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Acquisti e vendite: tutti i problemi che si possono verificare

9 ottobre 2013


Acquisti e vendite: tutti i problemi che si possono verificare

> Diritto e Fisco Pubblicato il 9 ottobre 2013



Tutte le regole che bisogna conoscere in tema di garanzia per difetti, vendita di usato, acquisto di beni di consumo, danni, risoluzione del contratto ed evizione: la tutela che scaturisce dal codice del consumo.

 

La compravendita è sicuramente uno dei contratti più diffusi nella vita di tutti i giorni: consiste nel trasferimento della proprietà di una cosa verso il corrispettivo di un prezzo. Ecco una serie di possibili problematiche che si possono verificare quando si vende o acquista qualcosa.

Chi paga le spese del contratto di vendita (spese notarili, imposta di registro ecc.)?

Le spese del contratto di vendita e le altre accessorie sono a carico del compratore. Tuttavia, le parti potrebbero stabilire nel contratto di compravendita che le spese siano poste a carico del venditore o che vengano ripartite tra loro [1].

In quanto tempo si estingue il diritto al prezzo del bene venduto?

Il commerciante che vende un bene a un privato consumatore può chiedere il pagamento entro un anno. Successivamente il credito è prescritto, cioè si estingue e, pertanto, non si avrà più diritto a pretendere il corrispettivo.

Invece, il credito si prescrive in 10 anni quando si vende un bene a chi ne faccia commercio.

Cosa succede se il compratore perde la cosa comprata per effetto di diritti vantati da terze persone sulla cosa stessa?

Qualora il compratore abbia perso il bene oggetto della compravendita per effetto di diritti che un terzo abbia fatto valere su di esso (per esempio se salta fuori che l’effettivo proprietario del bene era un altro soggetto oppure che sul bene medesimo vi era un pegno), il venditore è tenuto:

–        a restituire all’acquirente il prezzo che il compratore gli aveva a suo tempo pagato;

–        a rimborsare al compratore le spese subite, comprese quelle fatte per il contratto (notaio, imposte ecc.) o per difendersi a causa del terzo che ha vantato diritti sulla cosa acquistata.

DIFETTI DEL BENE ACQUISTATO

Cosa succede quando la cosa che abbiamo acquistato abbia dei difetti o vizi?

Il venditore è tenuto a garantire che la cosa venduta sia immune da difetti o vizi che non ne consentano l’utilizzo o che diminuiscano sensibilmente il valore della cosa acquistata.

Tuttavia, non è dovuta la garanzia se al momento del contratto il compratore conosceva i vizi della cosa o se i vizi erano facilmente riconoscibili, a meno che il venditore non avesse dichiarato che la cosa era esente da vizi.

Ad esempio:

se io acquisto un’auto con delle ammaccature evidenti a un prezzo eccezionalmente basso non posso in seguito lamentarmi dei difetti che ben conoscevo al momento dell’acquisto.

Cosa fare se

la cosa venduta ha dei difetti non facilmente riconoscibili al momento dellacquisto?

Innanzitutto, bisogna denunciare i vizi della cosa acquistata al venditore entro 8 giorni dalla scoperta dei vizi stessi.

Attenzione: la mancata denuncia dei vizi nel termine di 8 giorni comporta l’impossibilità di agire contro chi ha venduto la cosa difettosa. Se si denunciano i vizi in un tempo successivo agli 8 giorni dalla scoperta, si potranno vantare diritti nei confronti del venditore solo se questi ha ammesso l’esistenza dei vizi o aveva cercato di nasconderli. Una volta scoperti i difetti della cosa acquistata è bene inviare al più presto, comunque entro 8 giorni, al venditore una lettera raccomandata A.R.

Cosa fare se

il venditore non intende rimediare spontaneamente in seguito alla nostra lettera di denuncia dei vizi?

Il compratore ha due possibilità:

–        può domandare la risoluzione del contratto: in tal caso dovrà restituire la merce difettosa, ottenendo in cambio la restituzione del prezzo pagato e il rimborso delle eventuali spese;

–        può chiedere e ottenere una riduzione del prezzo.

In entrambi i casi, comunque, il compratore può ottenere dal venditore il risarcimento del danno che abbia eventualmente subito a causa dei vizi della cosa acquistata.

Il venditore potrà evitare di risarcire il danno soltanto se riesca a provare di avere ignorato senza colpa i vizi della cosa.

Attenzione: l’azione giudiziale per ottenere la risoluzione e quella volta a ottenere la riduzione del prezzo si prescrivono in un anno dalla consegna del bene acquistato.

ACQUISTO DI BENI DI CONSUMO (ELETTRODOMESTICI, VEICOLI A MOTORE, ECC.)

Quando si acquistano beni come elettrodomestici, impianti ad alta fedeltà, automobili, motociclette, strumenti musicali, in genere il  venditore o il produttore garantisce il buon funzionamento del bene comprato per un certo periodo. Si dice in tali casi che il bene acquistato è “in garanzia”.

In particolare, con riferimento a tali beni, il Codice del consumo prevede che la durata minima della garanzia sia di due anni dalla consegna del bene.

Qualora il bene non dovesse funzionare o non dovesse avere un perfetto funzionamento, la medesima normativa prevede che, durante tutto il periodo della garanzia, il consumatore abbia diritto:

–        alla riparazione o sostituzione gratuita del bene (salvo che i rimedi non siano eccessivamente onerosi per il venditore, tenuto conto del valore del bene e dell’entità del difetto);

–        ad una riduzione adeguata del prezzo;

–        alla risoluzione del contratto (ossia il contratto si considera come mai concluso e ogni parte ottiene la restituzione di quanto dato all’altra parte, salvo il risarcimento del danno).

Il consumatore può scegliere tra uno dei due ultimi rimedi sopra citati qualora la riparazione o la sostituzione siano impossibili o eccessivamente onerose, se il venditore non vi abbia provveduto entro un congruo termine, oppure quando abbiano arrecato notevoli inconvenienti al consumatore.

Ma qualora il difetto di conformità del bene sia di lieve entità e la riparazione o la sostituzione siano impossibili o eccessivamente onerose, non è possibile chiedere la risoluzione del contratto.

LUSATO

Le garanzie sopra viste si applicano anche alla vendita di beni di consumo usati, tenuto conto del tempo del precedente utilizzo, limitatamente ai difetti non derivanti dall’uso normale della cosa.

Cosa fare se

la cosa comprata non funziona (o funziona male) durante la garanzia?

Il compratore, innanzitutto, deve denunziare i difetti della cosa al venditore entro 60 giorni dalla scoperta.

Attenzione: se non fa la denuncia nel termine previsto perde il diritto ad agire successivamente nei confronti del venditore.

Dopo la denuncia, se il venditore non provvede alla riparazione o sostituzione del bene, si può agire in giudizio.

Attenzione: il diritto alla riparazione o sostituzione della cosa in garanzia si prescrive in 2 anni e 2 mesi dalla consegna del bene.

In quali casi il venditore è liberato dallobbligo di garantire il buon funzionamento?

Il venditore può sottrarsi dagli obblighi derivanti dalla garanzia soltanto se dimostra che la mancanza di buon funzionamento è dipesa da un danneggiamento della cosa avvenuto successivamente alla consegna (ad esempio un incidente stradale) o da un uso non corretto della stessa. Non si può, ad esempio, pretendere la sostituzione di una macchina fotografica che l’acquirente ha lasciato cadere nell’acqua.

I GIUDICI HANNO DECISO CHE

Per far valere la garanzia di buon funzionamento, il compratore deve soltanto dimostrare il cattivo funzionamento del bene acquistato e che il cattivo funzionamento si è verificato durante il periodo di garanzia [2].

La garanzia di buon funzionamento non ha effetto se non è stabilito il periodo di durata della garanzia stessa, salvo rimanendo l’ordinaria garanzia a carico del venditore per i difetti della cosa acquistata [3].

Se il compratore riconsegna al venditore per riparazioni la cosa in garanzia, qualora il venditore non sia in grado di restituirla (ad esempio, perché è andata perduta, in seguito al suo invio alla casa produttrice), egli è tenuto a risarcire il compratore [4].

QUANDO LA COSA ACQUISTATA CAUSA UN DANNO

Ogni tanto la cronaca ci riporta notizie di elettrodomestici difettosi che determinano corto circuiti o altri problemi, di frullatori o tagliaerbe che perdono una lama ferendo delle persone o di altri incidenti dovuti al non perfetto funzionamento di un determinato prodotto.

Il Codice del Consumo prevede che il compratore-consumatore, pur mantenendo il diritto a richiedere il risarcimento dei danni al venditore, possa agire anche nei diretti confronti del produttore.

La responsabilità del produttore per i danni arrecati da un prodotto in commercio

Il produttore è responsabile del danno arrecato da difetti del suo prodotto [5].

Qualora il produttore non sia individuabile (ad esempio, l’etichetta del prodotto non indica la ditta produttrice o il il prodotto è privo di etichetta), risponde al suo posto il rivenditore che ometta di comunicare al danneggiato, entro il termine di 3 mesi dalla richiesta, l’identità e il domicilio del produttore o della persona che gli ha fornito il prodotto [6].

Quando il prodotto si considera difettoso?

Un prodotto è difettoso quando non offre la sicurezza che ci si può legittimamente attendere dallo stesso. È, inoltre, difettoso se non offre la sicurezza offerta normalmente dagli altri esemplari della medesima serie.

Quando il produttore è esente da responsabilità?

Non sussiste alcuna responsabilità in capo al produttore se lo stato delle conoscenze scientifiche e tecniche, al momento in cui il prodotto è stato messo in circolazione, non permetteva ancora di considerare il prodotto come difettoso.

Quali danni deve risarcire il produttore?

Il produttore deve risarcire sia i danni alla persona (lesioni personali o addirittura la morte) che i danni materiali causati alle cose dell’acquirente.

Il danno a cose, però, è risarcibile solo nella misura che superi la somma di 387,00 euro.

note

[1] Art. 1475 cod. civ.

[2] Cass. sent. n. 3755 del 3.07.1979.

[3] Cass. sent. n. 6033 del 29.05.1995.

[4] Cass. sent. n. n. 5740 del 24.09.1986.

[5] Art. 114 D.lgs 206/2005.

[6] Art. 116 D. lgs 206/2005.

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