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Si può rifiutare una raccomandata?

5 Febbraio 2020
Si può rifiutare una raccomandata?

Dopo che si è aperta la porta al postino è necessario accettare la raccomandata.

Ti sarai certamente chiesto, almeno una volta, se si può rifiutare una raccomandata. Questo perché non tutta la posta è gradita. A volte, si tratta di multe, a volte di cartelle esattoriali e altre di diffide da parte di avvocati che minacciano azioni legali o recuperi credito. Raramente, capita di ricevere, per raccomandata, una buona notizia come un assegno di risarcimento o la comunicazione di un’eredità giacente da parte di un notaio. 

Purtroppo, non hai modo di sapere cosa contiene la raccomandata se prima non la apri. Certo, il nome del mittente – che il più delle volte appare sulla busta – ti potrebbe già far intuire qualcosa. In più, se non eri a casa quando è arrivato il postino, dai codici raccomandata riportati sull’avviso di giacenza immesso nella cassetta delle lettere potrai sapere chi è che ti scrive e per quale ragione. Ma la certezza assoluta la raggiungerai solo nel momento in cui, con il tagliacarte, aprirai il plico. 

Se non sei per niente curioso di conoscere il contenuto della lettera e già immagini che la stessa possa contenere solo brutte notizie, allora l’unica cosa che ti interessa sapere è se si può rifiutare una raccomandata. Ecco tutto ciò che è necessario sapere sul tema.

Si deve aprire la porta al postino?

Anche se il postino è un pubblico ufficiale, non sei tenuto ad aprirgli la porta di casa. Non potresti comportarti così con un poliziotto, con i carabinieri, con l’ufficiale giudiziario del tribunale. Ma con il postino puoi farlo. Certo è, però, che questo comportamento darà vita a una serie di conseguenze che, a nostro avviso, sono peggiori rispetto al fatto di aprire la porta e ricevere la raccomandata. Difatti, chi non apre la porta al postino viene considerato momentaneamente assente. Ed allora ecco che succede.

Che succede se si è assenti quando arriva il postino?

Se, dopo aver bussato al citofono o al campanello, il postino non trova nessuno ad aprirgli la porta (ipotesi alla quale, come detto, è equiparata quella in cui nessuno voglia rispondergli), immette nella cassetta delle lettere del destinatario un avviso di giacenza e deposita la raccomandata presso l’ufficio postale. Lì, la busta rimane per 10 giorni nella generalità dei casi o 30 giorni se si tratta di un atto giudiziario: ciò per dare la possibilità all’interessato di curarne il ritiro in un momento successivo.

Inoltre, se la raccomandata contiene un atto giudiziario, oltre all’avviso di giacenza, al destinatario viene spedita una seconda raccomandata con la comunicazione del tentativo di notifica. 

Se, nell’arco dei 10 o 30 giorni la raccomandata non viene ritirata, l’ufficio postale la rispedisce al mittente con la dicitura «compiuta giacenza». 

Che significa compiuta giacenza?

La compiuta giacenza implica che la raccomandata, seppur materialmente non consegnata al destinatario, si considera da questi ugualmente conosciuta e determina gli stessi effetti giuridici che avrebbe comportato se fosse stata ritirata e letta. Si pensi alla disdetta di un contratto o a una diffida di pagamento che assegni un termine massimo al debitore per adempiere prima dell’avvio delle azioni giudiziarie. Si pensi anche a una multa, a una cartella esattoriale o a una lettera di licenziamento che, se non impugnati nei termini, diventano definitivi e non più contestabili. 

Si può rifiutare una raccomandata?

Mettiamo che il postino bussi alla tua porta. Decidi di aprirgli in attesa di verificare cosa voglia. In quel momento, estrae dalla sua borsa una raccomandata con, in bella evidenza, il nome di un avvocato o il logo dell’Agente per la riscossione esattoriale. Nessuna buona notizia, insomma. Puoi rifiutare la raccomandata una volta orma che te l’ha mostrata? Devi fornire una giustificazione o puoi semplicemente dire di non volerla “firmare”? Cosa prevede la legge e quali sono gli effetti di un comportamento del genere?

Il postino non può obbligarti a ritirare la raccomandata. Se, quindi, dichiari di non volerla ricevere, egli è tenuto a rispedirla al mittente. Quindi, non opera in questo caso la procedura della compiuta giacenza con deposito della busta all’ufficio postale. La raccomanda rifiutata non può più essere ritirata. 

Come anticipato in apertura, questo comportamento è illogico e poco conveniente. Difatti, il rifiuto della raccomandata è equiparato alla consegna. In pratica, la lettera produce gli stessi effetti giuridici che avrebbe determinato se la busta fosse stata regolarmente consegnata. 

In sintesi, si può rifiutare una raccomandata ma la stessa si considera come consegnata, né c’è possibilità più di conoscerne il contenuto.

Chi è a casa e non è il destinatario della raccomandata può rifiutarla?

Le cose vanno diversamente se, quando arriva il postino, il destinatario della raccomandata non è presente e, al suo posto, ci sono dei familiari conviventi. Anche loro posso rifiutare di ritirare la raccomandata. Ma, in questo caso, diversamente da quanto succede se il rifiuto viene opposto dal diretto interessato, la lettera viene depositata all’ufficio postale per la giacenza (che, come detto sopra, è di 10 o 30 giorni). L’interessato potrà, quindi, curarne il ritiro in un momento successivo. 


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Autore immagine https://it.depositphotos.com


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