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Dinamica incidente stradale poco chiara: che succede?

4 Febbraio 2020
Dinamica incidente stradale poco chiara: che succede?

Concorso di colpa tutte le volte in cui c’è responsabilità concorrente o non si riesce a ricostruire la dinamica dello scontro e le relative colpe.

Stabilire di chi sia la colpa in caso di incidente stradale è un compito non sempre agevole. Spesso, è necessario l’intervento della polizia per ricostruire, a posteriori, la dinamica del sinistro, andando a ricercarne le effettive cause. Tale attività richiede, ad esempio, l’esame della posizione delle vetture prima e dopo lo scontro, i punti di contatto tra le stesse, l’intensità dell’impatto (che si può evincere dai danni subìti dalle auto), la strisce delle frenate sull’asfalto. Ma che fare se, all’esito di tali verifiche, permane il dubbio? Insomma, in caso di dinamica di incidente stradale poco chiara, che succede se non si sa di chi è la colpa? Cerchiamo di fare il punto della situazione facendoci aiutare dalla giurisprudenza.

Incidente stradale: come stabilire di chi è la colpa?

Ai fini dell’esclusiva responsabilità di un incidente stradale bisogna fornire due prove:

  • quella della violazione di una regola di condotta da parte dell’altro conducente;
  • quella dell’impossibilità di evitare lo scontro, pur adottando un comportamento prudente e rispettoso del Codice della strada.

Tanto per fare qualche esempio, non perché si ha la precedenza è legittimo passare a un incrocio senza prima verificare se altre auto, provenienti da sinistra, ne hanno già occupato il centro; se un pedone attraversa la strada fuori dalle strisce bisogna comunque lasciarlo compiere la manovra in tutta tranquillità; quando il semaforo è verde, si può transitare a patto di evitare scontri con chi, dall’altra intersezione della strada, sta passando nonostante il rosso. E, infine, chi si accorge di un’altra auto che non rispetta lo stop non può frapporsi tra questa e la strada, con un atto di prepotenza, ma deve ugualmente consentirle di transitare. 

In buona sostanza, tutte le volte in cui si nota – o si è nella condizione di notare – un’altrui imprudenza bisogna far di tutto per evitare l’incidente stradale. Questo perché il dovere primario di ogni automobilista è evitare scontri e, quindi, pericoli per la propria e l’altrui incolumità.

Se vuoi maggiori dettagli leggi Incidente stradale: come stabilire di chi è la colpa?

La funzione del Cid

Il modulo di constatazione amichevole (il cosiddetto Cid) che gli automobilisti sono chiamati a redigere dopo l’incidente (sempre che vi sia accordo sulle cause del sinistro) serve per accelerare la pratica di risarcimento, ma non vincola l’assicurazione a quanto ivi riportato. La compagnia, infatti, potrebbe anche ritenere che la ricostruzione fatta dai conducenti non coincida con quella effettiva e, quindi, non liquidare il risarcimento. Se così non fosse, del resto, basterebbe compilare un Cid, simulando un incidente, per frodare l’assicurazione.

Le cose stanno, quindi, nel seguente modo: il Cid vincola le parti, ma non l’assicurazione o il giudice chiamato, in un eventuale giudizio, a stabilire di chi è la responsabilità dello scontro.

Se viene compilato il Cid, l’assicurazione ha termini precisi per presentare l’offerta di indennizzo: 60 giorni per i danni alle auto e 90 giorni per quelli alle persone.

Ma che succede se le parti non si mettono d’accordo e non firmano il Cid? In tale ipotesi, i termini per il risarcimento decorrono dalla denuncia di sinistro che viene fatta dal conducente con raccomandata a.r. o con posta elettronica certificata. 

Il concorso di colpa

Tutte le volte in cui non si riesce a stabilire di chi sia la responsabilità di un incidente stradale o non viene fornita la doppia prova che abbiamo indicato sopra (ossia la dimostrazione dell’altrui violazione del codice della strada e dell’impossibilità concreta di evitare l’impatto), scatta il cosiddetto concorso di colpa. In pratica, le due assicurazioni liquidano ai rispettivi clienti solo il 50% del risarcimento (o una diversa percentuale a seconda del grado di colpa a questi addossato, in base alle ricostruzioni peritali).

Quindi, il concorso di colpa scatta in due casi:

  • se vi è certezza circa la corresponsabilità nel sinistro (si pensi a un’auto che viaggia ad eccesso di velocità e all’altra che non rispetta lo stop);
  • se non vi è certezza sulle responsabilità nel sinistro. 

Con il 50% della colpa si ottiene quindi la metà dell’indennizzo sia per i danni alla persona che per quelli al mezzo; tuttavia non si subisce l’aumento della classe di merito, con l’incremento di due livelli nel bonus/malus. Tale effetto infatti scaturisce solo in caso di responsabilità superiore superiore al 50% (ossia dal 51% a salire).

Come ha scritto di recente il tribunale di Trapani [1], «a fronte di sinistri stradali, la presunzione di colpa prevista in egual misura a carico di ciascuno dei conducenti ha funzione sussidiaria, giacché opera solo ove non sia possibile l’accertamento in concreto della misura delle rispettive responsabilità. Ne deriva che l’accertamento della colpa esclusiva di uno dei conducenti libera l’altro dalla presunzione di responsabilità concorrente, nonché dall’onere di dimostrare di aver fatto tutto il possibile per evitare il danno».

Questo sta a significare, sostanzialmente, che nel determinare la responsabilità di un incidente stradale si parte sempre da una presunzione di pari responsabilità, presunzione che può essere superata solo se uno dei due automobilisti fornisce la doppia prova dell’altrui violazione del Codice della strada e della propria impossibilità a evitare l’impatto nonostante una guida prudente. 


note

[1] Trib. Trapani, sent. del 1° agosto 2019, n. 795


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