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Coronavirus: l’iniziativa degli studenti di Prato

5 Febbraio 2020
Coronavirus: l’iniziativa degli studenti di Prato

“Quest for Feilong”: un progetto che parla d’integrazione. Un hashtag contro il pregiudizio.

Si chiama #viralicontroilvirus l’iniziativa partita dall’Istituto Dagomari di Prato alla luce degli episodi discriminatori che si sono verificati contro i cittadini cinesi, in questi giorni in cui il nuovo coronavirus è il principale argomento di dibattito. Un’idea nata nell’ambito del progetto Quest For Feilong che vede alcuni studenti dell’istituto protagonisti di un cortometraggio dalle atmosfere fantasy che si propone di fare da ponte tra culture diverse.

Un progetto in cui ‘integrazione’ è una parola chiave: per questo i ragazzi e il team che ha dato vita al progetto hanno voluto lanciare il proprio messaggio, semplice, diretto: una foto che ritrae persone che si abbracciano. Italiani e cinesi, cittadini orientali e di altre etnie uniti da un solo intento: dire no all’ignoranza e alla discriminazione. E cercare di superare con un gesto simbolico i pregiudizi e la disinformazione che aleggiano attorno al legame tra ilvirus e i cittadini cinesi.

Adesso, l’invito è rivolto a tutti coloro che vogliono mettere la propria firma sotto al messaggio partito dalla città di Prato. Per partecipare alla campagna, basta postare su Instagram una foto contrassegnata dall’hashtag #viralicontroilvirus che mostri un abbraccio, un selfie, un’immagine significativa capace di stemperare la tensione e allontanare lo spauracchio della diffidenza nei confronti dei cittadini cinesi. Con la speranza che, per una volta, a diventare virale sia la capacità di riconoscersi l’uno nell’altro.

Quest for Feilong

”Quest for Feilong” è un cortometraggio dalle atmosfere fantasy che parla d’integrazione. Protagonisti sono alcuni studenti dell’Istituto Dagomari di Prato che sono stati coinvolti nel progetto nelle vesti di attori, tecnici e assistenti. Il progetto è prodotto dall’Istituto Dagomari di Prato con il coordinamento dei docenti Paola Martini e Giuseppe Di Stefano.

La sceneggiatura è un soggetto originale di David Ceccarelli sceneggiatore, storyborder e artista poliedrico che ha firmato anchela sceneggiatura di ”Nato a Xibet” candidato al David di Donatello. Alla regia, Gianluca Di Stefanovideomaker pratese che daanni si occupa di fotografia, graphic e web design.

Il film, finanziato dal Ministero dell’Istruzione, è realizzato in collaborazione con Matteo Burionie Siyun Shendell’associazione ”Orientiamoci in Cina”. La vicenda vede protagonisti un gruppo di adolescenti appartenenti a varie culture e si svolge principalmente nella Chinatown di Prato. Una storia ambientata ai giorni nostri dove il vissuto di un gruppo di ‘bulli’ e di ‘bullizzati’ s’intreccia con un’antica leggenda cinese.

Tra prìncipi perduti, antiche maledizioni eprove da superare c’è spazio per parlare d’integrazione e di amicizia. Perché unire le forze andando oltre le differenze è sempre la strategia migliore, che sia in corso un attacco di Jiangshie (vampiri cinesi) o un agguato del bullo della scuola.


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