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Morso del cane del vicino: come agire

28 Febbraio 2020 | Autore: Marina Moretti
Morso del cane del vicino: come agire

Subire un’aggressione da parte di un cane: responsabilità civile e penale del padrone dell’animale.

Stavi passeggiando nel cortile del tuo condominio, quando ad un certo punto sei stato morso da un cane. Spaventato, hai chiesto aiuto perché l’animale ti ha provocato delle lesioni profonde alla gamba e non riesci a camminare. Qualcuno ha chiamato l’ambulanza e sei stato subito trasportato al pronto soccorso dove i medici ti hanno medicato la ferita e ti hanno dato 30 giorni di prognosi.

Dopo qualche giorno, hai scoperto che il cane in questione appartiene al tuo vicino di casa. Ovviamente, intendi chiedere il risarcimento per tutti i danni subiti. Ti rechi quindi dal tuo avvocato di fiducia per avere una consulenza in merito.

In particolare, sei interessato a capire in caso di morso del cane del vicino: come agire? Te lo spiego in questo articolo.

Morso del cane del vicino: il padrone è responsabile?

Se hai ricevuto un morso da un cane, il proprietario (o il detentore) dell’animale è responsabile per i danni e le lesioni provocate dal punto di vista penale e civile. E questo vale sia nel caso in cui il cane fosse sotto la sua custodia (ad esempio, al guinzaglio) sia che fosse smarrito o fuggito chissà dove. Il padrone, infatti, ha il preciso obbligo di controllare e di custodire l’animale adottando tutte le cautele necessarie per evitare e prevenire possibili aggressioni e, quindi, che il cane possa rappresentare un pericolo per gli altri. Il che significa, ad esempio, usare sempre il guinzaglio quando si porta il cane a spasso (per impedire che si avvicini a qualche passante) oppure usare la museruola se l’animale è particolarmente aggressivo.

L’unico modo per il proprietario di svincolarsi da ogni responsabilità è provare che il fatto, e quindi l’aggressione, è avvenuto esclusivamente per caso fortuito, cioè per una circostanza imprevedibile, eccezionale ed inevitabile.

Ma andiamo con ordine ed esaminiamo le due tipologie di responsabilità.

Morso del cane del vicino: responsabilità penale

Il soggetto che ha la custodia del cane (proprietario o meno) risponde sempre degli eventi dannosi o pericolosi cagionati a terzi:

  • a titolo di dolo: solo se ha aizzato il cane oppure lo ha indotto volontariamente a mordere una persona;
  • a titolo di colpa, cioè per violazione dei dovere di diligenza nel controllo dell’animale.

Quindi, qualora tu sia stato morso da un cane potrai presentare una querela ai carabinieri, alla polizia o direttamente alla Procura della Repubblica. Nella querela dovrai raccontare l’episodio di cui sei stato vittima e chiedere di perseguire il responsabile, vale a dire il proprietario dell’animale, per il reato di lesioni personali colpose.

Se a seguito della querela si instaura un processo penale, allora dovrai costituirti parte civile per ottenere il risarcimento del danno. Inoltre, l’eventuale azione civile già intrapresa, rimarrà sospesa fino alla conclusione del processo penale, e quindi fino alla sentenza con cui il giudice penale potrebbe liquidarti una “provvisionale”, cioè solo una parte della somma totale in attesa della quantificazione definitiva che avverrà in sede civile.

Nel caso in cui il proprietario del cane venga condannato, rischia la reclusione fino a 3 mesi e una multa fino ad un massimo di 390 euro.

Morso del cane del vicino: responsabilità civile

Il padrone del cane è responsabile civilmente dei danni – fisici e morali – provocati dall’animale. Quindi, se un cane ti ha morso dovrai provare la relazione tra l’aggressione del cane e la lesione subita. In buona sostanza, si tratta di dimostrare che la tua ferita, ad esempio alla gamba, sia stata causata esclusivamente dal morso inferto dall’animale.

Dal canto suo, il proprietario del cane dovrà dimostrare, invece, che il fatto è accaduto per una circostanza fortuita, vale a dire imprevedibile, eccezionale ed inevitabile. Si pensi, ad esempio, al passante che pesta la coda del cane con la bicicletta, Non rientra nel caso fortuito, invece, la condotta del cane che azzanni una persona che si trovava ferma sul marciapiede. Il fatto che l’animale abbia agito senza una ragione non esime da responsabilità il proprietario, il quale è sempre tenuto a vigilare sull’animale.

Qualora, invece, sia stata la vittima a stuzzicare il cane e determinare la reazione violenta dell’animale, allora, in tal caso, il proprietario non avrà alcuna colpa e non sarà tenuto al risarcimento del danno. Si pensi, ad esempio, ad un recinto con all’interno dei cani.

Nonostante sia vietato l’accesso e ci sia comunque l’avviso di pericolo, la persona si introduce ugualmente subendo poi l’aggressione di un animale. In questa ipotesi, il caso fortuito è il comportamento negligente e irresponsabile della vittima.

Morso del cane del vicino: come agire?

Ed eccoci giunti all’aspetto pratico della questione. Come agire? Ti è chiaro che il padrone del cane ha una responsabilità sia penale che civile. Vediamo, però, cosa devi fare nel caso in cui tu sia stato morso dal cane e questi ti abbia causato delle ferite.

Innanzitutto, devi chiedere al padrone (o detentore del cane) le sue generalità: nome, cognome, data e luogo di nascita e indirizzo di residenza. Se il padrone del cane si dovesse mostrare poco collaborativo è utile chiedere l’intervento dei vigili urbani oppure dei carabinieri. Se ci sono dei testimoni che hanno assistito all’aggressione, allora è importante annotare anche le loro generalità in modo da citarli in un eventuale processo.

Fatto ciò, dovrai recarti immediatamente al pronto soccorso per farti visitare, medicare ed ottenere un certificato che riporti le lesioni e i giorni di prognosi. Attenzione: il certificato del pronto soccorso, e tutti gli altri certificati che ti verrano rilasciati, dovranno essere conservati perché serviranno per la quantificazione del danno subito.

Pertanto, se hai ricevuto un morso dal cane del tuo vicino puoi agire:

  • penalmente: presentando una querela entro 3 mesi dal fatto contro il padrone dell’animale per il reato di lesioni personali colpose. In buona sostanza, dichiari di essere stato aggredito dall’animale a causa del comportamento negligente del padrone che non ha vigilato sul cane e lo ha lasciato incustodito. In un eventuale processo penale, dovrai costituirti parte civile se hai intenzione di ottenere un risarcimento del danno;
  • civilmente: in tal caso, dovrai intentare una causa civile contro il padrone del cane per ottenere il risarcimento del danno patrimoniale e non patrimoniale.

Puoi agire indifferentemente in un modo o nell’altro o anche consecutivamente (il processo civile, però, verrà sospeso in attesa dell’esito del giudizio penale).

Se non c’è accordo tra le parti in merito all’ammontare del danno, il giudice nominerà un perito per valutare se a seguito dell’aggressione tu abbia riportato:

  • una inabilità temporanea: intesa come giorni di malattia che ti hanno costretto a restare a casa, incapace di svolgere le tue attività quotidiane. Ad esempio, una persona che dopo aver subito il morso di un cane alla gamba non riesce a camminare per un mese;
  • una inabilità permanente: cioè l’invalidità che durerà per l’intera vita del soggetto danneggiato.

In assenza di una specifica previsione normativa, per la quantificazione del danno vengono prese in considerazione le tabelle previste per gli incidenti stradali, infortuni sul lavoro ecc. elaborate, in particolare, dal tribunale di Milano.

Dunque, per stabilire a quanto ammonta il risarcimento del danno da morso di un cane bisogna consultare la tabella e individuare, con precisione, quale tipo di lesione è stata riportata e gli eventuali postumi della vittima per poi tradurre i numeri ottenuti in una percentuale di invalidità. Ne consegue, dunque, che il risarcimento varia a seconda della gravità delle lesioni subite.

Ad esempio, nel caso in cui tu abbia riportato lesioni lievi e guaribili in poco tempo, il risarcimento che ti spetterà sarà una cifra simbolica; nel caso, invece, di postumi invalidanti o traumi emotivi la somma che verrà risarcita sarà più cospicua. Tuttavia, dipende molto anche dall’età della vittima.

Facciamo un esempio: supponiamo che un cane abbia morso un giovane di 25 anni, a cui siano stati riscontrati ben 4 punti di percentuale di invalidità. In tal caso, la vittima avrà diritto a 6.353,57 euro di risarcimento. A cui si aggiungeranno ovviamente i danni patrimoniali, cioè tutte le spese sostenute per le cure, le medicine, per i giorni di lavoro non retribuiti ecc..

Se la vittima è un anziano di 70 anni, con 5 punti di invalidità, ha diritto a un risarcimento più ristretto pari a 6.050,60 euro in considerazione anche dell’età avanzata.

Il danno patrimoniale comprende:

  • danno emergente, ovvero la perdita economica e le spese sostenute (ad esempio spese mediche);
  • danno da lucro cessante, cioè la perdita del guadagno derivante dall’invalidità (in sostanza, i giorni di lavoro non retribuiti).

Dal giorno in cui si è verificato il fatto, hai 5 anni di tempo per esercitare l’azione risarcitoria e ottenere quanto ti spetta.

Infine, tieni presente che la richiesta di risarcimento per danni provocati dal morso di un cane è ammessa sia nel caso in cui il cane abbia un microchip, quindi un proprietario certo, sia nel caso in cui si tratti di un cane randagio. In quest’ultima ipotesi, dovrai inoltrare la richiesta di risarcimento al Comune del luogo in cui si è verificata l’aggressione.

Il Comune, infatti, è responsabile insieme all’Asl del controllo del territorio locale volto ad evitare e prevenire i danni provocati da cani randagi. Per questo motivo, mentre al Comune spetta la costruzione, la sistemazione e la gestione dei canili; le Asl hanno il compito di gestire il servizio di accalappiamento dei cani vaganti, trasferendoli presso i canili pubblici.

Morso del cane del vicino: concorso di colpa?

Se il morso del cane è stato provocato dall’imprudenza della vittima, in tal caso, potrebbe configurarsi al massimo un concorso di colpa con il proprietario ma non vale ad escluderne la responsabilità. Si pensi, ad esempio, al caso in cui la vittima abbia minacciato il cane con un bastone e questi poi lo abbia aggredito.



Di Marina Moretti


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