L’esperto | Articoli

Affitto in contanti: ultime sentenze

3 Marzo 2020
Affitto in contanti: ultime sentenze

Leggi le ultime sentenze su: pagamento del canone di locazione in contanti; pattuizione di un canone più elevato rispetto a quello legalmente determinato; invito del locatore al rispetto dell’obbligo contrattuale di pagamento in contanti.

Con la Legge di Stabilità del 2020, dal 1° luglio 2020 fino al 31 dicembre 2021, il limite di utilizzo dei contanti passerà da 3.000 a 2.000 euro. Quindi, fino a 1.999,99 euro il conduttore potrà pagare in contanti l’affitto, o meglio ogni singola mensilità del contratto di locazione o anche più mensilità in un’unica soluzione, a condizione di non superare il tetto massimo di 1.999,99 euro. Dal 1° gennaio 2022, il tetto si abbasserà a 1.000 euro. Leggi le ultime sentenze sul pagamento in contanti dei canoni di locazione.

Pagamento del canone di locazione al domicilio del locatore

Poiché il pagamento del canone di locazione deve essere effettuato in contanti al domicilio del locatore, salva diversa previsione nel contratto, l’adozione di un diverso mezzo di pagamento (nella specie, a mezzo di assegno bancario) comporta l’inadempimento del conduttore.

Cassazione civile sez. III, 21/09/1988, n.5182

Corresponsione anticipata del canone locatizio

La norma dell’art. 2-ter del d.l. 19 giugno 1974 n. 236, introdotta dalla legge di conversione 12 agosto 1974 n. 351, che commina la nullità della clausola di corresponsione anticipata del canone locatizio, in contanti o con emissione di titoli di credito, per periodi superiori a tre mesi, non è retroattivamente applicabile a rapporti di locazione iniziati e conclusi sotto l’imperio della legge precedente, nè al periodo anteriore alla entrata in vigore della nuova legge di un rapporto locativo tuttora in corso, mentre è applicabile al restante periodo dello stesso rapporto locativo, successivo a tale data, con la conseguenza che, nel caso di mancata emissione delle cambiali secondo le previsioni contrattuali, il conduttore deve ritenersi inadempiente e quindi responsabile del relativo danno solo per quelle che sarebbero scadute prima dell’entrata in vigore della menzionata legge n. 351 del 1974.

Cassazione civile sez. I, 11/05/1983, n.3249

Inadempimento del conduttore

Integra grave inadempimento del conduttore – per inosservanza del fondamentale obbligo previsto dall’art. 1557 n. 2 c.c. – la persistente corresponsione del canone locatizio per mezzo di vaglia postali, nonostante il ripetuto invito del locatore al rispetto dell’obbligo contrattuale di pagamento in contanti nel suo domicilio.

Cassazione civile sez. III, 16/02/1982, n.971

Pagamento a mezzo di vaglia postale e versamento in contanti

A norma del combinato disposto degli art. 1197, 1277 e 2002 c.c., il pagamento del canone di locazione a mezzo di vaglia postale o di assegno circolare non è equivalente al versamento in contanti.

Cassazione civile sez. III, 05/01/1981, n.24

Estorsione: richiesta di un canone superiore a quello consentito

Può configurarsi il caso di estorsione nel caso in cui il proprietario dell’alloggio offerto in locazione richieda un canone notevolmente superiore a quello consentito dalla l. 27 luglio 1978 n. 392, profittando dello stato di grave ed impellente bisogno del conduttore, ove le particolari modalità del fatto convincano i giudici di merito che la condotta dell’agente abbia integrato una ipotesi di concreta minaccia, sia pure indiretta.

(Nella specie, per un canone mensile di L. 90.000 risultante dal contratto di locazione, corrispondente a quello legale, il locatore aveva preteso a parte il pagamento anticipato in contanti di L. 4.800.000, ossia la maggiore somma di L. 100.000 mensili per la durata di anni 4, profittando delle particolari condizioni della vittima e condizionando la definitiva consegna dell’atto e delle chiavi dell’appartamento al pagamento della predetta somma “extra legem”. La S.C. ha ravvisato il reato di tentata estorsione sottolineando che trattavasi di “caso limite”).

Cassazione penale sez. II, 24/04/1980

Corrispettivo comunicato dal locatore

Il retratto di cui all’art. 39 legge n. 392 del 1978 può legittimamente essere esercitato dal conduttore non solo nel caso (espressamente previsto dalla norma) che il corrispettivo comunicatogli dal locatore ai fini della prelazione sia superiore a quello risultante dall’atto di trasferimento dell’immobile locato al terzo, ma anche allorché vi sia diversità di altre condizioni quando essa si ripercuota – secondo la valutazione del giudice – sul prezzo, come per esempio, la previsione nel contratto di vendita con il terzo del pagamento rateale rispetto al pagamento in contanti specificato nella “denuntiatio”, oppure la concessione di fatto al terzo di un rinvio di una certa consistenza (nella specie, di tre mesi) per il pagamento del prezzo, rispetto al termine entro cui – in base alla “denuntiatio” – il conduttore avrebbe dovuto provvedervi nel caso di esercizio della prelazione.

Tribunale Roma, 02/02/1990

Locazione di immobile ad equo canone

In materia di locazione di immobile ad equo canone, non è ravvisabile, in presenza della richiesta esosa di un canone illegittimo, una minaccia in senso estorsivo, sotto il profilo del comportamento omissivo del locatore richiedente, di non far luogo alla stipula del contratto locatizio, ove controparte non accetti la pattuizione di un canone più elevato rispetto a quello legalmente determinato, stante il principio della piena autonomia, contrattuale – è però configurabile il reato di estorsione, qualora non si sia verificata una libera e normale contrattazione, essendo intervenute circostanze di fatto qualificanti la condotta (estorsiva) del locatore, con la ricorrenza di atti specifici e concreti diretti a coartare la volontà della controparte ed a realizzare un ingiusto profitto, quale conseguenza della minaccia usata dall’agente per costringere il soggetto passivo a dare una somma illecita.

(Nella specie, relativa a ritenuta sussistenza del reato, gli imputati non si erano limitati a chiedere un canone illecito, bensì avevano integrato tale richiesta con la prospettazione di non addivenire alla stipula della locazione ove le controparti non avessero accettato di pagare l’intera somma di lire 6.000.000, ivi compreso l’aumento di lire 1.200.000 rispetto alle originarie lire 4.800.000 pattuite, con il rilascio di una ricevuta all’atto del versamento della caparra di lire 300.000, priva di qualsiasi riferimento al contratto in itinere e, quindi, inutilizzabile come elemento attestante l’effettiva causale del pagamento, nonché con il richiesto versamento, in un unica soluzione e in contanti, della somma in questione, senza rilascio di ricevuta, allo scopo evidente di paralizzare qualsiasi eventuale azione giudiziaria di ripetizione nei loro confronti, previo annullamento della pattuizione in frode alla legge).

Cassazione penale sez. II, 06/03/1989, n.11641

Sequestro di un immobile locato

Il sequestro di un immobile locato a scopo di esercizio di una casa di prostituzione è legittimo allorché l’immobile appaia specificamente, organicamente e stabilmente strumentale rispetto all’attività illecita.

Nel caso di specie sono da ritenersi sussistenti sia il “fumus commissi delicti” che il “periculum in mora” legittimanti il sequestro preventivo, in presenza delle seguenti circostanze: immobile locato adibito ad attività di prostituzione; pagamento del canone di locazione in contanti, ritirato personalmente dal proprietario senza il rilascio di alcuna ricevuta; formazione di un falso contratto di locazione dal quale l’immobile risultava locato ad un soggetto fittizio e, sotto il profilo del “periculum in mora”, protratta destinazione, in modo continuativo e per diversi mesi, dell’immobile all’attività di prostituzione.

Cassazione penale sez. III, 13/07/2011, n.37516



Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube