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Tumulazione o cremazione: chi decide? Cosa dice la legge

16 Settembre 2013
Tumulazione o cremazione: chi decide? Cosa dice la legge

Salma tumulata o cremata: la decisione spetta al defunto o, in mancanza, ai parenti più vicini; ma se sorge un contrasto tra questi ultimi, sarà necessario provare, in causa, l’effettiva volontà del soggetto.

 

La decisione su come e dove collocare le proprie spoglie mortali, all’indomani del trapasso, spetta unicamente alla persona direttamente interessata: una scelta che, per ovvie ragioni, sarà bene esprimere da vivi, onde evitare di lasciare “dubbi” nei parenti superstiti.

Il problema si potrebbe porre quando, celebrate le esequie, tra i “cari” del defunto sussistano contrasti sulle modalità di conservazione della salma. La contesa potrebbe sussistere, infatti, nell’alternativa tra tumulazione e cremazione.

In questi casi, soccorre una recente ordinanza del Tribunale di Reggio Emilia [1], venuta a decidere su un contrasto insorto tra i parenti del compianto (alcuni ne volevano la cremazione, mentre la compagna lottava per la soluzione opposta).

Quando manca del tutto una disposizione che provenga dallo stesso defunto (come dire che questi “non ci aveva mai pensato”), il diritto di scelta deve essere riconosciuto ai parenti più vicini, per vincolo di sangue, a partire da coloro che fanno parte dell’organico nucleo familiare strettamente inteso.

Quando invece è dubbia la volontà espressa dal defunto, bisognerà davanti al giudice portare tutte le prove a favore dell’una o dell’altra soluzione. La sentenza, poi, deciderà quali prove ritenere più attendibili per ricostruire l’effettivo volere del deceduto.

Si potranno quindi portare prove testimoniali, di gente che ha sentito parlare l’interessato di una soluzione o dell’altra; o anche prove scritte che documentino, per esempio, l’interesse del defunto ad una cappella, ecc.


note

[1] Trib. Reggio Emilia, ordinanza ex art. 700 cod. proc. civ. del 12.09.2013.


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