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Conciliazione sindacale: effetti sul rapporto di lavoro

15 Febbraio 2020
Conciliazione sindacale: effetti sul rapporto di lavoro

Ho sottoscritto un verbale di conciliazione sindacale. L’accordo è scaduto il 31/12/2019. A metà gennaio ho ricordato via mail all’azienda che l’accordo era scaduto, che non avevo intenzione di firmare ulteriori accordi. La mia preoccupazione però riguarda il fatto che l’azienda per cui lavoro verrà acquisita da una società più grossa. La nuova azienda (o la nuova gestione nel caso la ragione sociale non cambiasse) sarebbe comunque tenuta a ristabilire le condizioni ante accordi?

Con il subentro della nuova gestione, la Sua posizione lavorativa non dovrebbe essere intaccata da decisioni penalizzanti.

La nuova azienda non potrà ristabilire le condizioni dei precedenti accordi per due motivi:

  • l’ultimo accordo ha avuto efficacia fino al 31.12.19 e, da quella data, ha cessato i suoi effetti;
  • la nuova azienda non potrebbe, di certo, subentrare in accordi pregressi, già scaduti, per i quali non era parte in causa;
  • la nuova azienda non potrà giustificare eventuali ridimensionamenti sulla base di una crisi aziendale appartenuta alla vecchia gestione.

Tra l’altro, la quietanza liberatoria rilasciata dal lavoratore al proprio datore di lavoro – inserita nel caso di specie all’interno di un verbale di conciliazione – non può integrare una rinuncia a tutti gli eventuali diritti connessi al rapporto, e alle azioni esercitabili in dipendenza di essi, in difetto del presupposto che il lavoratore abbia avuto l’esatta rappresentazione dei diritti che intendeva dismettere in favore del proprio datore di lavoro, ma può avere solo il valore di dichiarazione di scienza, ovvero di mera manifestazione del convincimento soggettivo del lavoratore stesso di essere stato soddisfatto in tutti i suoi diritti, e come tale, è del tutto inidonea a precludere l’azione giudiziaria volta a far valere diritti che non risultino soddisfatti effettivamente
(Cassazione civile, sez. lav., 14/10/2003, n. 15371).

Pertanto, Le posso confermare che l’azienda che subentrerà non potrà richiamare i precedenti accordi e dovrà ristabilire gli accordi originari, a meno che non ricorrano altre condizioni straordinarie, tali da costringere la stessa ad avviare procedure particolari.

Tuttavia, nel caso in cui tali condizioni, così come accaduto in precedenza, non dovessero essere attendibili, allora il mio consiglio è quello di rappresentare le proprie ragioni e, in caso di demansionamenti/dequalificazioni illegittime, procedere all’impugnazione giudiziale della decisione datoriale.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avvocato Salvatore Cirilla



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