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Quanto guadagna un magistrato

7 Febbraio 2020 | Autore:
Quanto guadagna un magistrato

Stipendio magistratura ordinaria: a quanto ammonta? Quanto guadagnano i giudici onorari? Quanto guadagnano i giudici amministrativi? Come si diventa magistrati?

Esistono pochi lavori importanti come quello svolto dal magistrato: per responsabilità e capacità di incidere sui diritti delle persone, probabilmente è equiparabile soltanto all’attività medica. Basti solamente pensare che la legge attribuisce ai giudici il potere di decidere ogni tipo di controversia, divenendo di fatto gli arbitri delle sorti dei contendenti. Alla luce di ciò, possiamo ritenere giusto che ad essi spetti un compenso adeguato alla loro responsabilità. Con questo articolo ti spiegherò quanto guadagna un magistrato.

Prima di vedere a quanto ammonta lo stipendio di un magistrato, dovrò prima spiegarti come si intraprende questa difficile carriera e qual è la differenza tra magistrato e giudice: come diremo più avanti, infatti, non tutti i magistrati sono giudici, così come può accadere che non tutti i giudici siano magistrati (mi riferisco alla differenza tra magistratura togata e onoraria). Insomma: sebbene indossino la toga, non tutti i magistrati possono pronunciare sentenze.

Inoltre, come ti renderai presto conto, esistono magistrati che guadagnano tantissimo e altri che, invece, percepiscono decisamente meno. Se l’argomento ti interessa e vuoi saperne di più, prosegui nella lettura: vedremo insieme com’è composta la magistratura italiana quanto guadagna un magistrato.

Magistrati e giudici: sono la stessa cosa?

Va immediatamente fatta una premessa: magistrati e giudici non sono sempre la stessa cosa. Mentre col termine magistrato si intende, in linea generale, colui che fa parte della magistratura ordinaria in quanto vincitore di concorso, per giudice deve intendersi solamente quel magistrato che, per legge, ha il potere di giudicare una controversia (civile, penale, tributaria o amministrativa che sia).

Non tutti i magistrati, infatti, sono adibiti al ruolo di giudicanti: pensa ai pubblici ministeri, i quali sono magistrati a tutti gli effetti e non hanno il compito di giudicare, ma solamente di svolgere le indagini e rappresentare la pubblica accusa nel giudizio penale.

Possiamo dunque distinguere la magistratura italiana in due grandi rami:

  • magistratura giudicante: è quella incaricata di esprimere un giudizio (la sentenza) sul caso sottoposto alla sua attenzione;
  • magistratura requirente: è quella composta dai pubblici ministeri, i quali svolgono le indagini e rappresentano l’accusa in giudizio.

A breve ti spiegherò, poi, la differenza tra magistratura ordinaria (o togata) e magistratura onoraria.

Come si entra in magistratura?

Prima di vedere quanto guadagna un giudice è bene che ti spieghi come si entra in magistratura. Il percorso per diventare magistrati è lungo e complesso, fatto di anni di studio e di sacrifici.

Per diventare magistrato occorre, innanzitutto, conseguire una laurea in giurisprudenza: oggi, si tratta di un percorso di studi quinquennale (cosiddetta laurea magistrale) che ha sostituito il vecchio corso quadriennale e quello composto da tre anni più due (laurea in scienze giuridiche).

Ottenuto il titolo accademico (cioè, la laurea magistrale in giurisprudenza), non è ancora possibile accedere al concorso per la magistratura ordinaria; requisito fondamentale è il possesso di uno dei seguenti titoli:

  • diploma ottenuto a seguito di iscrizione a una Scuola di specializzazione per le professioni legali, della durata di due anni;
  • abilitazione all’esercizio della professione forense (abilitazione per esercitare la professione di avvocato, in altre parole);
  • stage di diciotto mesi presso gli uffici giudiziari o tirocinio professionale presso l’Avvocatura dello Stato;
  • dottorato in materie giuridiche (di almeno tre anni).

Inoltre, possono partecipare al concorso per la magistratura ordinaria:

  • i magistrati amministrativi e contabili;
  • i procuratori dello Stato;
  • i dirigenti della Pubblica Amministrazione con almeno cinque anni di anzianità;
  • i professori universitari in materie giuridiche;
  • coloro che hanno svolto la funzione di giudice onorario per almeno sei anni.

Il possesso di uno di questi requisiti consente di partecipare al concorso per magistratura, normalmente indetto con cadenza annuale. Superato il concorso (che consta di tre prove scritte e di una prova orale), si diventa “magistrati in prova”. Ora, ti spiego meglio di cosa si tratta.

Uditore giudiziario: cos’è?

Vinto il concorso in magistratura ordinaria, non si è ancora diventati magistrati: occorre infatti seguire un corso obbligatorio di sei mesi presso la Scuola superiore della magistratura. A seguito di questo, si diventa uditore giudiziario (un magistrato di prima nomina), con obbligo di fare tirocinio per diciotto mesi presso un magistrato (indifferentemente giudice o pubblico ministero). Dopo due anni, finalmente, si diventa magistrato di tribunale a tutti gli effetti.

Come fare carriera in magistratura?

Per farti capire come possono essere diversi i ruoli dei magistrati, ti basti pensare alla lunga carriera che un magistrato può intraprendere nel corso della sua vita: dopo tre anni dalla nomina si può diventare magistrati di tribunale, mentre dopo undici anni dall’ingresso ufficiale nella magistratura si può essere nominati magistrato di Corte d’Appello e, dopo altri sette anni, si può essere dichiarati idonei ad essere nominati giudice di Cassazione.

Decorsi ulteriori otto anni, è possibile essere dichiarati idonei per la nomina alle funzioni direttive superiori. Gli avanzamenti di carriera sono stabiliti dal Consiglio Superiore della Magistratura, il massimo organo della giurisdizione italiana che ne regola il funzionamento e decide sul trasferimento dei giudici.

Magistratura onoraria: cos’è?

Oltre ai magistrati in senso stretto (giudici o requirenti che siano), l’ordinamento italiano conosce anche i giudici onorari: si tratta di professionisti del diritto (laureati in giurisprudenza, avvocati, ecc.) “prestati” al mondo della magistratura.

Anche i magistrati onorari svolgono le funzioni viste nel paragrafo superiore, solamente che essi non sono “togati”, nel senso che non sono dipendenti dello Stato come lo sono invece coloro che hanno superato il concorso in magistratura.

Se ne vuoi sapere di più su questo specifico argomento, ti consiglio di leggere il mio articolo dal titolo Chi è il giudice onorario.

Come si diventa magistrati onorari?

Diverso è il percorso previsto per entrare nella magistratura onoraria: in questo caso, il concorso a cui bisogna iscriversi non è per esami, ma solamente per titoli. Ciò significa che il futuro giudice onorario non verrà selezionato in base al superamento di una o più prove, ma sulla scorta dei soli titoli che ha presentato al momento dell’invio della domanda. In parole povere, il giudice onorario viene scelto in base al suo curriculum.

Anche nell’ipotesi della magistratura onoraria, per poter accedere al concorso occorre essere in possesso di determinati requisiti: in buona sostanza, possono partecipare al concorso i laureati in giurisprudenza che abbiano conseguito l’abilitazione all’esercizio dell’avvocatura o abbiano svolto funzioni giudiziarie anche onorarie per almeno due anni, ovvero abbiano svolto funzioni notarili, di insegnamento di materie giuridiche nelle università, funzioni inerenti alle qualifiche dirigenziali e che abbiano un’età non inferiore a trent’anni né superiore ai settanta, che abbiano cessato l’esercizio di qualsiasi attività lavorativa e, se avvocati, purché non esercitino la professione forense nel circondario del tribunale dove ha sede l’ufficio del giudice di pace al quale appartengono.

Stipendio magistrato: a quanto ammonta?

Ma veniamo al tema principale del nostro articolo: quanto guadagna un magistrato? Dipende dalla sua carriera: una cosa è essere uditore giudiziario, altro magistrato di corte d’appello.

In linea di massima, possiamo dire che un uditore giudiziario senza funzioni, nei primi sei mesi di servizio, percepisce una retribuzione netta mensile di 1.680,50 euro. Dopo ulteriori sei mesi, sempre senza funzioni, percepisce netti 1.820,77 netti. Durante l’ultimo semestre, con funzioni, l’uditore giudiziario percepisce netti  2.600,00 euro.

Il magistrato di tribunale percepisce 3.200,00 euro netti al mese, che aumentano fino a 3.500,00 euro netti.

Il magistrato di Corte di Appello percepisce circa 4.500,00 euro netti al mese. Il magistrato di Corte di Cassazione percepisce netti circa 6.000,00 euro al mese. Il magistrato di Corte di Cassazione con nomina alle funzioni direttive superiori percepisce netti 6.341,00 euro, con aumenti fino a 8.000,00 euro.

Pur rimanendo nello stesso ambito giudiziario, cioè senza diventare, ad esempio, magistrato di Corte d’appello, lo stipendio del magistrato ordinario aumenta in ragione dell’anzianità di servizio: ad esempio, al raggiungimento dei venti anni di servizio, il guadagno iniziale di un magistrato viene più che raddoppiato, tant’è che un giudice ordinario guadagna circa 5.800 euro netto mensile. A 35 anni dal conferimento dell’incarico, quando il giudice è quasi a fine carriera, lo stipendio mensile può essere anche di 7.500 euro netti.

Magistratura amministrativa: quanto guadagna?

Leggermente diverso è il discorso per i giudici della giustizia amministrativa (Tar e Consiglio di Stato, per intenderci).

Il giudice amministrativo lavora nei Tar presenti sul territorio nazionale e si occupa di controversie che hanno ad oggetto concorsi pubblici, appalti e tutti gli illeciti nei confronti della Pubblica Amministrazione. Lo stipendio del giudice amministrativo va dai 5.000 euro netti al mese fino a 15.000 euro a fine carriera.

Un giudice in Consiglio di Stato, quindi al secondo grado di giurisdizione, invece guadagna in media quasi 7.000 euro al mese.

Magistrati onorari: quanto guadagnano?

Molto diverso è il discorso per la magistratura onoraria. Per gli appartenenti a questa categoria gli stipendi sono molto bassi: si va dai 700 euro ai 1.500,00 circa. Molto dipende dal lavoro che è loro attribuito: i giudici di pace, ad esempio, vengono pagati in base ai provvedimenti che emettono. Si tratta, dunque, di una situazione molto differente rispetto alla magistratura ordinaria.


note

Autore immagine: Canva.com


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