Coronavirus: cresce il livello di allarme

5 Febbraio 2020
Coronavirus: cresce il livello di allarme

Ogni giorno, sono centinaia le telefonate al numero verde 1500, il primo punto di accesso protetto al Servizio sanitario nazionale.

Sono 600-700 al giorno le chiamate che arrivano al numero verde 1500 del ministero della Salute, con
picchi nei giorni dell’individuazione dei primi due pazienti infettati dal coronavirus in Italia e dell’arrivo della nave a Civitavecchia. “A chiamare sono cittadini, ma anche operatori turistici e altre categorie professionali. E bisogna dire che gli italiani appaiono preoccupati, ma non spaventati dal coronavirus”. Lo ha spiegato all’Adnkronos Salute Giuseppe Ruocco, segretario generale del ministero della Salute incaricato dal ministero come responsabile nazionale per l’emergenza coronavirus.

A rispondere agli italiani, per chiarire dubbi e “soprattutto fornire informazioni corrette sul patogeno emerso in Cina, nelle ore di punta sono 15 operatori, con una ventina di linee a disposizione. Per la prima volta il numero è attivo H24, e se servirà – assicura Ruocco – potremo potenziare il servizio”.

Il numero 1500 “è un po’ un termometro del livello di allarme, ma in questo caso svolge due funzioni: è un modo per diffondere informazioni corrette, ma è anche un mezzo per assicurare un accesso protetto a pazienti con sintomi sospetti. Il numero, infatti, viene dato a tutti coloro che arrivano dall’estero: per i turisti stranieri temporaneamente in Italia si tratta di un punto di contatto con il Servizio sanitario nazionale. Gli operatori, in caso qualcuno chiami riferendo sintomi sospetti, possono assicurare un accesso protetto andando a prendere il paziente senza passare per ospedali e pronto soccorso”.


11 Commenti

  1. In questo periodo di emergenza coronavirus ci si allarma anche per un colpo di tosse o uno starnuto. Anche la nostra stessa tosse può essere sospetta e temiamo che nasconda i sintomi della pericolosa malattia. Si tratta di preoccupazioni fondate, e si cerca di evitare il contagio e di prevenire le infezioni. Ma in molti casi non si sa come comportarsi.

  2. Se sono stato in metropolitana con una persona che tossiva e nei giorni seguenti compare la tosse anche a me devo andare in ospedale?

    1. No, ad oggi non vi è alcuna evidenza scientifica che il nuovo coronavirus stia circolando in Italia. E’, invece, certo che si è in una fase di massima trasmissione del virus influenzale stagionale. Pertanto, se dovessero comparire sintomi respiratori – come febbre, tosse, mal di gola – o, comunque, difficoltà respiratorie, è opportuno rivolgersi al proprio medico curante.

  3. Se mi sottopongo privatamente ad analisi del sangue, o di altri campioni biologici, posso sapere se ho contratto il nuovo coronavirus?

    1. No. Non esistono al momento kit commerciali per confermare la diagnosi di infezione da nuovo coronavirus. La diagnosi deve essere eseguita nei Laboratori di riferimento e, laddove si rilevino delle positività al virus, deve essere confermata dall’Istituto superiore di sanità. Qualora si sia stati esposti a fattori di rischio – quali viaggi nelle zone della Cina in cui il virus sta circolando o contatti con persone in cui l’infezione sia stata accertata – è possibile contattare il numero telefonico 1500, messo a disposizione dei cittadini dal ministero della Salute, per avere risposte da medici specificamente preparati e ricevere indicazioni su come comportarsi. Tuttavia, per le persone senza sintomi di una certa gravità e senza fattori di rischio al momento non è previsto iniziare un iter diagnostico.

    1. Allo stato attuale, non essendoci evidenze scientifiche della circolazione del virus in Italia, è altamente improbabile che possa verificarsi un contagio da nuovo coronavirus attraverso le maniglie degli autobus o della metropolitana. E’ comunque buona norma, per prevenire tutte le infezioni respiratorie, lavarsi frequentemente e accuratamente le mani prima di portarle al viso, agli occhi e alla bocca.

  4. Se ho sintomi respiratori e penso di poter essere stato contagiato dal nuovo coronavirus, devo chiamare il 118 per andare in ospedale o andare dal mio medico curante?

    1. Se si è stati esposti a fattori di rischio, come aver viaggiato nelle zone della Cina in cui il nuovo coronavirus sta circolando o si è stati a contatto con persone risultate infette, per prima cosa è opportuno contattare il numero telefonico 1500, messo a disposizione dei cittadini dal ministero della Salute, per avere indicazioni sui comportamenti da seguire.

    1. Al momento, secondo le evidenze scientifiche disponibili, il nuovo coronavirus non circola in Italia. Le uniche condizioni di rischio legate alla possibilità di aver contratto l’infezione sono: aver viaggiato negli ultimi 14 giorni in zone della Cina in cui il virus si sta diffondendo avere avuto contatti con persone con infezione accertata. In ogni caso, qualora dovessero comparire febbre o disturbi respiratori, considerato che in questo momento si è nel periodo di massima circolazione dell’influenza stagionale, è opportuno rivolgersi al medico curante.

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