I giudici iniziano a usare gli algoritmi ma non per decidere

5 Febbraio 2020
I giudici iniziano a usare gli algoritmi ma non per decidere

L’intelligenza artificiale è già stata utilizzata, ma non arriva alla fase decisionale. Potrebbe supportare i giudici per calcolare i risarcimenti dei danni.

La giustizia amministrativa diventa predittiva: oggi, in prossimità della cerimonia di apertura dell’anno giudiziario, il presidente del Consiglio di Stato, Filippo Patroni Griffi, annuncia così, in un’intervista al Sole 24 Ore, riportata dall’agenzia stampa Adnkronos, l’apertura all’intelligenza artificiale: “Ci dobbiamo preparare all’arrivo dell’algoritmo? Per il momento non nel giudizio – spiega Patroni Griffi – viene invece già utilizzato nell’azione amministrativa. Per esempio, ci sono state due nostre sentenze sul trasferimento degli insegnanti effettuato utilizzando l’intelligenza artificiale”.

“Abbiamo detto che va bene, perché l’algoritmo dà garanzie di speditezza e di imparzialità, ma questo non può risolversi in una diminuzione di garanzia. Devo, cioè, sapere quali criteri e quali dati sono stati immessi nell’algoritmo, perché altrimenti non posso più controllarlo sul piano giurisdizionale”.

Alla domanda se, in prospettiva, si può estendere l’utilizzo dell’algoritmo anche alla fase del giudizio amministrativo, Patroni Griffi risponde così: “Qualche applicazione nel contenzioso come quello sulla circolazione stradale o assicurativo – che però non rientra nella nostra giurisdizione – c’è già. Potrebbe essere utile anche nella giustizia amministrativa, non però per produrre la decisione finale, ma come supporto al giudice, per esempio in materia di risarcimento dei danni, soprattutto quelli da perdita di chance in materia di appalti”.

In questo modo – spiega il presidente del Consiglio di Stato – la conseguenza sarà che “Una volta riconosciuto il danno e la responsabilità, l’algoritmo potrebbe calcolare il risarcimento grazie a una serie di dati che oggi sono quelli che diamo all’amministrazione per determinare i criteri di calcolo”.

Poi, quando gli viene chiesto se i tempi sono maturi per questa riforma, dice: “Per ora no, ma ci si potrà arrivare”.

Patroni Griffi ha poi sottolineato che la giustizia amministrativa ha ridotto ancora l’arretrato (-6% nel 2019 rispetto all’anno prima al Consiglio di Stato e -10% nei Tar) e ha ricevuto nuove risorse di personale dalla manovra di fine anno approvata con la Legge di Bilancio 2020.

Alla cerimonia di oggi parleranno, per la prima volta, gli avvocati: “Apriamo ai nostri interlocutori abituali, cioè alle parti attraverso i loro difensori. Dunque, apriamo alla società civile”.



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