Conti pubblici: i primi dati 2020 sull’andamento

8 Febbraio 2020
Conti pubblici: i primi dati 2020 sull’andamento

Il ministro dell’Economia è soddisfatto dei dati, che appaiono migliori rispetto alle previsioni, e ipotizza un recupero dell’economia nel primo semestre 2020.

Il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, ha comunicato oggi i primi dati del 2020 sull‘andamento dei conti pubblici. Lo ha fatto parlando al congresso dell’Assiom Forex in corso a Brescia; ce ne informa la nostra agenzia stampa Adnkronos.

Com’è noto, dalla situazione del debito pubblico dipenderanno le prossime scelte sulle riforme fiscali preannunciate e sulle future manovre finanziarie, per garantire il gettito necessario senza aumentare le tasse. Per questo le anticipazioni fornite dal ministro, insieme ai suoi commenti sulla situazione economica dell’Italia, sono importanti per capire quali saranno le prossime mosse del Governo.

L’occasione scelta da Gualtieri per rendere noti i dati è anch’essa significativa: l’Assiom Forex riunisce tutti gli esponenti dei principali istituti di credito italiani, e i mercati sono particolarmente interessati a questo tipo di comunicazioni soprattutto per comprendere la situazione dei tassi di interesse e l’andamento dello spread e da qui cercare di individuare le prossime tendenze dell’economia italiana.

Il debito pubblico

“In un quadro di buon andamento della finanza pubblica i dati del 2019 ci inducono a ipotizzare un rapporto deficit/Pil inferiore alle previsioni e anche i primi dati sul 2020 consentono qualche ottimismo sui conti pubblici”, ha esordito il ministro dell’Economia.

I tassi di interesse

“Gli attuali livelli dei tassi sono inferiori alle previsioni da noi utilizzate, già adesso possiamo avere delle stime positive dell’impatto sul bilancio dello Stato”, ha spiegato Gualtieri, che ha sottolineato come “per quanto riguarda gli impatti sulla finanza pubblica nel corso del 2019 è emersa con evidenza l’importanza della percezione dell’affidabilità del Paese.

Basta confrontare le stime di spesa per interessi nel Def di aprile con quelle della nota di aggiornamento di fine settembre, che ci ha portato a un risparmio per quasi 2,7 miliardi per il 2019. E da successive stime preliminari credo che, molto probabilmente, per l’anno appena trascorso il risparmio effettivo rispetto al Def di aprile potrebbe aver superato i 3 miliardi di euro”.

Lo spread

“Secondo le stime basate su modelli del Tesoro il restringimento dello spread da giugno 2019 a oggi porterà a un incremento degli investimenti fissi lordi di 3,2 punti percentuali cumulati dal 2019 alla fine del 2022, dei consumi privati di 2,2 punti e del Pil di 1,4 punti”, ha proseguito Roberto Gualtieri.

L’economia

“L’economia italiana negli ultimi anni ha registrato un andamento deludente e la stima preliminare dell’ultimo trimestre del 2019, se confermata, registra una significativa flessione, che tuttavia potrebbe essere stata in parte influenzata da fattori transitori. Ma gli indicatori anticipatori sembrano invece fare pensare a un recupero nel primo semestre del 2020, al quale naturalmente l’azione del governo intende concorrere”, ha concluso il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri.

Le prossime mosse

A questo punto, Gualtieri tira le somme e annuncia quali saranno le prossime mosse: per il governo “ora si apre una seconda fase in cui andiamo a definire dei cantieri più ambiziosi di riforma, forti anche di una prospettiva di maggiore stabilità”.

Il primo cantiere, ha detto Gualtieri, riguarda la riforma fiscale “orientata a ridurre il peso delle imposte sui fattori produttivi, a cominciare dal lavoro, a semplificare il quadro degli adempimenti, per ridurre il peso delle imposte e l’onere indiretto del fisco derivato dalla complessità e dall’incertezza del sistema”.

Il secondo cantiere, ha spiegato il ministro, riguarda “spending review, semplificazione e digitalizzazione, per semplificare attraverso il ricorso alla digitalizzazione e l’allocazione più efficiente delle risorse”. Infine “il cantiere principale riguarda gli investimenti“. Per Gualtieri “servono le risorse e l’impegno all’attuazione, ma serve anche una direzione di lungo termine, chiara e precisa e seguita con continuità e dignità”.



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