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Spese mediche per figli: a quale genitore spetta la detrazione?

10 Febbraio 2020
Spese mediche per figli: a quale genitore spetta la detrazione?

Spese sanitarie per figli: il genitore che non fruisce delle detrazioni per figli a carico può scaricarle dalla dichiarazione dei redditi?

Hai sostenuto delle spese mediche per conto di tuo figlio che ora vorresti portare in detrazione dalla tua dichiarazione dei redditi. Senonché a usufruire delle detrazioni fiscali per carichi di famiglia non sei tu, ma l’altro genitore. Ti chiedi, dunque, se questa circostanza ti impedisca di avvalerti del bonus. Hai, infatti, letto che solo chi effettua il pagamento può usufruire della detrazione fiscale e non un altro soggetto (per approfondimenti su questo tema puoi consultare la guida Detrazioni spese pagate da un’altra persona). Ecco che allora ti si pone il problema: in caso di spese mediche per i figli, a quale genitore spetta la detrazione? Un genitore può detrarre le spese sanitarie e di istruzione del figlio anche se la detrazione per il figlio a carico è stata integralmente fruita dall’altro genitore?

La questione è stata analizzata dalla Cassazione [1]. Con una recente ordinanza la Corte ha spiegato come comportarsi in ipotesi di questo tipo. Ma procediamo con ordine.

Detrazioni per carichi di famiglia: cosa sono?

Dall’imposta lorda vanno sottratte le detrazioni per «carichi di famiglia» che comprendono quelle per il coniuge a carico e quelle per i figli e per ogni altro familiare a carico.  

Per essere considerati a carico, coniuge, figli e altri familiari devono possedere un reddito complessivo (al lordo degli oneri deducibili) non superiore a 2.840,51 euro; tale limite va riferito al reddito complessivo. 

Per la verifica del limite di 2.840,51 euro devono essere considerati anche i redditi assoggettati a cedolare secca.

A decorrere dall’1.1.2019 per i figli di età non superiore a 24 anni il limite di reddito complessivo per essere considerati fiscalmente a carico è elevato a 4.000 euro. Resta, invece, fermo il limite di 2.840,51 euro per le altre tipologie di familiari a carico. 

Per usufruire delle detrazioni in commento, i lavoratori sono tenuti a effettuare le «dichiarazioni di spettanza» delle detrazioni per carichi di famiglia e di altre detrazioni al proprio datore di lavoro. Tali dichiarazioni possono essere presentate sia in forma cartacea che telematica. 

Nel caso di rapporto di lavoro di durata inferiore all’anno, il datore di lavoro è tenuto a riconoscere le detrazioni per carichi di famiglia solo per i mesi di durata del rapporto di lavoro, salvo che il dipendente non richieda di poterne fruire per un periodo maggiore.

Detrazioni per figli a carico: cosa sono?

Le detrazioni per figli a carico comportano una detrazione, dall’Irpef lorda, per ciascun figlio (compresi i figli naturali riconosciuti, i figli adottivi e gli affidati o affiliati) dei seguenti importi teorici: 

  • € 950; 
  • € 1.220 per ogni figlio di età inferiore a 3 anni. 

Inoltre, tali detrazioni teoriche sono aumentate di: 

  • € 400 dall’1.1.2013, per ogni figlio portatore di handicap; 
  • € 200 per ogni figlio a partire dal primo, per i contribuenti con più di tre figli a carico.

Le detrazioni per figli spettano a prescindere dall’età del figlio a carico e dalla convivenza di questo con i genitori, ferma restando la sussistenza della condizione del limite di reddito per essere considerato a carico, pari all’importo massimo di euro 2.840,51.  

Come si ripartiscono tra i genitori le detrazioni per figli a carico?

I genitori non possono ripartire liberamente tra loro la detrazione per figli a carico in base alla convenienza economica. La legge prevede, infatti, che:

  • se si tratta di coppia ancora unita in matrimonio (quindi, non legalmente separata), la detrazione per figli a carico è ripartita, di norma, nella misura del 50% ciascuno, salvo che i genitori stessi si accordino per attribuire l’intera detrazione a quello dei due con il reddito complessivo più elevato;
  • se si tratta di genitori legalmente ed effettivamente separati o in caso di annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio, la detrazione spetta, in mancanza di accordo, al genitore affidatario. Nel caso di affidamento congiunto o condiviso, la detrazione è ripartita, in mancanza di accordo, al 50% tra i genitori. Se il genitore affidatario o, in caso di affidamento congiunto, uno dei genitori affidatari non può usufruire, in tutto o in parte, della detrazione, per limiti di reddito, la detrazione è assegnata per intero al secondo genitore. Quest’ultimo, salvo diverso accordo, deve riversare all’altro genitore affidatario un importo pari all’intera detrazione o, in caso di affidamento congiunto, pari al 50% della detrazione stessa.

Il genitore che sostiene la spesa può detrarre dalle tasse le spese mediche del figlio?

Vediamo ora se il genitore che non usufruisce delle detrazioni per figli a carico può ugualmente portare in detrazione le spese mediche o quelle di istruzione che ha sostenuto per il proprio figlio.

In base alle istruzioni riportate sul mod. Redditi PF, se la spesa è sostenuta per i figli, la detrazione spetta al genitore a cui è intestato il documento che certifica la spesa; se, invece, il documento che comprova la spesa è intestato al figlio, le spese devono essere ripartite tra i due genitori nella proporzione in cui le hanno effettivamente sostenute, ma se si intende ripartire le spese in misura diversa dal 50%, nel documento che comprova la spesa deve essere annotata la percentuale di ripartizione.

Secondo l’ordinanza della Cassazione qui in commento, la detrazione fiscale per spese mediche o di istruzione spetta a prescindere dalla fruizione della detrazione per carichi di famiglia. Al contrario, essa compete, in via generale, al genitore che ha effettivamente sostenuto il relativo esborso nell’interesse del figlio a carico. Tutto ciò che bisogna fare è dimostrare il sostenimento della spesa (conservando scontrini o fatture e ricevute di versamento).

Pertanto, la mancata indicazione della percentuale di spettanza della detrazione per figli a carico nella dichiarazione dei redditi del genitore non comporta la negazione della detrazione degli oneri sostenuti nell’interesse dei figli a carico.


note

[1] Cass. ord. n. 34344/2019.

[2] Art. 15, co. 2, del Tuir 


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