HOME Articoli

Lo sai che? La mediazione punisce con sanzioni chi non si presenta all’incontro

Lo sai che? Pubblicato il 17 settembre 2013

Articolo di




> Lo sai che? Pubblicato il 17 settembre 2013

La nuova mediazione civile torna in campo: scattano le sanzioni per chi non si presenta all’incontro, ma se l’accordo fallisce nessuno paga le spese.

Da sabato 21 settembre la mediazione torna ad essere obbligatoria: dal condominio all’eredità sarà necessario tentare un’intesa prima di poter iniziare un processo.

Le materie sono le stesse già previste prima della bocciatura da parte della Corte Costituzionale, con la sola – ma rilevante – esclusione del risarcimento dei danni da sinistri stradali.

Attenzione: chi viene convocato dal mediatore potrebbe non sapere che, se non si presenta, rischia di pagare il contributo unificato e offrire al giudice elementi di prova. Pertanto è molto importante leggere il presente articolo per farsi una idea di ciò cui si va incontro.

La più importante novità è appunto la previsione di una sanzione per chi non si presenta all’incontro con il mediatore: una “multa” pari al contributo unificato, che potrebbe aumentare il tasso di partecipazione alla mediazione e, in prospettiva, gli accordi raggiunti.

Vediamo, più nel dettaglio, di cosa si tratta e come funziona il “castigo” per gli assenteisti.

In pratica, una volta arrivati al processo, il giudice verificherà se le parti hanno tentato la mediazione e, nell’ipotesi in cui verifichi che una di queste non ha partecipato all’incontro “senza giustificato motivo”, la condannerà a pagare una somma pari all’importo del contributo unificato. In più, il magistrato potrà “desumere argomenti di prova” dall’assenza.

Il contributo unificato, come tutti ormai sanno, varia in base al valore della causa. Per cui, tanto maggiore sarà il valore economico della contesa tra le parti, tanto elevata sarà la sanzione in caso di mancata partecipazione all’incontro (il che già pone, peraltro, dubbi di costituzionalità). Per esempio: per una causa di valore di 5 mila euro, il contributo unificato è di 85 euro, mentre per una causa di valore di 60 mila euro, il contributo è pari a 660 euro.

A mitigare il rigore di tale conseguenza, vi è una norma a favore delle parti: qualora già al primo incontro è assolutamente impossibile raggiungere un’intesa, i contendenti non dovranno pagare alcunché ai mediatori. Il che rende la mediazione una procedura a rischio quasi zero, cui conviene a quel punto partecipare quanto meno per evitare le sanzioni.

Da un lato, quindi, si punisce chi non partecipa. Dall’altro, si rende “indolore” il fallimento della trattativa. L’incrocio di queste due regole sembra fatto per invogliare le parti – quanto meno – a sedersi intorno al tavolo del mediatore. Aumentando così la percentuale di partecipazione dei contendenti, che finora è stata il tallone d’Achille della mediazione obbligatoria.

In verità c’é poi da considerare la parcella dell’avvocato (la cui partecipazione è stata resa obbligatoria): un costo in più a carico delle parti. Ma di fatto il legale è già presente in molte procedure, e sicuramente può offrire consulenza al cliente fin dalla fase di mediazione.

Il giustificato motivo per non partecipare

Resta da capire quando possa esserci un “giustificato motivo” per non partecipare.

Con le vecchie regole si faceva l’esempio classico del consumatore milanese convocato da una società lombarda davanti a un organismo siciliano, solo per rendergli la vita difficile. Ora, invece, gli organismi hanno una specifica competenza territoriale; pertanto questi escamotage sono vietati. E diventa più complicato trovare buone ragioni per ignorare una convocazione.


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:
Informativa sulla privacy

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI