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Lo stalking è un reato?

2 Marzo 2020 | Autore:
Lo stalking è un reato?

Stalking: cos’è, quando è reato e quando non lo è? Molestare una persona è sempre stalking? Atti persecutori: quando non è reato?

Anche le persone meno esperte di diritto sanno, almeno per sommi capi, cos’è lo stalking: si tratta della condotta persecutoria posta in essere sistematicamente contro una persona al fine di renderle impossibile la vita. Proprio a causa della gravità del comportamento dello stalker, la legge punisce gli atti persecutori con la pena della reclusione. Tuttavia, non bisogna pensare che ogni volta che si arrechi disturbo a qualcuno scatti il delitto. Quando lo stalking è un reato?

Come ti spiegherò nel corso di questo articolo, affinché si possa parlare dello stalking come reato non è sufficiente la molestia all’altrui persona: occorre, al contrario, che la propria condotta sia idonea a provocare un grave turbamento nella vita della vittima. Dunque, se un tuo spasimante prova a contattarti continuamente per farti la corte, non significa che egli sia uno stalker; ugualmente, se qualcuno ti stanca con offerte e proposte, non correre dai carabinieri per la denuncia. Lo stalking è un reato? Quando? Scopriamolo insieme.

Stalking: per la legge è reato?

Per il codice penale lo stalking è senz’altro un reato. Per la precisione, lo stalking consiste nel molestare o disturbare continuamente qualcuno, tanto da indurlo:

  • a vivere in un grave e perdurante stato d’ansia o di paura;
  • a temere per la propria incolumità o per quella di persone a sé vicine (coniuge, convivente, parenti, ecc.);
  • a cambiare significativamente le proprie abitudini di vita [1].

Quando lo stalking è reato?

Il reato di stalking si integra soltanto al ricorrere delle condizioni sopra viste. Per la precisione, occorre che lo stalker abbia posto in essere minacce o condotte moleste o lesive (pedinamenti, telefonate, insulti, danneggiamento di cose, ecc.) più volte nel corso del tempo: ciò significa che non è sufficiente un solo episodio perché si possa avere il reato di stalking.

Oltre alla condotta abituale, occorre che la vittima degli atti persecutori abbia subito una delle conseguenze previste dalla legge, e cioè che:

  • viva in un continuo stato d’ansia o di paura;
  • abbia fondato timore per la propria incolumità o per quella delle persone care;
  • abbia cambiato le abitudini di vita per evitare la persecuzione.

Soltanto se ricorre almeno una di queste conseguenze lesive si potrà avere il reato di stalking.

Lo stalking è sempre reato?

Lo stalking è sempre reato, se per stalking intendiamo la condotta illecita che abbiamo appena descritto nei paragrafi precedenti. Al ricorrere di tutte le condizioni sopra viste, la vittima potrà recarsi senza alcun dubbio presso le autorità per sporgere querela e chiedere immeditata tutela contro l’autore della persecuzione.

Tuttavia, se per stalking intendiamo una generica condotta molesta, allora non è affatto detto che si debba sempre trattare di reato.

Ad esempio, non commette stalking colui che effettua una chiamata pur sapendo che essa è indesiderata; ugualmente, non è stalking se si inviano un paio di email o di messaggi di troppo. Alla stessa maniera, non è stalking se la vittima patisce un grave stato d’ansia a causa di una pregressa patologia e non per via dell’insistente condotta altrui.

Insomma, la condotta molesta non è sempre stalking; tuttavia, potrebbe integrare qualche altro tipo di reato. Vediamo quale.

Molestie: quando non è stalking?

Se una persona ti molesta continuamente, potrebbe non trattarsi di stalking, ma di altro reato, decisamente meno grave.

Secondo il Codice penale [2], è reato molestare o disturbare, in un luogo pubblico o aperto al pubblico, ovvero col mezzo del telefono, per petulanza o per altro ingiustificato motivo.

Dunque, al di là dello stalking, la legge punisce il disturbo continuo arrecato a una persona, purché tale condotta molesta avvenga:

  • in un luogo pubblico (piazza, strada, ecc.);
  • in un luogo aperto al pubblico (cinema, teatro, ecc.);
  • per mezzo del telefono.

Classico esempio è quello di chi chiami continuamente un’altra persona, pur sapendo che quest’ultima non vuole essere disturbata. In un caso del genere, se le telefonate non comportano una delle conseguenze negative previste dal reato di stalking (grave stato d’ansia, paura per la propria incolumità, ecc.), scatta il reato di molestia o disturbo alle persone.


note

[1] Art. 612-bis cod. pen.

[2] Art. 660 cod. pen.

Autore immagine: Canva.com


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