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Restituzione indennità disoccupazione: ultime sentenze

5 Marzo 2020
Restituzione indennità disoccupazione: ultime sentenze

Leggi le ultime sentenze su: diritto di proprietà; assicurazione per la disoccupazione; ‘indennità di licenziamento somministrata per errore.

Restituzione dell’indennità di disoccupazione somministrata 

È una violazione del diritto di proprietà garantito dall’articolo 1 del Protocollo n. 1 alla Convenzione europea dei diritti dell’Uomo, la decisione dello Stato di chiedere al licenziato la restituzione della corresponsione dell’indennità di licenziamento somministrata per errore.

Nell’applicare le misure necessarie a correggere i propri errori, lo Stato deve effettuare un giusto bilanciamento e tener conto della buona fede del destinatario delle indennità, senza imporre un onere sproporzionato sul ricorrente.

Corte europea diritti dell’uomo sez. I, 26/04/2018, n.48921

I sussidi ed indennità di disoccupazione

L’art. 7 della legge 23 luglio 1991, n. 223, richiede, per il riconoscimento del diritto del lavoratore alla percezione dell’indennità di mobilità, non solo lo stato di sopravvenuta disoccupazione, ma anche l’iscrizione nelle liste di mobilità (di cui all’art. 4 della medesima legge), da cui derivano diritti e obblighi a carico dell’iscritto, che evidenziano la stretta connessione funzionale tra la percezione dell’indennità e la presenza del lavoratore sul territorio nazionale, soprattutto ai fini del controllo circa l’effettiva persistenza dello stato di disoccupazione.

(Nel caso di specie, la S.C. ha confermato la sentenza di merito che aveva accolto la domanda di restituzione avanzata dall’I.N.P.S. nei confronti di un lavoratore, il quale, durante il periodo di percezione dell’indennità di mobilità, era residente in Romania, richiamando anche il Regolamento U.E. del 14 giugno 1971, n. 1408, il cui art. 69 – pur inapplicabile alla fattispecie, non essendo la Romania, all’epoca dei fatti, ancora entrata a far parte dell’Unione Europea – consente il mantenimento delle prestazioni di disoccupazione per un periodo massimo di tre mesi, nei casi in cui il lavoratore si rechi in un diverso stato membro alla ricerca di una nuova occupazione, con ciò rendendo palese – con norma riprodotta nel Regolamento U.E. del 16 settembre 2009, n. 987 – che tale circostanza faccia venire meno il diritto alla prestazione, salvo che l’interessato non ritorni nello stato membro erogatore prima della scadenza di tale breve periodo).

Cassazione civile sez. lav., 24/07/2013, n.17936

Contratti a tempo determinato

Nel caso di successione di molteplici contratti a tempo determinato, non sussiste per il lavoratore l’onere di impugnazione nel termine di cui all’art. 6 l. 15 luglio 1966 n. 604, con la conseguenza che lo stesso può, in qualsiasi tempo, far valere l’illegittimità del termine, stante l’imprescrittibilità dell’azione di nullità, né la richiesta del lavoratore di restituzione del libretto di lavoro per ottenere l’indennità di disoccupazione per il periodo di interruzione dei rapporti può essere considerata come acquiescenza all’interruzione del rapporto.

Tribunale Milano, 04/08/2007

Restituzione del trattamento speciale di disoccupazione: diritto dell’Inps 

Ai fini del diritto dell’Inps alla restituzione del trattamento speciale di disoccupazione, se non è sufficiente l’accertamento giudiziale della illegittimità del licenziamento a far venire meno lo stato di disoccupazione, essendo anche necessario che il lavoratore abbia la possibilità di realizzare concretamente gli effetti di tale sentenza, quando però tale possibilità in concreto sussista, se essa non venga sfruttata, non possono farsi ricadere le conseguenze dell’inerzia del lavoratore sull’Inps, né possono invocarsi situazioni di impedimento alla reintegrazione che si siano successivamente verificate, con la conseguenza che il trattamento deve essere restituito.

Cassazione civile sez. lav., 20/04/2007, n.9418

Restituzione della somma all’Istituto previdenziale

L’indennità di disoccupazione non è detraibile in quanto con la dichiarazione d’illegittimità del licenziamento e il conseguente ripristino del rapporto per effetto della reintegrazione può e deve essere chiesta in restituzione dall’Istituto previdenziale, essendone venuti meno i presupposti per l’erogazione.

In caso contrario, il lavoratore sarebbe sottoposto a una duplice perdita, quella conseguente alla detrazione dell’importo dell’indennità dal risarcimento e quella costituita dalla restituzione della somma all’Istituto previdenziale.

Cassazione civile sez. lav., 29/08/2006, n.18687

Disoccupazione e collocamento in mobilità

L’indennità di mobilità, corrisposta ai lavoratori licenziati per riduzione di personale, non può essere detratta dalle somme al cui pagamento il datore di lavoro è stato condannato ai sensi della L. n. 300 del 1970, art. 18; ciò in quanto l’indennità medesima, una volta dichiarato inefficace il licenziamento e ripristinato il rapporto, potrà e dovrà essere richiesta in restituzione dall’Istituto previdenziale, essendone venuti meno i presupposti (disoccupazione e collocamento in mobilità, conseguenti al licenziamento).

Cassazione civile sez. lav., 10/08/2006, n.18137

Domanda di ripetizione dell’indebito

Nel caso di domanda di ripetizione dell’indebito proposta dall’Inps in relazione alle somme corrisposte a titolo indennità di disoccupazione, qualora risulti accertato che l’erogazione è avvenuta “sine titulo”, la ripetibilità delle somme non può essere esclusa ex art. 2033, c.c., per la buona fede dell’accipiens, in quanto questa norma riguarda, sotto il profilo soggettivo, soltanto la restituzione dei frutti e degli interessi, non essendo inoltre neppure applicabile alla succitata fattispecie l’art. 1, commi 260 ss., legge n. 662 del 1996, che concerne esclusivamente le prestazioni pensionistiche.

Cassazione civile sez. lav., 19/08/2003, n.12146

Irripetibilità delle somme indebitamente percepite

La disposizione dettata, in tema di irripetibilità delle somme indebitamente percepite, dall’art. 52, comma 2, l. 9 marzo 1989 n. 88, che ha natura di norma eccezionale ed è perciò insuscettibile di interpretazione analogica, concerne esclusivamente la materia delle pensioni e non già qualsiasi prestazione previdenziale.

(Nella specie, la S.C. ha ritenuto l’inapplicabilità della norma indicata nel caso di detrazione sulla pensione di reversibilità, a titolo di recupero, della indennità di disoccupazione indebitamente erogata al coniuge deceduto della pensionata)

Cassazione civile sez. lav., 07/03/2003, n.3488

Indennità previdenziali

Le indennità previdenziali (nella specie, indennità di disoccupazione) non possono essere detratte dalle somme cui il datore di lavoro è stato condannato ai sensi dell’art. 18 della l. n. 300 del 1970, in quanto le stesse, una volta dichiarato illegittimo il licenziamento e ripristinato il rapporto per effetto della reintegrazione, potranno e dovranno essere chieste in restituzione dall’Istituto previdenziale, essendone venuti meno i presupposti.

Cassazione civile sez. lav., 15/05/2000, n.6265

Riduzione di personale

L’indennità di mobilità, corrisposta ai lavoratori licenziati per riduzione di personale, non può essere detratta dalle somme al cui pagamento il datore di lavoro è stato condannato ai sensi dell’art. 18 della l. n. 300 del 1970, atteso che l’indennità medesima, una volta dichiarato inefficace il licenziamento e ripristinato il rapporto, potrà e dovrà essere richiesta in restituzione dall’Istituto previdenziale, essendone venuti meno i presupposti (disoccupazione e collocamento in mobilità, conseguenti al licenziamento).

Cassazione civile sez. lav., 22/06/1999, n.6357


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