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Attenti ai profili Facebook dei minori: non possono dare il consenso

17 Settembre 2013


Attenti ai profili Facebook dei minori: non possono dare il consenso

> Diritto e Fisco Pubblicato il 17 Settembre 2013



A rigore, non si possono condividere foto e testi dei profili social network di minori di 16 anni.

Per uno strano gioco del destino, o meglio, un difetto di allineamento tra la nostra normativa e quella statunitense, la legge italiana sul diritto d’autore vieta di entrare in relazione coi profili socials dei minori di 16 anni. Come è possibile?

Facebook è un fenomeno nato per gli adolescenti tra i 18 e i 24 anni e si è diffuso proprio tra le fasce di età più vicine a questa forbice. Chiaro, dunque, che il social network più famoso al mondo sia anche quello maggiormente frequentato da minorenni.

Accertarsi dell’età dell’utente è un’attività che chiunque, prima di entrare in relazione con un nuovo contatto, dovrebbe sempre eseguire con scrupolo, non fosse altro perché da ciò dipendono alcune conseguenze legali anche di particolare gravità. Le vedremo tra breve.

Negli Stati Uniti il limite di età richiesto per aprire una email o per accedere a servizi di social networking è di 13 anni. Questo perché una legge americana [1] stabilisce il divieto per chiunque di raccogliere dati relativi a minori di tale età.

In Italia, invece, la capacità di agire si acquista a 18 anni (quella lavorativa a 16 anni). Il minore di età compresa tra 16 e 18 anni può compiere atti di minimo valore economico, come per esempio avere una casella email. Al contrario non può porre in essere altri atti connessi all’uso di social network, come esprimere il consenso libero, specifico e informato alla profilazione (ossia la possibilità di accedere ad un portale con un determinato profilo personale). Questa incapacità del minore può essere colmata solo con l’assistenza del genitore che, appunto, assume le responsabilità del controllo del minore e dei suoi atti.

Ciò vuol dire che gran parte dei profili Facebook potrebbero essere illegittimi perché aperti da minori senza l’assistenza dei genitori.

Ma non solo. I guai possono riguardare anche chi entra in contatto con gli under 18.

La legge italiana sul diritto d’autore prevede espressamente che solo il maggiore di 16 anni possa cedere i diritti d’autore sui propri contenuti. Per questo motivo, anche se un minore di 16 anni dovesse avere un account su un social network di qualsiasi genere, l’utilizzo dei contenuti da questo pubblicati non potrebbe mai avvenire senza il consenso dei genitori. Il che racchiude una gran mole di attività tipiche di piattaforme come Facebook: dalla condivisione di una foto o di un testo, all’utilizzo di immagini fotografiche create su Instagram. Ovviamente chi contravviene a queste regole, adducendo come pretesto l’ignoranza sull’età dell’utente – che magari potrebbe avere oscurato i propri dati anagrafici – lo fa a proprio rischio e pericolo (salvo che il minore abbia, con artifici, occultato la sua reale età).

note

[1] Children’s Online Privacy Protect Act. – 16 CFR part 312 del 26 aprile 2000.


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2 Commenti

  1. Ma quindi, se io maggiorenne italiano, faccio anche solo un like su una foto di una 14enne statunitense (su Instagram per esempio), oppure la seguo come profilo instagram, commetto reato?
    O è necessario condividere la sua foto per incorrere nel reato, cioè dare un esposizione diversa al contenuto pubblicato dalla minorenne in questione?

  2. Leggendo questo articolo mi sorge un dubbio: se l’utente minorenne può insciversi su Facebook, secondo la normativa italiana, solo se assistito dal genitore, che, quindi, quest’ultimo accetta le condizioni d’uso; implicitamente il genitore dà il consenso agli utenti di facebook di condividere le informazioni pubblicate dal proprio figlio e, per tale ragione, non si violerebbe la legge sui diritto d’autore.
    è corretto?

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