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Farmaci senza ricetta: è reato?

4 Febbraio 2020 | Autore:
Farmaci senza ricetta: è reato?

Farmacista che consegna al cliente medicinali senza prescrizione medica: quali conseguenze? Quando è reato e quando illecito civile?

Esistono dei medicinali per i quali non occorre la prescrizione medica: sono i cosiddetti farmaci da banco. Per tutti gli altri, sappiamo bene qual è l’iter che occorre seguire per poter ottenere dal farmacista il medicinale che serve: bisogna prima sottoporsi a visita dal medico di famiglia, dopodiché sarà questi a prescrivere il farmaco più adatto alle esigenze del malato. Solamente con la ricetta ci si potrà recare in farmacia per farsi consegnare la medicina prescritta. Mettiamo il caso che un paziente si rechi in farmacia e chieda un farmaco per il quale occorre la ricetta e che il farmacista, pur senza prescrizione medica, glielo consegni. È reato dare farmaci senza ricetta?

Con il presente articolo ci occuperemo proprio di questa ipotesi, cioè del caso del farmacista che dispensi medicine senza ricetta. Si tratta sempre di un comportamento illecito? Quali sono le conseguenze per il farmacista? Se ne vuoi sapere di più, prosegui nella lettura: vedremo insieme se dare farmaci senza ricetta è reato.

Medicinali: serve sempre la ricetta?

Partiamo subito col dire che non per tutti i farmaci occorre la prescrizione medica: si tratta dei cosiddetti farmaci da banco, cioè di quei medicinali che sono posti in libera vendita e per i quali non occorre alcuna prescrizione medica preventiva.

In casi del genere, il farmacista può senz’altro vendere il medicinale senza che il paziente presenti alcuna ricetta, in quanto la prescrizione medica non occorre affatto.

Si tratta di farmaci spesso utilizzati per il trattamento di disturbi passeggeri o di lieve entità. Su questi medicinali il farmacista può dare anche consigli ai clienti, cioè suggerire loro quale acquistare.

Medicinale senza ricetta: farmacista commette reato?

Vediamo ora il caso che a noi interessa di più, cioè quello del farmacista che dispensa un farmaco senza la necessaria prescrizione medica. Cosa accade in un’ipotesi del genere? Il farmacista commette reato?

Fornire un farmaco senza la necessaria prescrizione medica può costituire reato, ma soltanto a determinate condizioni.

Ad esempio, il farmacista che intenda sostituirsi al medico curante consigliando farmaci (non da banco) e facendo diagnosi, commetterebbe il delitto di esercizio abusivo di una professione, punito con la reclusione da sei mesi a tre anni con la multa da euro diecimila a euro cinquantamila, nonché con la interdizione da uno a tre anni dalla professione o attività esercitata [1].

Ma non solo: la legge punisce anche la somministrazione di farmaci in misura diversa da quella prescritta. Nello specifico, chiunque esercitando (anche abusivamente) il commercio di sostanze medicinali le somministra in specie, qualità o quantità non corrispondente alle ordinazioni mediche, o diversa da quella dichiarata o pattuita, è punito con la reclusione da sei mesi a due anni e con la multa da centotre euro a milletrentadue euro [2].

Secondo la giurisprudenza, però, non costituisce reato il fatto del farmacista che abbia somministrato una dose di medicinale in quantità minimamente inferiore a quella indicata dalla prescrizione medica, in modo che non poteva derivarne alcuna conseguenza negativa per la salute del paziente [3].

Allo stesso modo, non è responsabile di alcun illecito il farmacista che, a causa della momentanea assenza del farmaco nel dispensario, decida di somministrarne al paziente, il quale ne ha urgente bisogno, uno equivalente a quello prescritto in quanto contenente lo stesso principio attivo.

Farmaci senza ricetta: quando è illecito civile?

Al di fuori delle ipotesi sopra indicate, somministrare farmaci senza l’esibizione della necessaria prescrizione medica non costituisce reato ma illecito civile nel caso in cui il paziente dovesse riportare delle conseguenze negative.

Secondo la Corte di Cassazione [4], il farmacista che consegni al cliente farmaci senza ricetta, quando quest’ultima sia prescritta, tiene una condotta colposa e illegittima, idonea a far sorgere la responsabilità del farmacista stesso ove i suddetti farmaci abbiano causato un danno al cliente, senza che il farmacista possa invocare, come scriminante, la consapevole accettazione del farmaco da parte del paziente, l’avere egli indicato le modalità di uso o somministrazione del medicinale o l’aver supposto che il cliente avrebbe saputo fare del prodotto un uso conforme alle istruzioni contenute nella confezione.

Farmaci senza ricetta: violazioni deontologiche

Il farmacista che dispensa un medicinale senza la necessaria ricetta incorre senz’altro in una violazione delle regole deontologiche della professione.

Il mancato rispetto di questi precetti può avere conseguenze molto gravi come, per esempio, la possibilità che il Comune chieda la chiusura della farmacia, nel caso di radiazione o sospensione dall’albo.

Bisogna considerare, infatti, che titolare che perde i requisiti per l’esercizio dell’attività farmaceutica non può farsi sostituire; pertanto, la farmacia rimane priva di un gestore e l’intera comunità priva di un servizio pubblico.

Farmaci dispensati d’urgenza: cosa sono?

Eccezionalmente, il farmacista potrebbe rilasciare medicinali senza la necessaria prescrizione medica: si tratta di casi in cui il farmaco serve urgentemente per curare determinate malattie. Mi spiego meglio.

Pur restando una pratica vietata in condizioni normali, la dispensazione in assenza di prescrizione è possibile in caso di estrema necessità ed urgenza, quando il farmaco sia necessario per non interrompere il trattamento di una patologia cronica o di un ciclo terapeutico, oppure quando sia necessario per proseguire dopo la dimissione una terapia instaurata in ospedale [5].

Da questa possibilità restano esclusi i medicinali stupefacenti e quelli assoggettati a prescrizione medica limitativa (si tratta dei medicinali vendibili al pubblico solo su prescrizione di centri ospedalieri o di specialisti).

Va precisato che i farmaci dispensati in urgenza non possono essere posti a carico del Servizio sanitario nazionale: ciò significa che dovranno essere debitamente pagati dai pazienti richiedenti.


note

[1] Art. 348 cod. pen.

[2] Art. 445 cod. pen.

[3] Cass., sent. del 04.12.1952.

[4] Cass., sent. n. 15734/2010.

[5] D.m. del 31 marzo 2008.

Autore immagine: Canva.com


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