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Si può rifiutare una Pec?

6 Febbraio 2020
Si può rifiutare una Pec?

Come evitare di ricevere una Pec: dalla cancellazione dell’account alla consumazione dello spazio disponibile. 

La Pec, ossia la posta elettronica certificata, è una versione moderna della vecchia raccomandata con avviso di ricevimento; di questa possiede la stessa caratteristica a dimostrare, in modo pieno e certo, la data di spedizione e di ricevimento del messaggio. Ma poiché è possibile rifiutare una raccomandata, c’è chi si chiede se si può rifiutare una Pec. 

Immagina di sapere che, a giorni, ti arriverà la diffida di un avvocato o una multa stradale. Siccome tempo fa hai aperto una casella Pec, temi che l’ingiunzione di pagamento possa esserti recapitata nella casella di posta elettronica certificata, impedendoti così di dribblare il postino come hai sempre fatto. 

Un buon avvocato ti consiglierà di desistere da pratiche di questo tipo. Difatti, (come abbiamo spiegato già in “Si può rifiutare una raccomandata“) la raccomandata rifiutata si considera come consegnata e conosciuta; produce, pertanto, i suoi effetti al pari di un atto regolarmente notificato, con la differenza che, non avendo contezza del suo contenuto, non potrai difenderti.

Nel mondo della carta, insomma, funziona così. Ma per quanto riguarda la posta elettronica quali sono le regole? Si può rifiutare una Pec? Ecco ciò che ti serve sapere per risolvere il tuo dilemma.

A che serve la Pec?

Le normali email non hanno valore di prova documentale, salvo non siano contestate dall’avversario nel corso del giudizio. 

Marco fa causa a Saverio chiedendogli la restituzione di un prestito. Saverio solleva l’eccezione di prescrizione essendo ormai decorsi molti anni dal fatto. Marco sostiene di aver inviato una mail di sollecito che avrebbe interrotto i termini di prescrizione, ma Saverio sostiene di non averla mai ricevuta. Saverio vince la causa perché la mail non ha valore legale di prova documentale.

Quindi, in presenza di una valida contestazione, le email sono carta straccia. 

La Pec supera questo problema. Infatti, essa garantisce la prova certa di tre elementi:

  • la data di invio della Pec;
  • la data di ricevimento della Pec;
  • il testo contenuto della Pec.

Come funziona la Pec

Il funzionamento della Pec non è molto dissimile dalla mail tradizionale. Il mittente invia un messaggio di posta elettronica dal proprio account a quello del destinatario di cui conosce l’indirizzo email.

Nel caso della Pec, però, entrambi i soggetti devono essere muniti di un account Pec, altrimenti viene meno il valore di prova.

Al momento dell’invio, il mittente riceve una Pec dal gestore del servizio che gli conferma di aver preso in carico l’ordine di spedizione del messaggio. Non appena l’email viene recapitata nella casella di posta del destinatario, il gestore invia al mittente una seconda Pec di conferma della consegna. Queste due Pec costituiscono la prova dell’avvenuta notifica al pari dell’avviso di ricevimento della raccomandata. 

Si può rifiutare una Pec?

La Pec viene spedita e ricevuta in modo automatico, senza che sia necessaria alcuna interazione del destinatario, proprio come avviene con l’email tradizionale. Sicché, il destinatario prende atto della spedizione della Pec non appena la riceve al proprio indirizzo di posta elettronica certificata. Quindi, non è possibile rifiutare una Pec prima che questa arrivi. 

Le regole di gestione delle email, che alcuni programmi consentono di fare predefinendo alcuni indirizzi come “posta indesiderata” o “spam”, non eliminano il fatto che il messaggio sia stato ugualmente recapitato e, quindi, consegnato correttamente. 

Per non ricevere una Pec non basta, peraltro, non aprire l’account o sostenere di aver perso la password perché ciò che conta è il semplice recapito del messaggio, al di là della successiva apertura del messaggio stesso. Leggi sul punto: che succede se non apro la Pec.

Per non ricevere una Pec si potrebbe lasciare il proprio account di posta elettronica “pieno”, ossia consumare tutto lo spazio messo a disposizione dal gestore. Questo sistema, però, non serve per gli atti giudiziari, le multe, le cartelle esattoriali: anche in questo caso, infatti, la notifica si considera ugualmente eseguita. 

Per non ricevere una Pec è possibile chiedere la cancellazione del proprio indirizzo certificato. Per farlo, devi inviare una richiesta via Posta elettronica certificata nella quale devono essere riportate le seguenti informazioni:

  • nome e cognome o ragione sociale;
  • indirizzo (via, città, cap, nazione);
  • codice fiscale o partita Iva;
  • e-mail valida (per eventuali comunicazioni).

Inoltre, devi allegare una fotocopia di un documento di identità valido.


3 Commenti

  1. La ricevuta di avvenuta consegna rilasciata dal gestore di posta elettronica certificata del destinatario, seppure non assurga a quella “certezza pubblica” propria degli atti facenti fede fino a querela di falso, “costituisce documento idoneo a dimostrare, fino a prova contraria, che il messaggio informatico è pervenuto nella casella di posta elettronica del destinatario”.

  2. Si dice che la Pec garantisce la prova legale della spedizione al pari della raccomandata. Ma, in realtà, non è corretto. La Pec offre ulteriori elementi di prova che la raccomandata non ha e che, pertanto, la rendono preferibile a quest’ultima. La Pec, infatti, consente di dimostrare non solo il giorno di spedizione e di consegna, ma anche l’esatta ora e il minuto in cui ciò è avvenuto. In più la ricevuta della Pec contiene anche il testo del messaggio in essa contenuto (cosa che con la raccomandata non avviene); sicché, il destinatario difficilmente potrà contestarlo, sostenendo magari che l’email aveva un tenore diverso da quello dedotto in giudizio dal mittente.

  3. Aggiungerei che la pec è uno strumento obbligatorio, oltre che per la Pubblica Amministrazione e per le Aziende private, anche per professionisti iscritti ad un Albo (Decreto Legge 179/2012 convertito nella Legge 221/2012 che si affianca alle indicazioni contenute nella Legge 2/2009).

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