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Il padre può rifiutarsi di riconoscere il figlio?

10 Febbraio 2020
Il padre può rifiutarsi di riconoscere il figlio?

Il padre è obbligato a riconoscere il bambino come proprio e cosa può fare la madre per obbligarlo a riconoscerlo?

Sono sempre più frequenti le coppie di fatto, quelle cioè di conviventi che decidono di non sposarsi. Il più delle volte, si tratta di un gradino intermedio rispetto al matrimonio. In altri casi, è una scelta di vita. Cosa succede, però, se tra due persone non sposate dovesse nascere un bambino (anche se frutto di un rapporto occasionale)? 

La regola vuole che tutti i bambini nati da persone unite in matrimonio si considerino automaticamente figli dei due coniugi: hanno cioè, sin dalla nascita, padre e madre certi (rispettivamente il marito e la moglie). Questo non succede, invece, tra le coppie non sposate. In tal caso, infatti, se la madre è sempre certa – proprio per via del parto – la paternità richiede un’esplicita dichiarazione dell’uomo il quale “denunci” come proprio il figlio nato da una determinata donna. 

Di qui il frequente interrogativo: il padre può rifiutarsi di riconoscere il figlio? Ed ancora: che fare se il padre non riconosce il figlio? Può farlo, in sua sostituzione, la madre? Può la madre obbligare l’uomo al riconoscimento e cosa succede, invece, se l’uomo scappa e non si fa più vivo?

Cerchiamo di fare il punto della situazione. In questo articolo, cercheremo di rispondere alle domande più frequenti in tema di riconoscimento del figlio.

Come si riconosce il figlio?

Il riconoscimento è l’atto con il quale uno o entrambi i genitori dichiarano di essere padre o madre di un determinato soggetto nato da coppia non sposata, attribuendogli lo stato di proprio figlio e creando, in tal modo, il rapporto di filiazione.

La madre può riconoscere il figlio al posto del padre?

Il riconoscimento è un atto volontario e personale (non è ammessa, infatti, alcuna forma di rappresentanza). Questo significa che la madre non può riconoscere il bambino, come figlio dell’uomo con cui è stata, se non è quest’ultimo a farlo spontaneamente. Come vedremo a breve, però, il padre è tenuto a riconoscere il proprio figlio e, se non lo fa, la sua dichiarazione può essere sostituita dall’intervento del giudice al termine di un processo intentato dalla madre. In buona sostanza, se la madre non può riconoscere il figlio al posto del padre, può però fare causa a quest’ultimo e obbligarlo tramite il giudice. 

Si può revocare il riconoscimento del figlio?

Il riconoscimento del figlio è un atto irrevocabile. Non si può cioè cambiare idea una volta effettuato il riconoscimento. L’unica possibilità è riconosciuta al padre nel caso in cui, successivamente, si accorga che il bambino non è suo. In tal caso, gli è concesso il cosiddetto disconoscimento. Di tanto parleremo meglio nel seguito di questo articolo.

Come si fa il riconoscimento del figlio?

Per riconoscere un figlio, il genitore o entrambi devono presentarsi davanti all’ufficiale di stato civile del Comune di propria residenza, presentando un certificato medico che attesti la gravidanza con l’indicazione del tempo di gestazione. Questo certificato viene, di solito, rilasciato dall’ospedale ove il bambino è nato.

Una volta effettuata la dichiarazione di riconoscimento, l’ufficiale dello stato civile redige un verbale rilasciandone una copia ai genitori (se lo hanno riconosciuto entrambi) o alla madre. 

Un minorenne può riconoscere il proprio figlio?

Per effettuare il riconoscimento, i genitori o il genitore devono aver compiuto 16 anni.

Chi ha meno di 16 anni può riconoscere un figlio solo se autorizzato dal tribunale ordinario che deve valutare le circostanze e l’interesse del figlio.

Si può riconoscere il figlio prima della nascita?

Entrambi i genitori o la sola madre possono riconoscere il figlio prima della nascita. Vi ricorrono, spesso, alcune donne temendo che l’uomo possa scappare dopo la nascita del figlio senza riconoscerlo. Il padre, da solo, non può riconoscere prima della madre perché l’identificazione del nascituro comporta necessariamente che venga indicata anche la madre.

Se il riconoscimento è effettuato dalla sola madre, l’eventuale riconoscimento successivo da parte del padre può avvenire solo con l’assenso della madre.

Potrebbe essere utile riconoscere il figlio ancora in grembo per tutelarsi da eventuali complicazioni durante il parto (in tal modo, il padre avrebbe immediatamente la possibilità di prendere le decisioni per il figlio) o, in caso di sopravvenienza, di uno stato di incapacità del padre o della madre a seguito di una malattia già nota.

Il padre può rifiutarsi di riconoscere il figlio?

Se la madre è libera di riconoscere o meno il figlio (potendolo lasciare in ospedale e mantenere il segreto sulla propria identità), il padre è obbligato a riconoscere il figlio. Allo stesso modo, con il semplice fatto della nascita egli è tenuto a mantenere il bambino finché questi – anche se superata la maggiore età – non è autonomo. 

L’uomo che nutra dubbi sulla paternità del bambino può, prima di effettuare il riconoscimento, chiedere il test del dna: si tratta di un’analisi del sangue volta a identificare l’effettiva paternità. In tal caso, il padre può sospendere il riconoscimento finché non ha assunto la prova certa che il bambino è proprio.

Il padre non può rifiutarsi di riconoscere il figlio, neanche se c’è il consenso della madre o se questa lo ha autorizzato – anche tacitamente – ad andare via e non farsi più vedere. Difatti, il diritto alla paternità è del figlio e non della madre; il figlio quindi, una volta divenuto maggiorenne, potrebbe fare causa al padre che non l’ha riconosciuto per chiedergli sia il riconoscimento (nonostante il tempo trascorso), sia il risarcimento dei danni subiti per la mancanza dell’affetto di un genitore. 

Che fare se il padre si rifiuta di riconoscere il figlio?

Se il padre si rifiuta di riconoscere il figlio, la madre o il figlio divenuto maggiorenne possono citarlo in giudizio e chiedere l’accertamento della paternità tramite l’esame del Dna. L’uomo non è obbligato a sottoporsi al prelievo del sangue ma, se alla base del suo diniego non ci sono valide ragioni, il giudice può ritenere che proprio questo comportamento immotivato sia la prova della paternità. Di conseguenza, se il padre non vuol eseguire il test del Dna il giudice ne dichiara ugualmente la paternità anche senza prove. 

Che fare se il padre vuole riconoscere il figlio dopo tanto tempo?

Nulla vieta al padre di riconoscere il figlio dopo tanto tempo dalla nascita. Tuttavia, per legge, se uno dei genitori intende riconoscere un figlio minore di 14 anni che è già stato riconosciuto dall’altro genitore, è necessario il consenso di quest’ulitmo. In mancanza di consenso, l’ufficiale dello stato civile non può procedere a ricevere la dichiarazione di riconoscimento.

Il consenso può essere rifiutato se il riconoscimento non risponde all’interesse del figlio. Tale interesse deve essere valutato sulla base di una serie di bisogni e finalità connessi a vari aspetti della vita quali: l’aspetto personale (ad es. l’inidoneità del padre naturale a svolgere il compito di genitore, dimostrata dallo scarso interesse verso il figlio, prima e dopo la nascita), l’aspetto sociale (ad es. quando il genitore è una persona con gravi precedenti penali), l’aspetto economico (in termini di maggiore sicurezza anche sociale).

Se il figlio ha compiuto 14 anni al momento del riconoscimento, è necessario il suo assenso. Non si può, quindi, riconoscere un figlio che non vuole essere riconosciuto.

Se il genitore che ha già riconosciuto il figlio si oppone al successivo riconoscimento da parte dell’altro, quest’ultimo deve promuovere un giudizio in tribunale. In quel caso, sarà il giudice a decidere secondo ciò che gli apparirà meglio per il bambino.

Se il giudice ritiene che il rifiuto del consenso sia giustificato da motivi gravi e irreversibili, tali da far ravvisare la probabilità di una forte compromissione dello sviluppo psico-fisico del minore, emette una sentenza con cui rigetta il ricorso affermando che il genitore non ha diritto al riconoscimento del figlio. 

Entro quanto tempo il padre può disconoscere il bambino?

La legge dice che ci sono massimo cinque anni per disconoscere il figlio ossia per dimostrare che questi è stato avuto dalla madre con un altro uomo. Puoi trovare maggiori informazioni in disconoscimento paternità: termini

Approfondimenti

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2 Commenti

  1. incredibile che la madre sia LIBERA di riconoscere o meno il figlio mentre il padre è OBBLIGATO a farlo.

    un razzismo-sessuale giuridico spaventoso.

  2. Vergognoso che nel 2020 in Italia non esista una legge che permetta all’uomo di rinunciare alla paternità così come la donna può farlo con la maternità. Disparità e discriminazione verso la libertà e la libera scelta degli uomini. Gravissimo che legge si fondi su questo e su stereotipi di genere. Il medioevo in Italia esiste per gli uomini.

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