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Affidamento esclusivo del minore a un solo genitore: quando e perché

20 Marzo 2019 | Autore:
Affidamento esclusivo del minore a un solo genitore: quando e perché

Separazione dei coniugi: in presenza di minori, la regola resta quella dell’affidamento condiviso; tuttavia il giudice dispone l’affido esclusivo a un solo genitore quando l’affidamento condiviso crea pregiudizio al figlio stesso.

Con la separazione, vorresti chiedere al giudice l’affidamento esclusivo di tuo figlio perché tuo marito è un irresponsabile o un violento?

Innanzitutto, devi sapere che nel nostro ordinamento l’affidamento esclusivo del figlio minore a un solo genitore è disposto dal giudice solo se l’affidamento condiviso sia contrario all’interesso del figlio stesso [1].

La legge [2], come già si è anticipato in questo articolo stabilisce (pur senza individuare i singoli casi) che l’affidamento esclusivo sia l’eccezione, mentre quello condiviso sia la regola.

Il giudice decide, quindi, quale delle due forme di affido prediligere solo sulla base dell’interesse del minore. In ogni caso, il provvedimento con cui si dispone l’affidamento esclusivo ad un solo genitore devono essere sempre motivati.

Ma andiamo con ordine ed esaminiamo più nel dettaglio in quali casi è possibile riconoscere l’affidamento esclusivo del figlio minore ad un solo genitore.

L’affidamento condiviso e il principio di bigenitorialità

A seguito della cessazione della relazione affettiva e quindi della convivenza tra i genitori, il giudice deve disporre l’affidamento dei figli minori. Abbiamo già detto che la regola generale prevede l’affidamento condiviso dei figli ad entrambi i genitori, i quali:

  • esercitano la responsabilità genitoriale;
  • partecipano alla cura e all’educazione dei figli;
  • adottano le decisioni di maggiore interesse per i minori (ad esempio quelle relative alla scuola, alla salute e all’educazione).

Se i genitori sono in disaccordo sulle questioni di maggiore interesse, dovranno rivolgersi al giudice. Mentre le questioni di ordinaria amministrazione, e cioè quelle riguardanti la vita quotidiana, potranno anche essere decise dai genitori separatamente.

Devi sapere che quando il giudice dispone l’affidamento decide anche il collocamento, ossia dove il figlio dovrà abitare stabilmente.
Attenzione perché anche in caso di affido condiviso, il minore sarà collocato presso la residenza di uno solo dei genitori. Il collocamento, infatti, è cosa ben diversa dall’affidamento e consiste nell’assegnazione della residenza al minore. Nella maggior parte dei casi, i figli vengono collocati presso la madre, in considerazione del suo ruolo centrale e maggiormente più adatto all’educazione dei figli. Questo significa che il minore vivrà presso la mamma ed incontrerà il papà nei giorni ed alle ore previste dal giudice.

Questa è la regola che di recente il governo sta cercando di cambiare con il disegno di legge c.d. “Pillon[3] che, in caso di affido condiviso, prevede che il figlio debba trascorrere con entrambi i genitori non meno di 12 giorni al mese, compresi i pernottamenti. Questo vuol dire che i figli avranno un doppio domicilio, uno presso la madre e uno presso il padre.

L’affidamento condiviso, quindi, realizza in pieno la c.d. bigenitorialità, ossia quel principio secondo il quale un bambino ha diritto a mantenere un rapporto stabile e continuativo con entrambi i genitori [4], anche nel caso in cui questi siano separati o divorziati.

L’affidamento esclusivo: una soluzione eccezionale

La legge prevede che solo qualora ricorrano motivi gravi nei quali il genitore sia del tutto inadeguato al suo ruolo, sia possibile chiedere al giudice l’affidamento esclusivo. Ad esempio, si pensi al marito che scompare dalla vita del figlio, oppure è dedito al gioco d’azzardo e contrae un grosso debito.

Pertanto, l’unica ragione che può indurre un giudice a tale scelta è l’interesse del minore, ossia la necessità (e l’obbligo giuridico) di garantirgli un sano sviluppo psico-fisico.

La giurisprudenza ha ritenuto che si possa prevedere la forma di affidamento esclusivo solamente quando:

  1. l’affidamento condiviso si rivelerebbe pregiudizievole per il figlio;
  2. uno dei genitori è inidoneo o incapace a prendersi cura del minore (ad esempio un genitore che manifesta un completo disinteresse nei confronti del figlio);
  3. il minore rifiuta di rapportarsi con uno dei genitori.

Pertanto, in assenza di norme specifiche che regolino la materia, si possono individuare (sulla scorta dei casi giudiziari più noti sinora verificatisi) le seguenti ipotesi in cui è possibile chiedere al l’affidamento esclusivo:

  1. in caso di violenza sui figli;
  2. in caso di violenza sulla moglie in presenza dei figli quando questi ne abbiano subito un trauma;
  3. se vi sono forti carenze di un genitore sul piano affettivo. Ad esempio: non si provvede alla cura e all’educazione del figlio minore, non si versa volontariamente l’assegno di mantenimento, si fa uso di sostanze stupefacenti, si è riconosciuti incapaci d’intendere e volere, ci si rende irreperibili;
  4. se il genitore non affidatario è rimasto assente e non si è costituito nel giudizio di separazione e pertanto, non ha rivendicato il suo diritto ad esercitare il suo ruolo genitoriale né ha chiesto l’affido condiviso.
  5. quando il minore, ascoltato dal giudice, riesce a spiegare i motivi per i quali preferisce essere affidato ad un solo genitore.

Si tratta, quindi, di situazioni, purtroppo ancora molto frequenti, in cui le negligenze di un genitore, il suo totale disinteresse verso il figlio minore – sia sul piano affettivo che dell’assistenza economica – inducono il giudice ad escludere l’affido condiviso, potendo ben prevedere i danni che ne deriverebbero ai figli se fossero affidati ad entrambi i genitori.

Quando l’affidamento esclusivo non viene concesso

L’affidamento esclusivo non viene concesso nei seguenti casi:

  • se uno dei due ha una reale o presunta relazione omosessuale che non pregiudica il rapporto con i figli;
  • se uno dei genitori aderisce a una religione diversa da quella cattolica;
  • se uno dei due è stato accusato ma non condannato da una sentenza penale. Se un genitore è in carcere non è detto che debba essergli negato l’affidamento del figlio. Ciò dipende sia dal tipo di reato contestato che dalla pena inflitta;
  • se la residenza dei due è particolarmente distante. L’affido condiviso, infatti, può essere stabilito anche se i due genitori risiedono in due città diverse, anche molto distanti tra loro. Non è la distanza, infatti, che impedisce ad entrambi di raggiungere l’accordo sulle questioni più importanti per i figli;
  • se uno dei due affida spesso i figli ai nonni (si pensi al caso in cui genitori lavorano entrambi);
  • se sussiste una conflittualità tra i coniugi, derivante dalla particolarità caratteriale di entrambi. In questo caso l’affidamento esclusivo può essere disposto solo se derivi un pregiudizio tale da alterare e porre in serio pericolo il sano equilibrio e sviluppo psico-fisico del figlio [5].

Quando e come chiedere l’affidamento esclusivo

La domanda per ottenere l’affidamento esclusivo dei minori può essere presentata al giudice in qualsiasi momento (anche dopo che il giudice abbia disposto l’affido condiviso dei figli).

La richiesta di affidamento esclusivo (che può essere avanzata da ciascuno dei genitori) deve essere sufficientemente motivata: vanno cioè indicate le ragioni che rendono incompatibile, con l’interesse del minore, l’affidamento a quel determinato genitore. Si pensi, ad esempio, ai casi di abusi familiari.

La legge, però, per evitare intenti vendicativi o ricattatori, punisce il genitore che, senza fornire adeguate motivazioni, chieda al giudice l’affidamento esclusivo. Infatti, se il giudice riterrà la richiestamanifestamente infondata potrà valutare se estromettere quel genitore dall’affidamento e se condannarlo (in caso di malafede o colpa grave) al risarcimento del danno. Il genitore, quindi, non potrà presentare una domanda di affido esclusivo basata sulla propria convinzione (o sul timore) che l’altro genitore non sia in grado di prendersi cura dei figli, ma dovrà fornire al giudice prove concrete che dimostrino, in particolare, che tale condotta sia dannosa per il figlio.

Se il giudice individua nelle particolari circostanze che gli vengono rappresentate (anche da una eventuale relazione dei servizi sociali da lui incaricati) dei motivi contrari all’interesse del minore e rendere uno dei genitori inadeguato al proprio ruolo, egli accoglie la domanda di affido esclusivo al genitore che ne ha fatto richiesta oppure al genitore che egli ritiene essere il più idoneo (quando la domanda di affido esclusivo gli sia stata formulata da entrambi).

In tal caso il magistrato ha l’obbligo di motivaretale decisione spiegando nel provvedimento sia perché ritiene idoneo il genitore affidatario sia perché individua una inidoneità educativa nell’altro [6]. Non è sufficiente, cioè, che il giudice decida per l’affido esclusivo ritenendo “idoneo” il genitore affidatario; ciò, infatti, nulla dice riguardo alle capacità genitoriali dell’altro. Pertanto il giudice deve spiegare anche perché ravvisa la inidoneità educativa del genitoreche si vuole escludere dall’analogo esercizio della responsabilità sui figli (cosiddetto criterio della “motivazione in negativo[7].

Quindi, nei casi in cui il giudice ritenga la richiesta di affidamento esclusivo del tutto priva di fondamento, egli potrebbe:

  • decidere di affidare i figli proprio al genitore che non abbia chiesto l’affido esclusivo;
  • condannare il genitore al risarcimento del danno per aver agito in giudizio con mala fede o colpa grave chiedendo l’affidamento esclusivo nella consapevolezza dell’infondatezza della propria domanda .

Le conseguenze dell’affidamento esclusivo

Nell’affidamento esclusivo è il genitore affidatario ad esercitare in via primaria la responsabilità genitoriale. Tuttavia, egli deve favorire il rapporto tra il figlio e l’altro genitore, affinché quest’ultimo eserciti il diritto di visita (nei tempi e secondo le modalità stabilite dal giudice) e partecipi alle decisioni più importanti nell’interesse dei figli.

È evidente, perciò, che il genitore non affidatarioconserva sempre il diritto-dovere di vigilare sull’educazione ed istruzione del figlio, potendo ricorrere dinanzi all’autorità giudiziaria quando ritenga che le decisioni assunte dal genitore affidatario, in via esclusiva, siano contrarie all’interesse del minore.

L’affido esclusivo, dunque, non comporta – come si pensa erroneamente – la perdita della responsabilità genitoriale in capo al genitore che non ha ottenuto l’affidamento della prole, ma semplicemente una sua limitazione qualora sussistano particolari motivi (che a breve esamineremo) che abbiano indotto il giudice a ritenere l’affidamento condiviso dannoso per i figli minori.

Il legislatore, tuttavia, non precisa come deve essere regolato l’affidamento esclusivo. Spetterà al giudice, infatti, indicare – a seconda del caso – i tempi e le modalità del diritto di visita del genitore non affidatario.

Quanto alle decisioni di maggiore interesse per la vita del figlio, la legge non precisa se queste debbano essere assunte di comune accordo da entrambi i coniugi anche nell’ipotesi di affido esclusivo. Tuttavia rimane immutato il diritto del minore di ricevere  cura educazione e istruzione da entrambi  i genitori. Quindi per le decisioni di maggior interesse i genitori dovranno confrontarsi tra di loro e decidere insieme ad es: che scuola scegliere, le cure mediche non urgenti; l’attività sportiva da far praticare. Per ciò che concerne il quotidiano, invece, il genitore affidatario potrà scegliere in assoluta autonomia nel rispetto dell’interesse del minore.

Il genitore non affidatario conserva comunque il diritto di visita nei confronti dei minori. Il giudice, infatti, determina i tempi e le modalità del diritto di visita da parte del genitore non affidatario. In alcuni casi, può decidere di limitare o escludere tale diritto; ciò può avvenire quando ritenga che la frequentazione tra genitore non affidatario e figli possa in qualche modo pregiudicare il benessere di questi ultimi.

La limitazione del diritto di visita da parte del genitore non affidatario può essere intesa come:

  • una riduzione del tempo (e dei giorni) da dedicare agli incontri,
  • che gli incontri avvengano in una determinata sede (ad esempio presso la casa dei nonni)
  • la partecipazione agli incontri di terze persone perchè affettivamente legate al minore o tenute ad un ruolo di sorveglianza (ad esempio i servizi sociali).

Il giudice può anche escludere del tutto il diritto di visita quando, ad esempio, il genitore sia tossico o alcool dipendente, o abbia una condotta particolarmente violenta nei confronti della moglie o dei figli.

Nel caso in cui il genitore non affidatario soffra di patologie invalidanti, il giudice potrà disporre, anche in ragione dell’età del figlio, che gli incontri avvengano alla presenza di un familiare o un conoscente.

I genitori possono accordarsi per l’affidamento esclusivo?

No, i genitori non possono stipulare un accordo di questo tipo. In caso di richiesta congiunta, il giudice non dovrà omologare l’accordo, in quanto il minore ha il diritto, previsto dalla legge, a ricevere cura e assistenza morale e materiale sia dalla madre che dal padre (c.d. diritto alla bigenitorialità).
Quindi spetta solo al giudice decidere di disporre l’affido esclusivo sulla base di circostanze concrete, dettagliate e specifiche tali da poter stabilire che l’interesse dei figli sia  pregiudicato dal comportamento di uno dei genitori.


note

[1] Art. 337 quater cod. civ.
[2] 
Legge n. 54/2006
[3] Ddl n. 735/2018
[4] A
rt 337 ter cod. civ.
[5] Cass. sent. n. 27/2017
[6] Cass. sent. n. 24841/2010
[7] 
Cass. sent. n. 9632/15


155 Commenti

  1. salve avrei bisogno di una piccola informazione.
    Due bambini maschio 8 e femmina 6 si sono lasciati quando la bambina aveva 5 anni. Padre sempre presente ha versato tutti mesi 300euro di mantenimento per una madre che non lavorando in regola ma in nero a casa a sempre costretto i figli a una vita perenemente a casa, molte testimonianze e anche dei figli stessi che lei beve (30/40 tennent’s alla sera il giudizio lo lascio a lei), la madre sempre con testimonianze e prove dichiaro che lei davanti alla figlia di 4 anni ha detto chiaramente nella registrazione a me effettuata che lei preferisce il figlio maschio e che lei non la vuole, non vorrei aggiungere che si è permessa pure di minacciare una bambina dicendo che non ha più una madre e cacciandola di casa traumatizzandola, potrei continuare di quante cattiveria abbia detto ha sua figlia. Tornando a noi, se mio marito andasse dall’avvocato cosa accadrebbe se chiedesse l’esclusiva protesta della figlia in quanto la madre lei stessa ha dichiarato che non la vuole e che preferisce tenere il figlio, considerando della situazione creata quella sera in cui sicuramente la figlia si è traumatizzata e la madre l’ha cacciata via di casa con 6anni, il padre avrebbe questo diritto e l’assegno di mantenimento lo dovrebbe dare ancora? tanto di prove e dichiarazione della figlia.
    Cordiali saluti.

  2. Salve, mia nipote ha 17 anni e vorrebbe partire per la Polonia in questa settimana con una sua amica senza la madre . Mia sorella ha l’affidamento esclusivo della minore, vorrei sapere se per partire serve qualche richiesta del giudice o puo’ partire senza problemi

  3. salve, sono una mamma di una bambina di 4 anni. Il padre quando la vede non si prende cura di lei, non è collaborativo, dice bugie e la porta il posti con donne con cui lei non vuole stare.Quando è con lei dice parolacce, addirittura lei ha pure provato a difendermi quando lui mi ha tirata per i capelli durante una lite.non vuole provare ad andare daccordo e non ha rapporti con la figlia, non la ascolta, non ci parla, addirittura non vuole che la porti da una psicologa perchè a lui non va bene.Minaccia di denunciarmi se lo contatto per la bambina alla quale ha dato di bugiarda perchè mi diceva la verità su cosa faceva con lui.non si presenta alle riunioni di scuola, non è disponibile per il bene della bimba a comunicare… potrei richiedere l’affido esclusivo?

  4. buon giorno avvocato, sono una donna divorziata con una bimba di 6 anni. Ha maggio mi sono risposta e il mio attuale marito cresce insieme ha me la piccola , si prende cura lei come se’ fosse il vero padre, ma ieri alla riunione scolastica di mia figlia ho avuto una bastonata . IL motivo e che non hanno fatto entrare mio marito insieme ha me xche’ non e il vero padre. Io mi chiedo e possibile questa cosa? . Aspetto con ansia una sua risposta grazie e buona giornata R N

  5. CIao a tutti volevo dire che la mia moglie è andata di casa ai servizi sociali però prima di questo ha fatto trans ferimento di 40000€ dal conto cointestato nel suo conto.io ho fatto la denuncia che non io trovato acasa e che sono spariti i soldi documenti.lei è andata ai servizi sociali però non ha fatto nessuna denuncia nei miei confronti ai carabinieri!sono stato a vedere i bambini tramite servizi sociali e ho una conquista normale come padre.mi può prenderne i bambi alla tutela esclusiva?

  6. Violenza domestica in presenza di minori,alcool,stolking grave a me e ai bambini,un decreto del tribunale dei minori che lo obbliga a proseguire il sert,e a fare avere un certificato di guarigione completa. ..ma da mesi nonva al sert,e non fa ciò che gli e’chiesto .Un ordine cautelare per stolking,dopo un mese e mezzo,sospeso fino ad udienza penale.. Tutto questo mi dara’il 3 Ottobre di questo anno 2017,la possibilita’di avere un affido esclusivo?
    Voglio solo evitargli il pernottamento,fino a reale concreta guarigione dall’alcool,e completa guarigione psicoemotiva,visto che d’ancora ossessionato da me,nonostante d’un anno e mezzo che non vive più con me e i bambini,ma comunque,vede i bambini spesso durante la settimana..e per adesso tutti i week end dalle 10:30 alle 20:00….Decisioni tra avvocati e noi,in attesa della sentenza del 3 Ottobre.Mi faccia sapere per favore!Grazie

  7. salve, ho 11 anni, i miei sono separati e io vivo con mio fratello e mia madre. mio oadre lo vedo il weekend ogni 2 settimane, durante queste settimane mi scrive messaggi sull affidamento dopo aver chiesto più volte di farlo. non passa sempre il denaro chiesto per legge. adesso non può farlo perché ha avuto un ictus e non lavora quindi mia madre non chiede niente, però noi lo vediamo il weekend per un pomeriggio . una settimana non siamo riusciti a vederlo per colpa di una festa di scuola e anche per via dei troopi compiti allora lui ha detto a me e a mia mamma che non gli interessava e che i compiti non li dovevo fare che potevo non studiare perché non è un obbligo ( ma un dovere) e che vedere lui lo era. alla fine non coi sono andata. ( voglio precisare che io resto anche fino alle 23:30 a studiare per poi svegliarmi alle 6:40). mi chiedo se è vero che è un obbligo vederlo si no anche se mia mamma dice di no

  8. Buongiorno Avvocato ho 49anni divorziato da 5 e ho un figlio di 11anni Lorenzo.vorrei intanto ringraziarla in anticipo.in breve la mia storia ho fatto dialisi per 5annine mezzo ma grazie a dio ho ricevuto trapianto da tre anni.residevo a lentate sul Seveso (Monza Brianza).Per problemi lavorativi ho dovuto trasferirmi a Galliate (Novara) dove tuttora lavoro premetto che la mia ex moglie abitava a lentate sul seveso e si è trasferita a Bologna da 8anni a vivere con il suo nuovo compagno dove hanno avuto una figlia.affidamento esclusivo le stato dato hai tempi perché io sotto dialisi non riuscivo a gestire il bimbo perché facevo 5 ore di terapia tre gg alla settima. Avendo perso il lavoro hai tempi la mia pensione di invalidità di 225 ero al mese le ho sempre passato per mio figlio 185 euro ora non percepisco più invalidità pur essendo invalido al 76% e passo un mantenimento di 350 euro su una busta paga di 1200 euro da qui devo defalcare affitto e debiti con equitalia che ho fatto durante il tempo che non avevo più lavoro.mi sono rivolto a un avvocato per tre anni per avere un diritto da padre per vedere di più mio figlio perché avendo l’esclusiva me lo faceva vedere poco sono finito in tribunale e il tribunale a scelto Un Ctu che non mi è costato poco.dando sentenza e confermando l’affidamento esclusivo a Lei.ora lei sostiene di non darmi il bambino perché mi sono trasferito a galliate cambiando provincia da Lombardia a Piemonte e allontanandomi di 80 km da lentate sul seveso può farlo? Io ho residenza a Galliate in regola è registrato dal comune sono disperato perché faccio fatica a sentirlo al telefono ora gli hanno costatato a Lorenzo che ha DHD da un anno e mezzo e a me dispiace molto con lei cerco un rapporto tranquillo è ragionevole ma non si riesce mi ripete che comanda lei grazie distinti saluti.

  9. Salve,avevo bisogno di qualche informazione.io vivo con mio padre ora ma la situazione sta degenerando,già in passato lasciai mia madre per questioni molto serie e appunto iniziai a vivere con mio padre.nel caso volessi togliermi dal suo affidamento per atti di violenza che ho subito,per minacce e per la sua totale mancanza sotto punto di vista genitoriale come potrei fare per esempio passare la mia tutela ad altri parenti quali nonni per esempio.grazie in anticipo.

  10. Buongiorno mia moglie mi tradisce da alcuni mesi con una persona che è stata in carcere per oltraggio a p.u. e stupefacenti…
    Lei non non sa che io sono a conoscenza della sua relazione extraconiugale oltre il fatto che usa un linguaggio volgare nei confronti di nostra figlia di 3 anni e reputo che non la educhi e la segua adeguatamente ma asseconda ogni suo richiesta per tenersela dalla sua parte.
    Vorrei sapere se ci sono i presupposti per l’affido esclusivo

  11. Buongiorno, ho un’amica che ha una figlia di 4 anni, separata e che si trova in questa situazione:
    a) Il padre non vuole dare tutto il mantenimento mensile disposto dal giudice. È arretrato con i pagamenti di Euro 1200 circa.
    b) Il giudice ha stabilito che il padre può vedere la figia il mercoledì pomeriggio e fine settimana alterni.
    Il padre lascia spesso la figlia ai nonni i quali hanno un comportamento sleale, cioè parlano male della madre di fronte alla figlia.
    Sono stati attivati avvocati e assistenti sociali i quali hanno confermato l’accaduto e hanno disposto un’avvertimento al padre di non darla più ai nonni. Invece ancora continua utilizzarli per vedere la figlia e lui va in giro per conto suo.
    c) Di frequente, quando la madre va a riprendere sua figlia ad un bar, lo trova ubricato. Fa abuso di birra.
    d) La madrè, in vista del periodio estivo, ha chiesto il 50% del pagamento.
    Il padre ha risposto che non intende a partecipare e non ha soldi per pagarla.

    A questo punto, viste tutte queste situazioni, la madre può chiedere l’affidamento esclusivo (o totale)?
    Ringraziando, saluti a tutti.

    1. d) La madre, in vista del periodio estivo, ha chiesto il 50% del pagamento per portarla al centro estivo.
      Il padre ha risposto che non intende a partecipare e non ha soldi per pagarla.

  12. Salve
    Ho una bambina di 8 anni la quale mi testata portata via da nove mesi sensa mai avere una sentenza dicendome solo q lo sotrata non sono ni tossicodipendente per lo meno non consapevole ne ho nessun tipo di patologia invalidante se no una depressione conseguenza del dispiacere q vivo ogni gg ele umiliazioni non mobn mai prostituta ma ricevo costantemente storsioni intimidazioni e minacce .

  13. Buongiorno avvocato ho due figli uno di 20 e una di 10 anni.ho un decreto del tribunale dal 2014 Dove c’è scritto che il padre e decaduto della patria potestà e che allora i bimbi erano affidati al servizio sociale del luogo di residenza però abiterevero con me.Il padre e io habitiamo in città diverse e io mi faccio carico di tutto per i miei figli..Cosa devo fare x ottenere l’affidamento esclusivo? O avendo perduto la patria potestà il padre non ha più che vedere con documentazione trattasi dei figli..Per che ogni volta che devo fare dei documenti mi chiedono anche i documenti suoi ..Sia a scuola mi chiedono la sua firma e che ai sindacati anche per gli assegni familiari ho il 50 % del dovuto…Grazie

    1. Ti consigliamo la lettura dei nostri articoli:
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  14. Buongiorno ho 46 anni e sono separato da 2. Ho conosciuto la mia ex che aveva già 3 figlie e il marito non l ha mai aiutata in nessun modo,ne economicamente e nemmeno con la sua presenza. Dopo 1 anno lei è rimasta incinta,successivamente la mancanza di denaro e di tempo io sinceramente sono andato in crisi depressiva e secondariamente ho avuto problemi con alcool. Quando poi ho scoperto che lei aveva un altro non ho più ragionato. Sono andato all estero per lavoro e nel frattempo lei ha preso l affido esclusivo su mio figlio. Premetto che adesso lei convive con il padre delle tre bambine,io le passo gli alimenti ed è fidanzata con un altro. Posso riprendere l affidamento di mio figlio anche non totale. Perché mi esclude in tutto su quello che può essere il bene di mio figlio.

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