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Contributi Inps gestione Separata 2020

30 Giugno 2020 | Autore:
Contributi Inps gestione Separata 2020

Aliquote gestione separata 2019, minimali e massimali di reddito: aumentano i contributi dovuti all’Inps da collaboratori e lavoratori autonomi.

Non variano, nel 2020, le aliquote da applicare per determinare i contributi dovuti alla gestione separata Inps, ma aumentano i minimali ed i massimali di reddito, cioè gli importi minimi e massimi ai quali può essere applicata l’aliquota contributiva: il minimale, in particolare, sale a 15.953 euro annui, ed il massimale a 103.055 euro annui.

L’iscritto alla gestione Separata non è obbligato a versare i contributi sul minimale di reddito: tuttavia, se consegue un reddito inferiore al minimale, gli viene accreditato un minor numero di mesi di contributi, in proporzione a quanto versato.

Ad esempio, se l’interessato, libero professionista, riceve compensi, nel 2020, per 12mila euro, e applica l’aliquota contributiva del 25,72% (dovuta dai liberi professionisti non pensionati e non iscritti presso altre gestioni), paga 3.086,40 euro di contributi annui, anziché 4.103,11 euro (l’importo che avrebbe dovuto pagare applicando l’aliquota contributiva sul minimale di reddito). Considerando che il minimale contributivo mensile, per i liberi professionisti, è pari a 341,93 euro (4.103,11 diviso 12), l’interessato ha diritto all’accredito di 9 mesi di contributi (3.086,40 euro di contributi versati, diviso il minimale contributivo mensile).

contributi gestione separata 2020, dunque, aumentano, di fatto, a causa dell’incremento del minimale. Anche l’aumento del massimale contributivo (la cifra al di sopra della quale non sono più accreditati contributi) determina un aumento della contribuzione, per chi ha conseguito redditi maggiori.

D’altra parte, l’aumento del massimale determina il vantaggio, per il lavoratore autonomo o per il collaboratore, di poter accantonare un maggior importo nel montante contributivo, grazie ai versamenti più elevati. Ma procediamo con ordine.

Aliquote contributive gestione separata 2020

Le aliquote contributive, da applicare sul reddito effettivo del lavoratore iscritto presso la gestione separata, per il 2020 sono:

  • 34,23% (di cui 0,72% per maternità e altre prestazioni, 0,51% per la Dis-coll, la prestazione di disoccupazione) per collaboratori e figure assimilate non assicurati presso altre forme pensionistiche obbligatorie;
  • 33,72% (di cui 0,72% per maternità e altre prestazioni) per collaboratori e figure assimilate non assicurati presso altre forme pensionistiche obbligatorie non tenuti alla contribuzione Dis-coll; è il caso, ad esempio, dei lavoratori autonomi occasionali;
  • 24% per collaboratori, liberi professionisti e figure assimilate titolari di pensione o con altra tutela pensionistica obbligatoria;
  • 25,72% (di cui 0,72% per maternità e altre prestazioni) per professionisti non assicurati presso altre forme pensionistiche obbligatorie.

Contributi minimi 2020 gestione Separata

A fronte del minimale di reddito e delle aliquote, i contributi minimi di reddito annuo per conseguire l’accredito di un’intera annualità sono:

  • 3.828,72 euro con aliquota 24%;
  • 4.103,11 euro con aliquota 25,72%;
  • 5.379,35 euro con aliquota 33,72%;
  • 5.460,71 euro con aliquota 34,23%.

Gestione separata 2020: aliquota aggiuntiva e prestazioni erogate dall’Inps

Chi versa i contributi alla gestione separata può essere assoggettato al versamento, oltreché della contribuzione Ivs (invalidità vecchiaia superstiti), anche di due aliquote aggiuntive:

  • un’aliquota dello 0,72%, che serve a finanziare alcune prestazioni erogate dall’Inps, ossia maternità, malattia, assegno per il nucleo familiare, degenza ospedaliera, congedo parentale; quest’aliquota è dovuta anche dai liberi professionisti, che beneficiano di queste prestazioni;
  • un’aliquota dello 0,51% per finanziare l’indennità di disoccupazione Dis-Coll.

Ricordiamo che la Dis Coll è l’indennità di disoccupazione spettante a cococo ed assimilati, qualora possiedano almeno un mese di contributi dall’anno precedente al termine del rapporto sino alla data di cessazione.

L’aliquota aggiuntiva Dis-Coll, comunque, è dovuta anche dagli amministratori e dai sindaci e revisori di società, nonostante questi lavoratori non abbiano diritto all’indennità di disoccupazione.

Nessun’aliquota aggiuntiva, invece, è prevista per i lavoratori occasionali (che lavorano col contratto di prestazione occasionale o col libretto famiglia), per i liberi professionisti e per gli autonomi occasionali con compensi superiori a 5mila euro annui, né per i pensionati e per gli iscritti ad altre gestioni previdenziali oltre alla gestione separata.

Come si calcolano i contributi da versare alla gestione separata?

Come abbiamo osservato, i contributi dovuti alla gestione separata si calcolano applicando una specifica aliquota, cioè una percentuale, che varia a seconda della categoria a cui appartiene l’iscritto, al reddito imponibile.

Il reddito imponibile per i lavoratori parasubordinati coincide con i compensi (esclusi eventuali componenti esenti, come alcuni rimborsi), mentre per gli autonomi, esclusi coloro che hanno scelto il regime forfettario, coincide, per grandi linee, con la differenza tra ricavi e spese inerenti all’attività.

Non è prevista l’applicazione obbligatoria dell’aliquota dovuta al minimale di reddito, né è previsto un minimale contributivo: in sostanza, i contributi alla gestione separata si pagano solo se viene prodotto un reddito, mentre nulla è dovuto in assenza di reddito.

Tuttavia, come osservato, si tiene conto del minimale valido nella gestione artigiani e commercianti Inps (pari a 15.953 euro per il 2020) per calcolare il raggiungimento dei requisiti contributivi utili a ottenere determinate prestazioni, come la disoccupazione e la pensione.

Se i versamenti sono effettuati sulla base di un reddito imponibile inferiore al minimale, i mesi di contribuzione utili alle prestazioni sono ridotti sulla base del minimale.

Per quanto riguarda i lavoratori parasubordinati e autonomi occasionali (con reddito sopra i 5mila euro annui), i contributi calcolati sui compensi sono per 1/3 a carico del lavoratore e per 2/3 a carico del committente, mentre per gli autonomi i contributi sono interamente a carico del professionista (salvo l’eventuale applicazione sui clienti/committenti della rivalsa pari al 4%, che però non è assimilata al versamento di contribuzione).

Aliquote gestione separata 2020: contributi dovuti e diritto alla Dis-coll

Vediamo ora, in base agli ultimi aumenti, a quanto ammontano i contributi da pagare per ogni categoria di iscritti alla gestione separata nel 2020 e chi ha diritto alla disoccupazione:

  • collaboratori, assegnisti e dottorandi titolari di borse di studio: 34,23% sul minimale di reddito pari a 15.953 euro; all’anno, per l’accredito di 12 mesi di contributi, si devono pagare dunque 5.460,71 euro; per l’accredito di un mese di contributi è necessario pagare 455,06 euro; queste categorie hanno diritto alla disoccupazione Dis Coll;
  • amministratori, sindaci o revisori di società, associazioni e altri enti con o senza personalità giuridica: 34,23% sul minimale di reddito pari a 15.953 euro; all’anno, per l’accredito di 12 mesi di contributi, si devono pagare dunque, anche in questo caso, 5.460,71 euro; per l’accredito di un mese di contributi è necessario versare 455,06 euro; queste categorie non hanno comunque diritto alla disoccupazione Dis Coll;
  • componenti di collegi e commissioni: 33,72% sul minimale di reddito pari a 15.953 euro; all’anno, per l’accredito di 12 mesi di contributi, si devono pagare dunque 5.379,35 euro; per l’accredito di un mese di contributi è necessario pagare 448,28 euro; queste categorie non hanno diritto alla disoccupazione Dis Coll;
  • venditori porta a porta e lavoratori autonomi occasionali con reddito oltre 5milaeuro: 33,72% sul minimale di reddito pari a 15.953 euro; all’anno, per l’accredito di 12 mesi di contributi, si devono pagare dunque 5.354,06 euro; per l’accredito di un mese di contributi è necessario pagare 446,17 euro; queste categorie non hanno diritto alla disoccupazione Dis Coll;
  • associati in partecipazione (con contratti ancora in essere) e medici in formazione specialistica: 33,72% sul minimale di reddito pari a 15.953 euro; all’anno, per l’accredito di 12 mesi di contributi, si devono pagare dunque 5.354,06 euro; per l’accredito di un mese di contributi è necessario pagare 446,17 euro; queste categorie non hanno diritto alla disoccupazione Dis Coll;
  • lavoratori autonomi: 25,72% sul minimale di reddito pari a 15.953 euro; all’anno, per l’accredito di 12 mesi di contributi, si devono pagare dunque 4.103,11 euro; per l’accredito di un mese di contributi è necessario pagare 341,93 euro; queste categorie non hanno diritto alla disoccupazione Dis Coll; lo 0,72% è dovuto in quanto la Gestione separata assicura anche ai professionisti iscritti alla gestione in via esclusiva un’indennità in caso di maternità, ricovero ospedaliero o malattia.
  • lavoratori pensionati o iscritti ad altre gestioni previdenziali: 24% sul minimale di reddito pari a 15.953 euro; all’anno, per l’accredito di 12 mesi di contributi, si devono pagare dunque 3.828,72 euro; per l’accredito di un mese di contributi è necessario pagare 319,06 euro; queste categorie non hanno diritto alla disoccupazione Dis Coll, né all’indennità in caso di maternità, ricovero ospedaliero o malattia.

Massimale di reddito 2020 gestione separata

Il nuovo massimale di reddito vigente presso la gestione separata è pari a 103.055 annui: oltre questo importo, non sono accreditati e dovuti contributi.


note

[1] Inps Circ. n.12/2020.


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