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Il ministro Gualtieri torna su Facebook dopo 6 mesi: perché?

9 Febbraio 2020
Il ministro Gualtieri torna su Facebook dopo 6 mesi: perché?

Gualtieri è candidato alle elezioni suppletive per la Camera; come ministro appare spesso in tv e sulla stampa. Fb è un modo per evitare violazioni della par condicio.

“Care amiche, cari amici, dove eravamo rimasti… Cinque mesi fa, giorno più giorno meno, pubblicavo su questa pagina il mio ultimo post datato 22 agosto”. Comincia così il post nuovo di zecca del ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, che segna il suo ritorno dopo una lunga assenza durata quasi 6 mesi da Facebook: in effetti non aveva mai più scritto nulla da quando, nel settembre scorso, era stato nominato alla guida del dicastero che dirige l’economia e le finanze italiane.

Ora Gualtieri ricorda proprio quei momenti e scrive su Facebook: “Ero stato da poco riconfermato presidente della commissione Affari economici del Parlamento europeo. La comunicazione che ha cambiato la mia vita mi arrivò pochi giorni dopo quel mio ultimo post: Pd e Cinquestelle avevano trovato l’accordo per formare un nuovo governo e mi si chiedeva di lasciare Bruxelles per assumere l’incarico di ministro dell’Economia e delle Finanze. Un onore immenso ma anche la consapevolezza di una grandissima responsabilità”.

La lunga assenza dai social si spiega in effetti con gli impegni di governo, ma Gualtieri non è mai stato avaro di comunicazioni e notizie rivolte al pubblico degli italiani, per anticipare i contenuti della manovra finanziaria e degli altri provvedimenti in arrivo, come le preannunciate riforme fiscali. Proprio ieri in un lungo intervento aveva commentato i primi dati sull’andamento dei conti pubblici nel 2020.

Finora, però, aveva sempre scelto la strada dei mezzi d’informazione, televisione, radio e stampa, interviste e partecipazione ad eventi pubblici, lasciando sempre “spenta” la sua pagina, a differenza di altri leader, come il premier Conte che la utilizzano spesso anche attraverso le dirette Facebook.

Perché, dunque, questo improvviso ritorno e perché ora? Il motivo è nel fatto che Gualtieri adesso è in campagna elettorale: si è candidato alle elezioni suppletive nel collegio di Roma 1 della Camera dei deputati (in cui era stato eletto Paolo Gentiloni, ora diventato Commissario Ue).

Ma qui l’opposizione gli ha posto un avversario di tutto rispetto, Maurizio Leo, che ha grande competenza ed esperienza in materia tributaria e fiscale. La sfida tra i due esperti si preannuncia impegnativa e il confronto si giocherà proprio sul terreno della politica economica e fiscale: per il centrodestra riuscire a battere il ministro in carica, battezzato con l’appellativo di “ministro delle tasse”, sarebbe una vittoria ricca di implicazioni ben oltre la conquista del singolo seggio.

Maurizio Leo infatti annuncia battaglia ed ha iniziato lo scontro elettorale criticando pesantemente proprio l’ultima legge di Bilancio di Gualtieri per “le misure di vessazione e di restringimento di diritti dei contribuenti”, ma anche per i progetti futuri, come la “preoccupante rimodulazione delle aliquote Iva”, l’annunciata riforma dell’Irpef e quella del catasto, con la quale “si tasseranno di più gli immobili”.

Non è da escludere un prossimo match tra i due per illustrare le rispettive argomentazioni. Le elezioni sono vicine: si terranno il 1° marzo, in un momento nevralgico perché cade in mezzo all’iter di approvazione delle riforme fiscali ora in cantiere, a partire da quella della nuova Irpef.

Così proprio la carica di ministro potrebbe essere una palla al piede per Gualtieri: finora “non era mai accaduto che un ministro in carica si candidasse in un’elezione suppletiva”, protesta l’opposizione, che attraverso la presidente dei Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, chiede “il rispetto delle regole” e teme la violazione della par condicio.

Ma Gualtieri non è disposto a rinunciarvi, nemmeno temporaneamente, nonostante alcuni esponenti dell’opposizione abbiano già richiesto le dimissioni del ministro o almeno la sospensione dalla carica fino alla data del voto, con assunzione delle funzioni ad interim al presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

Il quale però ha già risposto picche: “Appare evidente che la legge non contempli assolutamente tra le ipotesi di ineleggibilità e incandidabilità quella di rivestire la carica di Ministro”, ha puntualizzato il premier al Senato rispondendo ad un’interrogazione parlamentare sul tema, ed ha aggiunto che”in passato, nelle diverse scadenze elettorali ministri e Presidenti del Consiglio si sono sempre presentati alle elezioni svolgendo, nei tempi e nei modi previsti dalla legge, le campagne elettorali”.

Via libera per Gualtieri dunque? Non del tutto, perché per evitare contestazioni di violazione della par condicio per gli squilibri e le alterazioni della concorrenza, che si potrebbero verificare per il suo ruolo di ministro dell’Economia (che gli offre una maggiore partecipazione televisiva e sulla stampa rispetto all’avversario e agli altri candidati: ce ne sono sette, oltre a Leo) e il possibile intervento sanzionatorio dell’Agcom, ha preferito separare i due ruoli, quello di ministro e quello di candidato, lasciando a quest’ultimo la possibilità di comunicare attraverso la pagina Facebook.

Così gli rimarrà campo libero per continuare a parlare sui media nazionali dell’attività di Governo, mentre su Facebook potrà illustrare i temi del dibattito elettorale come candidato deputato alla Camera: infatti conclude il suo attuale post dicendo: “Parte dunque una nuova sfida, la affronto con entusiasmo e anche con il piacere di riprendere un dialogo e un contatto diretto con i cittadini, in particolare con i miei concittadini. Anche per questo ho deciso di riprendere ad utilizzare questa mia pagina di Facebook e farne il luogo dove condividere con voi questa campagna elettorale e il mio lavoro nel governo”.


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