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Condominio: nessun rimborso per la perizia sui lavori urgenti anticipata dal condomino

25 Settembre 2013


Condominio: nessun rimborso per la perizia sui lavori urgenti anticipata dal condomino

> Diritto e Fisco Pubblicato il 25 Settembre 2013



Il condomino non ha diritto al rimborso delle spese anticipate per la consulenza del professionista sui lavori urgenti: la nomina del perito non può avere quel carattere di indifferibilità che giustifica il rimborso da parte degli altri proprietari.

C’è bisogno di effettuare lavori urgenti allo stabile condominiale e l’assemblea non si decide? Nelle more, la proprietà individuale ne potrebbe subire conseguenze anche gravi? Attenzione ad agire con leggerezza e impulso, perché le spese anticipate per conferire un incarico al perito – che, per esempio, valuti gli interventi da eseguire e i costi – potrebbero non essere rimborsate.

La Cassazione, infatti, in una recente ordinanza [1], ha stabilito che il condomino che anticipa le spese per una perizia su lavori urgenti sull’immobile non ha diritto al rimborso da parte del condominio: affidare a un professionista questo compito non è un’attività che si può considerare talmente indifferibile da giustificare il rimborso da parte degli altri proprietari.

La ragione è presto detta.

In questi casi si versa in materia di condominio e non già di comunione. Le due discipline sono parzialmente diverse. A riguardo la Corte ricorda che le norme dettate in materia di rimborso delle spese sostenute dal partecipante per la conservazione della cosa comune [2] sono appunto differenti a seconda che si parli di comunione o di condominio. In particolare:

– nel caso di comunione: per ottenere il rimborso alle spese urgenti anticipate, è necessario che gli altri partecipanti abbiano semplicemente trascurato di curare il bene comune;

– nel caso di condominio, invece, è necessario l’ineliminabile presupposto della urgenza della spesa stessa, urgenza che viene valutata dal giudice caso per caso.

Infatti, nella comunione, i beni costituiscono l’utilità finale del diritto dei partecipanti, i quali, se non vogliono chiedere lo scioglimento, possono decidere di provvedere personalmente alla loro conservazione; invece, nel condominio i beni predetti rappresentano utilità strumentali al godimento dei beni individuali, sicché la legge regolamenta con maggior rigore la possibilità che il singolo possa interferire nella loro amministrazione.

La vicenda

Un uomo, ritenendo alcuni lavori condominiali urgenti e non più procrastinati, aveva nominato a proprie spese un perito di parte, chiedendo poi il rimborso al condominio. Tale diritto, invece, secondo la Cassazione, non gli competeva. Egli, infatti, non aveva effettuato alcun lavoro di conservazione urgente ed indifferibile, ma si era solo limitato a nominare il tecnico, commissionandogli un incarico di consulenza. Peraltro, il condominio  aveva già provveduto a investire dello stesso incarico, al medesimo fine, un altro professionista.

note

[1] Cass. ord. n. 20099 del 2.09.2013.

[2] Artt. 1110 e 1134 cod. civ.


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