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A cosa hanno diritto i figli dai genitori?

9 Febbraio 2020
A cosa hanno diritto i figli dai genitori?

L’obbligo di assistenza economica dei figli dei genitori conviventi, separati o divorziati: cosa può rivendicare il figlio disoccupato e senza reddito?

Sia che i genitori siano sposati che conviventi, sia che vivano insieme o abbiano divorziato, entrambi hanno l’obbligo di mantenere i figli non ancora autosufficienti da un punto di vista economico. E ciò a prescindere dall’età di questi ultimi: possono essere minorenni o anche con più di 18 anni. 

L’obbligo di mantenimento cessa solo nel momento in cui il figlio, anche se per pochissimo tempo, acquista una propria autonomia. Ma, più concretamente, a cosa hanno diritto i figli dai genitori? Cerchiamo di fare il punto della situazione. L’argomento si presta infatti a molteplici analisi visto che le situazioni di disagio, specie per i più giovani, sono svariate. 

Qui di seguito quindi ti spiegherò non solo a cosa hanno diritto i figli dai genitori, ma anche come funziona l’obbligo di assistenza economica dei figli, l’entità dell’assegno di mantenimento, la possibilità di chiedere un sussidio se il figlio è disoccupato e senza risorse economiche. Ma procediamo con ordine. 

Genitori: per quanto tempo devono tenere i figli a casa?

Le norme che fissano i doveri dei genitori verso i figli sono numerose. Innanzitutto c’è l’articolo 30 della Costituzione che fissa una norma generale e dal contenuto molto ampio: «È dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli, anche se nati fuori dal matrimonio». 

Poi c’è l’art. 147 cod. civ. a norma del quale «il matrimonio impone ad ambedue i coniugi l’obbligo di mantenere, istruire, educare e assistere moralmente i figli, nel rispetto delle loro capacità, inclinazioni naturali e aspirazioni». 

Infine c’è l’art. 315-bis cod. civ. in forza del quale «Il figlio ha diritto di essere mantenuto, educato, istruito e assistito moralmente dai genitori, nel rispetto delle sue capacità, delle sue inclinazioni naturali e delle sue aspirazioni».

«Il figlio ha diritto di crescere in famiglia e di mantenere rapporti significativi con i parenti».

Come visto, nessuna norma obbliga i genitori a tenere a casa i propri figli, ma è anche vero che è dovere di entrambi mantenerli, tutelarli e impartire loro l’educazione necessaria per il rispetto delle regole sociali e giuridiche; diversamente, fino almeno a 18 anni,  il padre e la madre rispondono degli illeciti civili commessi dai figli (ossia ne risarciscono le conseguenze). 

Il genitore quindi che manda via di casa il proprio figlio minore di 18 anni, ancora incapace di badare a se stesso, può essere incriminato penalmente.

Diverso è il caso se il figlio è maggiorenne: se questi non è ancora autosufficiente, i genitori che decidono di metterlo alla porta restano comunque obbligati a mantenerlo (dandogli i soldi per il vitto e l’alloggio, per il vestiario, per le medicine e per le altre necessità); se invece è autosufficiente, non c’è alcun obbligo economico.

Che succede invece al figlio senza reddito, che però non ne vuole sapere di lavorare? I genitori restano obbligati a mantenerlo fino a quando non trova una occupazione consona alle sue capacità e ambizioni, ma non per sempre. Secondo la Cassazione, infatti – fermo restando che tutto dipende dal caso concreto, ossia dal tipo di formazione scolastica o post-scolastica intrapresa e dal relativo percorso – dopo 35 anni cessa ogni dovere economico dei genitori verso i figli “bamboccioni”.

I genitori devono mantenere i figli disoccupati?

Se i genitori sono benestanti e il figlio è disoccupato lo devono mantenere? Anche in questo caso tutto dipende dalla situazione concreta. 

Se il figlio è inoccupato, ossia non ha mai conseguito un reddito, allora l’obbligo di mantenimento rimane fino a quando la sua situazione economica si stabilizza, fermo restando, come detto, il dovere del figlio di darsi da fare e trovare un posto. 

Il giovane che non studia, non cerca lavoro e non si adopera per rendersi indipendente perde, dopo i 18 anni, ogni diritto economico verso i genitori.

In altri termini, l’obbligo dei genitori non può protrarsi «oltre ogni ragionevole limite», ma viene meno quando il figlio è colpevole di non essere stato in grado di rendersi autosufficiente da solo (ad esempio: è da molti anni iscritto all’università e non dà esami; pur avendo un diploma non ha mai cercato lavoro; ecc.) oppure quando il figlio si è reso ormai economicamente autosufficiente.

Il figlio che ha acquisito l’indipendenza economica ma dopo un po’ l’ha persa (si pensi a chi viene assunto e subito dopo licenziato) non può rivendicare più il mantenimento dei genitori. Questo perché tale diritto si perde non appena ci si rende indipendenti, sia anche per poco tempo. A questo punto è del tutto irrilevante che i genitori siano benestanti, vivano in una villa e che abbiano un tenore di vita elevato: nonostante le loro condizioni economiche, il figlio privo di reddito non può rivendicare nulla.

Genitori separati o divorziati: quale diritto dei figli?

Diverso è il caso dei figli di coppie separate o divorziate. Fermo restando che l’obbligo di mantenimento grava su entrambi i genitori, tale onere viene ripartito in modo diverso: 

  • il genitore convivente deve provvedere a tutte le spese quotidiane necessarie per il mantenimento, l’istruzione e la salute dei figli;
  • il genitore non convivente partecipa a tali spese con un assegno mensile fissato a forfait dal tribunale;
  • le spese straordinarie (quelle cioè una tantum per esigenze impreviste come quelle per la salute) sono di norma ripartite al 50% tra i genitori (il giudice può fissare anche una diversa ripartizione).

Ma a quanto ammonta il mantenimento che il genitore non convivente deve versare all’ex? Secondo la Cassazione [1] la prole ha diritto ad un mantenimento, a seguito di separazione o divorzio, tale da garantire un tenore di vita analogo (per quanto possibile) alle risorse economiche dei genitori e a quello goduto prima della disgregazione della famiglia.

L’assegno di mantenimento del figlio deve essere parametrato sulle effettive e attuali esigenze del figlio alla luce delle condizioni economiche dei genitori e del tenore di vita che la famiglia aveva durante il matrimonio. 

Di conseguenza i genitori devono far fronte a tutte le esigenze dei figli, non solo quelle alimentari, ma anche abitative, scolastiche, sanitarie e sociali. Difatti, l’obbligo di mantenimento comprende non solo i bisogni primari nell’ambito della famiglia, ma anche le spese necessarie per una personale vita di relazione e, soprattutto nel caso dei minori, per lo sviluppo psicofisico dei figli. Sono comprese quindi le spese per la comunicazione (telefono cellulare, computer, internet), per i trasporti (bicicletta, motorino, auto), per la vita di relazione (viaggi con la scuola, vacanze studio) e per il relax (sport, vacanze estive, cene con gli amici). Insomma, non si può tenere il figlio a “pane ed acqua”.

A seguito della separazione personale tra coniugi – scrive la Cassazione – anche la prole ha diritto ad un mantenimento tale da garantire un tenore di vita corrispondente alle risorse economiche della famiglia ed analogo per quanto possibile a quello goduto in precedenza; permane quindi il dovere di mantenere, istruire ed educare i figli. I genitori sono obbligati a far fronte ad una molteplicità di esigenze, non riconducibili al solo obbligo alimentare, ma estese all’aspetto abitativo, scolastico, sportivo, sanitario e sociale, all’assistenza morale e materiale, alla opportuna predisposizione, fin quando l’età dei figli stessi lo richieda, di una stabile organizzazione domestica, idonea a rispondere a tutte le necessità di cura e di educazione.

Approfondimenti

Mantenimento figli: quanto spetta

Assegno di mantenimento per i figli: come si calcola?

 


note

[1] Cass. ord. n. 1562/20 del 23.01.2020: La prole ha diritto ad un mantenimento, a seguito di separazione o divorzio, tale da garantire un tenore di vita corrispondente alle risorse economiche dei genitori e quanto più vicino possibile a quello goduto in precedenza.


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