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Professionisti e iscrizione alla gestione separata Inps: ultime sentenze

7 Febbraio 2020
Professionisti e iscrizione alla gestione separata Inps: ultime sentenze

Avvocati, commercialisti e ingegneri: iscrizione gestione separata presso INPS in caso di mancata iscrizione alla Cassa professionale di previdenza.  

Obbligo di iscrizione alla Gestione Separata per gli avvocati non iscritti obbligatoriamente alla Cassa Forense che hanno versato solo un contributo integrativo

Sussiste l’obbligo di iscrizione alla Gestione Separata presso l’Inps per gli avvocati non iscritti obbligatoriamente alla Cassa di previdenza forense alla quale hanno versato esclusivamente un contributo integrativo in quanto iscritti agli albi, cui non consegue la costituzione di alcuna posizione previdenziale a loro beneficio; l’obbligo di cui alla L. n. 335 del 1995, art. 2, comma 26, di iscrizione alla Gestione Separata è, infatti, rivolto a chiunque percepisca un reddito derivante dalli esercizio abituale (anche se non esclusivo) di un’attività professionale per la quale è prevista l’iscrizione ad un albo o ad un elenco, anche se il medesimo soggetto svolge altre diverse attività, per cui risulta già iscritto ad altra gestione; tale obbligo viene meno solo se il reddito prodotto dall’attività professionale predetta è già integralmente oggetto di obbligo assicurativo gestito dalla cassa di riferimento.

Cassazione civile sez. VI, 17/01/2020, n.1000

Avvocato non iscritto a Cassa Forense e obbligo di iscrizione alla Gestione Separata presso l’INPS

Gli avvocati iscritti ad altre forme di previdenza obbligatorie che, svolgendo attività libero professionale priva del carattere dell’abitualità, non hanno – secondo la disciplina vigente ratione temporis, antecedente l’introduzione dell’automatismo della iscrizione – l’obbligo di iscrizione alla Cassa Forense, alla quale versano esclusivamente un contributo integrativo di carattere solidaristico in quanto iscritti all’albo professionale, cui non segue la costituzione di alcuna posizione previdenziale a loro beneficio, sono tenuti comunque ad iscriversi alla gestione separata presso l’INPS, in virtù del principio di universalizzazione della copertura assicurativa, cui è funzionale la disposizione di cui alla l n. 335 del 1995, art. 2, comma 26, secondo cui l’unico versamento contributivo rilevante ai fini dell’esclusione di detto obbligo di iscrizione è quello suscettibile di costituire in capo al lavoratore autonomo una correlata prestazione previdenziale ; detto principio va esteso anche al caso che viene qui in rilievo dell’avvocato non iscritto alla Cassa Forense alla quale versa il contributo integrativo obbligatorio previsto dal Regolamento della Cassa per il solo fatto di essere iscritto all’Albo Forense.

Cassazione civile sez. VI, 10/01/2020, n.317

L’avvocato iscritto alla cassa di previdenza forense non è tenuto ad iscriversi alla gestione separata INPS

Con specifico riferimento alle attività per lo svolgimento delle quali sia presupposto necessario quello dell’iscrizione all’albo professionale ed in relazione alle quali sussista un ente previdenziale di categoria, istituito ai sensi del d.lgs. n. 509 del 1994 o ai sensi del d.lgs. n. 103 del 1996, non è dovuto alcun contributo alla Gestione Separata di cui all’art. 2 comma 26 della l. n. 335 del 1995, essendo, in relazione a tali attività, dovuta la contribuzione soggettiva e/o integrativa all’ente previdenziale di categoria libero professionale.

Tribunale Perugia sez. lav., 06/11/2019, n.261

Gli avvocati iscritti ad altre forme di previdenza che non hanno l’obbligo di iscrizione alla Cassa Forense devono comunque iscriversi alla gestione separata INPS

Gli avvocati iscritti ad altre forme di previdenza obbligatorie che, svolgendo attività libero professionale priva del carattere dell’abitualità, non hanno – secondo la disciplina vigente “ratione temporis”, antecedente l’introduzione dell’automatismo della iscrizione – l’obbligo di iscrizione alla Cassa Forense, alla quale versano esclusivamente un contributo integrativo di carattere solidaristico in quanto iscritti all’albo professionale, cui non segue la costituzione di alcuna posizione previdenziale a loro beneficio, sono tenuti comunque ad iscriversi alla gestione separata presso l’INPS, in virtù del principio di universalizzazione della copertura assicurativa, cui è funzionale la disposizione di cui all’art. 2, comma 26, della l. n. 335 del 1995, secondo cui l’unico versamento contributivo rilevante ai fini dell’esclusione di detto obbligo di iscrizione è quello suscettibile di costituire in capo al lavoratore autonomo una correlata prestazione previdenziale.

Corte appello Roma sez. lav., 14/10/2019, n.3441

Commercialisti e obbligo di iscrizione alla gestione separata di cui all’art. 2, comma 26, della l. n. 335 del 1995 

I dottori commercialisti iscritti ad altre forme di previdenza obbligatorie i quali, non avendo raggiunto la soglia reddituale che rende obbligatoria l’iscrizione alla Cassa del dottori commercialisti, alla stessa versino esclusivamente un contributo integrativo di carattere solidaristico, in quanto iscritti all’albo professionale, cui non segue la costituzione di alcuna posizione previdenziale a loro beneficio, sono tenuti comunque a iscriversi alla gestione separata presso l’Inps, in virtù del principio di universalizzazione della copertura assicurativa, cui è funzionale la disposizione di cui all’art. 2, comma 26, della l. n. 335 del 1995, secondo cui l’unico versamento contributivo rilevante ai fini dell’esclusione di detto obbligo di iscrizione è quello suscettibile di costituire in capo al lavoratore autonomo una correlata prestazione previdenziale.

Corte di cassazione, sezione Lavoro, sentenza 14 dicembre 2018 n. 32508 

Il libero professionista iscritto alla cassa di previdenza categoriale (nella specie, dottori commercialisti) ha diritto alla ricongiunzione ex l. n. 45 del 1990 presso la cassa categoriale dei contributi versati alla gestione separata Inps.

Cassazione civile sez. lav., 15/10/2019, n.26039

Ingegneri e architetti e obbligo di iscrizione alla gestione separata 

Gli ingegneri e gli architetti iscritti ad altre forme di previdenza obbligatorie, per i quali è preclusa l’iscrizione all’INARCASSA, alla quale versano esclusivamente un contributo integrativo di carattere solidaristico in quanto iscritti agli albi, cui non segue la costituzione di alcuna posizione previdenziale a loro beneficio, sono tenuti comunque a iscriversi alla gestione separata presso l’INPS, in virtù del principio di universalizzazione della copertura assicurativa, cui è funzionale la disposizione di cui all’art. 2, comma 26, della l. n. 335 del 1995, secondo la quale l’unico versamento contributivo rilevante ai fini dell’esclusione di detto obbligo di iscrizione è quello suscettibile di costituire in capo al lavoratore autonomo una correlata prestazione previdenziale.

Corte di cassazione, sezione Lavoro, sentenza 12 dicembre 2018 n. 32166 

La contribuzione integrativa dovuta ad INARCASSA in ragione della mera iscrizione all’albo, che ha solo una funzione solidaristica, ma non attribuisce al lavoratore una copertura assicurativa per gli eventi della vecchiaia, dell’invalidità e della morte in favore dei superstiti, non osta all’obbligo di iscrizione alla gestione separata presso l’INPS.

Corte appello Catania sez. lav., 15/01/2020, n.10

Gli ingegneri iscritti all’Inarcassa devono comunque iscriversi alla gestione separata INPS

La contribuzione integrativa dovuta ad INARCASSA in ragione della mera iscrizione all’albo, che ha solo una funzione solidaristica, ma non attribuisce al lavoratore una copertura assicurativa per gli eventi della vecchiaia, dell’invalidità e della morte in favore dei superstiti, non osta all’obbligo di iscrizione alla gestione separata presso l’INPS.

Corte appello Catania sez. lav., 07/11/2019, n.1112

Attività professionale svolta senza iscrizione alla Cassa previdenziale di categoria e obbligo di iscrizione alla Gestione Separata INPS 

L’unica forma di contribuzione obbligatoriamente versata che può inibire la forza espansiva della norma di chiusura contenuta nell’art. 2, comma 26, della legge n. 335/1995, come chiarita dall’art. 18, comma 12 del d.l. n. 98/2011, non può che essere quella correlata a un obbligo di iscrizione a una gestione di categoria, in applicazione del divieto di duplicazione delle coperture assicurative incidenti sulla medesima attività professionale. Per tale motivo devono iscriversi alla Gestione Separata i professionisti che svolgendo attività per la quale è prevista l’iscrizione al relativo albo professionale, non risultano tuttavia iscritti alla relativa Cassa previdenziale di categoria, anche quando siano tenuti al versamento della contribuzione integrativa in base al reddito percepito.

Corte di cassazione, sezione Lavoro, sentenza 12 dicembre 2018 n. 32167

Decorrenza del termine di prescrizione dei contributi dovuti dal professionista per l’iscrizione alla gestione separata

In tema di contributi a percentuale con riferimento ai quali il fatto costitutivo dell’obbligazione contributiva è costituito dall’avvenuta produzione, da parte del lavoratore autonomo, di un determinato reddito la decorrenza del termine di prescrizione dipende dall’ulteriore momento in cui la corrispondente contribuzione è dovuta e quindi dal momento in cui scadono il termini di pagamento di essa e non dal più avanzato termine di presentazione della dichiarazione dei redditi che, quale dichiarazione di scienza, non costituisce presupposto del credito contributivo e semmai, quale atto giuridico successivo alla esigibilità del credito, può determinare l’effetto interruttivo della prescrizione se ed in quanto dalla medesima consti la ricognizione dell’esistenza del credito contributivo.

Corte appello Roma sez. V, 28/11/2019, n.4063

Iscrizione alla gestione separata INPS: soggetti obbligati

Dall’esame delle norme di cui al comma 25 dell’art. 2 della l. n. 335 del 1995 e delle conformi norme di cui all’art. 3 del d.lgs. n. 103 del 1996, appare assolutamente chiara la volontà del Legislatore di distinguere le attività autonome dei professionisti iscritti ad albi o elenchi previste e disciplinate, sotto il complessivo profilo previdenziale, dal comma 25 e dalle norme della previdenza di categoria degli ordinamenti degli enti istituiti ai sensi dei d.lgs. n. 509/94 e d.lgs. n. 103 del 1996 (e dalla Gestione Separata di cui al comma 26, solo in difetto di costituzione di un autonomo ente previdenziale esponenziale) dalle altre attività autonome (per il cui esercizio non sia condizione necessaria quella dell’iscrizione ad apposito albo o elenco)di cui al successivo comma 26 dell’art. 2 della l. n. 335 del 1995 soggette, in mancanza di diversa copertura previdenziale, alla tutela ed alla contribuzione presso la Gestione Separata Inps. E’, dunque, evidente che l’intenzione del Legislatore era proprio quella di escludere l’operatività della Gestione Separata Inps con riferimento a tutte le attività riservate per le quali fosse condizione necessaria quella dell’iscrizione ad appositi albi ed elenchi. E’, altresì, evidente che il Legislatore intendeva escludere dall’ambito dell’assicurazione della Gestione Separata le attività riservate in quanto tali (salva l’ipotesi in cui non fosse stato costituito l’ente previdenziale di categoria ai sensi dell’articolo 3, comma 1, lettera d), del decreto legislativo 10 febbraio 1996, n. 103) non emergendo, invece, in alcun modo, la volontà di limitare tale esclusione alle ipotesi in cui, in relazione a dette attività riservate, i professionisti fossero tenuti al versamento del contributo soggettivo. Tale intenzione si è perfettamente tradotta nel testo dell’art. 18. comma 12 laddove è stata prevista, in primo luogo e senza condizioni, l’esclusione, dall’ambito assicurativo della Gestione Separata, di tutte attività il cui esercizio “sia subordinato all’iscrizione ad appositi albi professionali” ed è perfettamente coerente con l’introduzione delle due norme di salvaguardia di cui s’è già trattato e di cui alla parte finale del comma 12 dell’art. 18 del d.l. n. 98/11.

Tribunale Perugia sez. lav., 09/10/2019, n.236

I liberi professionisti iscritti ad albi sono assoggettati a tutela previdenziale a mezzo di forme autonome di previdenza obbligatoria; solo nel caso in cui non sia possibile costituire tali forme autonome di previdenza, i soggetti interessati devono ritenersi obbligati all’iscrizione alla gestione separata INPS.

Tribunale Cassino sez. lav., 07/10/2019



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