnosi di placenta previa non preclude la possibilità di nascita del bambino, ma è necessario un monitoraggio continuo durante la gestazione poiché le possibili complicanze sono numerose e pericolose.

Piccole perdite di sangue nel periodo pre-termine possono essere dovute alla rottura dei piccoli vasi della cervice uterina (molto irrorata) e potrebbero rappresentare l’avvisaglia di un parto prematuro. Soprattutto in caso di perdita del tappo mucoso ti puoi aspettare un imminente inizio del travaglio ed è quindi opportuno che ti rivolga al pronto soccorso ostetrico per i controlli del caso, volti ad evitare ogni complicanza.

Cosa fare in caso di gravidanza indesiderata?

In caso di gravidanza indesiderata, entro i tre mesi dal concepimento, hai la possibilità di ricorrere all’aborto. La legislazione italiana prevede l’interruzione volontaria della gravidanza quale diritto fondamentale della donna e stabilisce quali sono i termini legali per questa procedura. Solo in alcuni casi, è possibile abortire dopo i 90 giorni dall’inizio della gestazione.



Di Massimo Agnesi


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