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Quanto guadagna un notaio

28 Febbraio 2020 | Autore:
Quanto guadagna un notaio

Il notaio rappresenta il sogno lavorativo di tanti giovani, attirati dal prestigio che ne può derivare e dalle possibilità di notevoli guadagni.

Nell’immaginario collettivo, la professione del notaio è stata sempre associata a guadagni ragguardevoli, tali da consentire un tenore di vita assai elevato. Nonostante la crisi economica che nel decennio 2005/2015 ha colpito il nostro Paese e che ha inciso pure sugli introiti dei notai, la categoria di questi professionisti rientra tutt’ora tra quelle che percepiscono stipendi più alti. Viene, quindi, spontaneo chiedersi: Quanto guadagna un notaio? Facendo una stima approssimativa è possibile affermare che i notai possono arrivare a percepire fino a 200.000 euro annui. Molto dipende dalla combinazione di diversi fattori quali il numero dei clienti, la mole di lavoro e degli atti che riescono a stipulare ed anche l’ubicazione dello studio.

L’iter per accedere alla professione è lungo e complesso. Questo è un motivo che, a volte, funge da deterrente per molti giovani laureati, i quali decidono di non intraprenderne la strada. Tuttavia, per quelli che con tenacia e determinazione perseguono l’obiettivo di diventare notaio, le prospettive lavorative e di guadagno di certo non mancano.

Come e quando nasce la professione del notaio

Quella del notaio è una professione antichissima. Pare che tale figura si sia affermata in Italia negli ultimi anni dell’impero romano sebbene fosse già nota all’epoca di Roma capitale. Inizialmente, i romani chiamavano notai, gli schiavi con mansioni di scrivano, quelli cioè, ai quali veniva assegnato il compito di annotare appunti veloci per conto dei propri padroni.

Nel Medioevo, invece, la figura del notaio subiva una cambiamento. Infatti, sembra che all’epoca non solo il notaio fosse un segretario intimo dell’imperatore ma avesse anche il compito di governare sullo province a lui assegnate.

Venivano, perciò, distinti due tipi di notaio:

  • quello rivestito di funzione pubblica, detto libripens;
  • quello specializzato nella redazione di scritture private, denominato tabellio.

Durante il regno di Carlo Magno e, successivamente, durante la costituzione dei Comuni e alla fine del Medioevo, il notaio diventava sempre più importante in quanto gli veniva assegnato il compito di garantire la certezza dei rapporti giuridici.

Verso la fine del ‘700, la sua figura assumeva le “sembianze” attuali cioè il notaio diventava un pubblico ufficiale e questa professione veniva riconosciuta e tutelata in molti Paesi del mondo.

Attualmente, la sua figura è riconosciuta in circa 87 Stati, in prevalenza latini. Notai si trovano in America Latina, in Centro America, in parte dell’Africa occidentale, nell’Europa dell’ovest (Portogallo, Spagna, Francia, Germania, ecc…) e dell’Est (Albania, Croazia, Romania, e così via), oltre che in Russia, Cina e Giappone.

Invece, nei Paesi di cultura anglosassone dove questa professione non è riconosciuta, i compiti propri del notaio vengono affidati agli avvocati che redigono, ad esempio, gli atti per la compravendita di un immobile.

Come si diventa notaio

La procedura per diventare notaio inizia con la partecipazione ad un concorso pubblico, bandito dal ministero della Giustizia.

Per potere prendervi parte, il candidato deve presentare determinati requisiti.

Più precisamente, deve:

  • essere in possesso della laurea in giurisprudenza, conseguita in Italia o presso un’università straniera riconosciuta;
  • avere la cittadinanza italiana o in uno dei 28 Paesi facenti parte dell’Unione Europea;
  • avere svolto un tirocinio di 18 mesi presso uno studio notarile. Tale tirocinio può essere intrapreso anche durante l’ultimo anno di università anticipando il periodo di sei mesi. Tuttavia, per conteggiare il periodo, è necessario iscriversi nel registro dei praticanti tenuto presso il Consiglio notarile distrettuale. Ogni due mesi, il praticante deve consegnare al Consiglio distrettuale un certificato redatto dal proprio notaio che attesta l’effettiva partecipazione al tirocinio. Anche i funzionari dell’ordine giudiziario e gli avvocati possono partecipare al concorso per notaio. In tal caso il periodo di pratica è ridotto a 8 mesi. In alternativa alla pratica presso un notaio l’aspirante può iscriversi in una delle scuole notarili presenti sul territorio nazionale.

Al concorso notarile si può partecipare per un massimo di cinque volte con un limite di età pari a 50 anni.

Come si svolge il concorso per notaio

Il concorso si svolge annualmente a Roma e vi possono partecipare coloro che hanno terminato la pratica notarile entro i 45 giorni successivi alla pubblicazione del bando.

Ogni candidato ha a disposizione 3 tentativi di consegna, esauriti i quali non può più concorrere.

Il concorso prevede una prova scritta ed una prova orale, che si svolgono davanti ad una commissione composta da:

  • un magistrato di Cassazione, con funzioni direttive superiori, che la presiede;
  • un magistrato idoneo alla nomina in Cassazione, con funzioni di vice presidente;
  • 7 magistrati con qualifica di magistrato di appello;
  • 6 professori universitari, ordinari o associati, che insegnano materie giuridiche;
  • 9 notai, anche se cessati dall’esercizio, che hanno almeno 10 anni di anzianità nella professione.

La prova scritta, che si articola in tre prove teorico-pratiche, prevede la redazione di un atto di ultima volontà, ovvero di un testamento e di due atti tra vivi, di diritto civile e commerciale.

La prova orale verte in materia di diritto civile, diritto commerciale e volontaria giurisdizione, disposizioni sull’ordinamento del notariato e degli archivi notarili e disposizioni concernenti le imposte indirette.

Alla fine del concorso, il ministero della Giustizia redige una graduatoria nazionale in base al punteggio conseguito da ogni partecipante.

I vincitori possono scegliere la sede nell’ordine di chiamata in graduatoria. A tal proposito, è opportuno evidenziare che il numero dei notai presenti sul territorio italiano è fisso e viene stabilito dal Ministero della Giustizia in modo da assicurare la copertura totale. Pertanto, le sedi messe a concorso variano annualmente in base all’effettiva disponibilità dei posti.

Il Direttore generale della Giustizia civile del ministero assegna la sede e nomina i nuovi notai con apposito decreto, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale.

Nei tre mesi successivi alla pubblicazione della graduatoria, il notaio deve avviare il proprio studio e cominciare l’attività. Quindi, deve prestare giuramento presso il tribunale della sede assegnata ed iscriversi al ruolo del distretto notarile al quale appartiene.

Di cosa si occupa un notaio

La professione del notaio comporta grandi responsabilità e pertanto, richiede un’elevata preparazione giuridica.

Il notaio opera come pubblico ufficiale e libero professionista specializzato, rigorosamente selezionato e costantemente vigilato dalla Pubblica Amministrazione (ministero della Giustizia e Agenzia delle Entrate), rispondendo personalmente del proprio operato.

Gli atti dallo stesso stipulati sono dotati di efficacia legale (pubblica fede) tanto che qualora dovesse insorgere una controversia anche il giudice è tenuto a considerarli autentici fino a prova contraria e la denuncia di falso comporta l’instaurazione di uno specifico procedimento.

Esempi di atti per la cui redazione è necessaria la presenza di un notaio sono:

  • le compravendite di immobili;
  • le donazioni di denaro;
  • i testamenti.

Il notaio si occupa anche della registrazione di tali atti e funge da responsabile d’imposta, cioè riscuote le imposte di registro, catastali ed ipotecarie e le versa al Fisco in nome e per conto del contribuente.

Quando un notaio firma un atto, ne diviene il responsabile da un punto di vista civile. Dunque, garantisce che lo stesso non viola alcuna norma e non lede gli interessi di coloro che hanno richiesto il suo intervento. Inoltre, il notaio può avere una responsabilità penale, qualora commette un reato nello svolgimento delle sue funzioni e una responsabilità disciplinare, se viola uno o più doveri del codice deontologico.

L’intervento del notaio può essere richiesto anche in altre circostanze, ad esempio per una semplice consulenza oppure per la redazione di atti privati, i quali, però, non richiedono la sua firma. In questi casi, il notaio diventa un vero esperto del quale i clienti sanno di potersi fidare per via della sua professionalità.

Quanto guadagna un notaio?

Rispondere a questa domanda non è molto semplice perché essendo quella del notaio, una libera professione, il reddito cambia in relazione a diversi fattori.

Gli elementi che possono influire sui suoi guadagni sono:

  • l’andamento dei mercati, quindi, la mole di lavoro che spetta al notaio. Si prenda ad esempio un periodo di crisi economica durante il quale le vendite immobiliari subiscono un calo. In tal caso anche i guadagni dei notaio diminuiscono perché a un ridotto numero di vendite corrispondono meno atti da stipulare e, dunque, meno entrate per il professionista;
  • il numero dei clienti dello studio notarile. E’ ovvio che maggiore è la fama del professionista in termini di affidabilità e serietà, maggiore sarà il numero di persone che decideranno di rivolgersi ad un determinato notaio piuttosto che ad un altro;
  • l’ubicazione dello studio: ad esempio città come Roma o Milano permettono alti guadagni e anche un flusso maggiore di clienti. In generale è possibile affermare che un notaio lavora di più in una grande città, dove ci sono più vendite immobiliari e aperture di società, che in un piccolo paese. A tal proposito va precisato che sono vietate le pubblicità promozionali degli studi notarili, a prescindere dal canale di comunicazione scelto dal professionista.

Fatte queste dovute premesse è comunque possibile provare a stabilire un importo medio. Secondo delle recenti stime un notaio può arrivare a guadagnare tra i 60.000 e i 200.000 euro lordi all’anno.

Il suo stipendio medio mensile, quindi, va dai 5.000 euro ai 20.000 euro lordi, in alcuni casi anche ai 30.000 euro.

Quali sono le tariffe e gli onorari di un notaio

Sul guadagno di un notaio influiscono le tariffe e gli onorari, che sono determinati in base al valore del bene oggetto dell’atto. Esistono delle tariffe notarili che il notaio utilizza per calcolare il proprio onorario. Tali tariffe prevedono una soglia minima stabilita a livello nazionale dall’ordine di appartenenza.

L’onorario viene calcolato in percentuale ed il coefficiente aumenta all’aumentare del valore del bene oggetto dell’atto. Il notaio, quindi, parte dal minimo legale e poi, applica delle maggiorazioni o riduzioni in base alla complessità del caso.



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1 Commento

  1. L’articolo da un’informazione scorretta laddove dice:
    “Ogni candidato ha a disposizione 3 tentativi di consegna, esauriti i quali non può più concorrere”, in realtà ogni candidato può consegnare 5 volte.
    Inoltre il concorso notarile non avviene sempre ogni anno, non esiste una regola in tal senso.

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