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Cambio residenza per non pagare Imu: si versa il canone Rai?

9 Febbraio 2020
Cambio residenza per non pagare Imu: si versa il canone Rai?

Quando marito e moglie hanno residenza diversa possono evitare di pagare l’abbonamento tv e le tasse sulla casa?

Tua moglie è proprietaria di una casa. Il vostro commercialista vi ha detto che, per non pagare due volte l’Imu, ciascuno dei due dovrà trasferire la propria residenza nell’immobile di sua proprietà, dimodoché esso costituisca «prima casa» e possa beneficiare delle esenzioni fiscali. 

Con la residenza diversa, però, dovrete avere due differenti contratti della luce e, di conseguenza, pagherete entrambi il Canone Rai (non una sola volta come è stato sino ad ora). C’è un modo per uscire da questa situazione? 

Cerchiamo di fare il punto della situazione e di scoprire se, in caso di cambio di residenza per non pagare l’Imu, si versa il Canone Rai. 

Dobbiamo prima spiegare il funzionamento delle esenzioni Imu e poi quello dell’abbonamento tv. 

Come non pagare l’Imu

L’esenzione Imu spetta solo quando l’immobile costituisce l’abitazione principale del contribuente. Affinché sia tale, la casa deve essere:

  • sia luogo di residenza del contribuente e della sua famiglia;
  • sia dimora abituale del contribuente e della sua famiglia.

In altri termini, non basta semplicemente spostare la propria residenza all’interno dell’abitazione su cui si vuol godere dei benefici fiscali per non pagare l’Imu, ma bisogna anche materialmente viverci, ossia dormirci per gran parte dell’anno.

Quindi, il consiglio fornito dal commercialista, secondo il quale i coniugi con residenza diversa non sono tenuti a versare l’Imu è totalmente sbagliato. 

È vero, lo fanno in molti e il Comune dovrebbe azionare innumerevoli controlli se davvero volesse verificare che tutte le persone vivono all’indirizzo ove hanno dichiarato la residenza. Ma è anche vero che, di recente, sono state adottate delle soluzioni più efficaci rispetto al classico colpo di citofono dei vigili per verificare la presenza dei residenti all’interno dell’abitazione. Difatti, con una serie di sentenze, i giudici tributari hanno convalidato l’accertamento per omesso versamento dell’Imu sulla base delle letture delle bollette: i consumi delle utenze, infatti, offrono una convincente presunzione dell’uso che si fa dell’immobile. Una casa al mare, sfruttata solo durante la stagione estiva, registrerà consumi di luce inferiori, se non del tutto assenti, durante i mesi invernali. Lo stesso dicasi per il gas e per l’acqua. 

Dunque, chi davvero volesse non pagare l’Imu non deve limitarsi a spostare nell’abitazione in commento la propria residenza, ma deve anche viverci fisicamente. 

In caso di coniugi titolari di due immobili, l’esenzione Imu spetta quindi solo quando i due vivono separati, come può ad esempio succedere nel caso di distacco per motivi lavorativi o di una separazione di fatto.

Leggi anche Due coniugi possono avere residenze anagrafiche diverse?

Come non pagare il Canone Rai

Il Canone Rai viene addebitato sulla bolletta della luce relativa ai contratti sottoscritti solo per le abitazioni ove il contribuente ha fissato la propria residenza e sempre che si tratti di contratto ad uso domestico.

La normativa prevede un solo versamento per famiglia, a prescindere dal numero di apparecchi detenuti o di immobili posseduti. Quindi, una persona che già versa l’abbonamento tv sulla casa di residenza non deve poi pagarlo una seconda volta per la casa al mare di sua proprietà. 

Tant’è che la società della luce, prima di concludere il contratto di utenza, chiede al cliente se l’immobile costituisce o meno l’abitazione principale dello stesso, ossia il luogo di residenza. Solo in tal caso avviene l’addebito del Canone Rai sulle bollette. Invece, se l’immobile viene dichiarato come «seconda casa» l’addebito non viene effettuato.  

Ma cosa succede quando si tratta di coniugi proprietari di due immobili diversi? Anche in questo caso, la legge prevede un solo versamento del Canone Rai, a condizione però che i due risiedano nello stesso luogo. Se, invece, hanno residenze diverse devono versare entrambi l’abbonamento tv.

Puoi trovare maggiori informazioni su questo argomento nei seguenti articoli:

Coniugi con residenza diversa: si pagano Imu e Canone Rai?

Tirando le fila del discorso, quando marito e moglie sono proprietari di un immobile a testa si troveranno nella seguente condizione:

  • se hanno residenza comune nella stessa abitazione, l’altra non potrà essere considerata «abitazione principale» ed il relativo proprietario dovrà, quindi, versare su di essa l’Imu. Non è, però, tenuto a pagare il Canone Rai sulla bolletta perché basta il versamento fatto dall’altro coniuge sull’abitazione di residenza. Affinché ciò avvenga, però, deve inviare un’autocertificazione all’Agenzia delle Entrate, tramite il modello apposito, con cui dichiara che il Canone Rai è già pagato da un componente della famiglia anagrafica (il marito). In particolare va compilato il quadro B («Dichiarazione sostitutiva di presenza di altra utenza elettrica per l’addebito»);
  • se hanno residenza diversa, ciascuno nell’immobile di proprietà, si potrà versare una sola volta l’Imu, mentre il Canone Rai è dovuto da ciascuno dei due coniugi.

Canone Rai o Imu: cosa conviene pagare?

Hai dunque capito che o si versa due volte l’Imu o si versa due volte il Canone Rai. Non c’è scappatoia. Ti chiederai allora «cosa conviene pagare?» e, probabilmente, ti starai già facendo i conti in tasca per capire quale dei due importi è più elevato. Sei sulla cattiva strada. Infatti, non puoi essere tu a scegliere opportunisticamente cosa pagare e cosa no. La residenza, infatti, non è una scelta. Essa deve per forza coincidere con il luogo di dimora abituale, ossia dove materialmente si vive. Chi rilascia una residenza falsa commette reato, quello di falso in atto pubblico per la menzognera dichiarazione all’anagrafe. 


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