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Come difendersi dall’usucapione del proprio fondo?

15 Febbraio 2020
Come difendersi dall’usucapione del proprio fondo?

Sono proprietaria, insieme a due sorelle, di un piccolo appezzamento di  terreno. Proprietà del terreno derivante da donazione di nostro padre avvenuta nel 2005.

Vivendo fuori regione, non abbiamo modo di gestire l’appezzamento di terreno. In novembre 2019 abbiamo appreso  che un anziano signore lo usava come piccolo orto, pare abbia costruito un piccolo ricovero attrezzi in legno o lamiera. L’anziano signore è deceduto. Non so da quando stesse usando il terreno a proprio uso, penso ancor prima del 2005.

Temo che un nipote di questo signore voglia ora rivendicare l’usucapione del fondo. Io come proprietario cosa posso fare per far valere e sancire il mio diritto di proprietà e per bloccare eventuale maturazione  di diritti di usucapione?

Per giurisprudenza pacifica e costante (tra tante, Corte di Cassazione, ordinanza n. 20611, depositata il 31 agosto 2017), l’inoltro di diffide e proteste al possessore non è sufficiente ad interrompere il decorso del tempo utile ai fini dell’usucapione: l’usucapione può essere interrotta solamente mediante un atto giudiziale, come ad esempio un atto di citazione o un invito formale a presenziare innanzi al mediatore. Non vi è peraltro la necessità di proseguire la causa o di iscriverla a ruolo: è sufficiente la semplice notifica dell’atto di citazione, da farsi a mezzo ufficiale giudiziario.

Non è pertanto sufficiente la semplice raccomandata di diffida o messa in mora, né la denuncia penale.

Orbene, se l’usucapione è già maturata, non resterà che difendersi nell’eventuale giudizio che la persona che ha usucapito il bene intraprenderà contro i proprietari formali. In caso contrario, se l’usucapione non è ancora maturata e l’occupazione è ancora in essere, il lettore dovrà intraprendere (insieme agli altri proprietari) la strada dell’azione giudiziaria e, nello specifico, dell’azione di rivendicazione della proprietà, provvedendo alla notifica del relativo atto di citazione.

Prima di fare ciò, occorre tentare la strada obbligatoria della mediazione: bisognerà rivolgersi a un organismo di mediazione formalmente riconosciuto presente nel territorio della provincia e, con l’ausilio di un avvocato, invitare la controparte a sedersi allo stesso tavolo per giungere a un accordo.

Il consiglio è quello di accertarsi per prima cosa se il possesso altrui insista ancora sul fondo: nel caso in cui ciò stia accadendo, si dovrà esperire l’azione di rivendicazione in tribunale, non prima però di essersi rivolti, come appena detto, a un organismo di mediazione. La rivendica della proprietà presuppone, ovviamente, il rilascio del bene occupato.

Nell’ipotesi in cui il terreno sia attualmente libero e, dunque, non posseduto, allora non si potrà agire in giudizio, in quanto l’azione di rivendicazione presuppone che qualcuno abbia ancora il possesso del bene. Ciò che si potrà fare in questa evenienza è di provvedere il prima possibile a rendere inaccessibile a terzi il predetto fondo, magari recintandolo oppure adottando simili accorgimenti, in modo da evitare che il possesso altrui possa ricominciare.

Se l’usucapione ventennale dovesse essere già maturata, allora non resta che attendere le mosse della controparte, la quale dovrà citare in giudizio i proprietari. Anche in questa evenienza, però, occorrerebbe sempre un preliminare incontro presso un mediatore.

Peraltro, va osservato che, qualora controparte volesse usucapire il terreno, dovrebbe non solo provare il possesso ultraventennale del nonno, ma anche di essere subentrato nel possesso in via ereditaria: poiché il possesso utile all’usucapione si trasmette agli eredi, occorrerebbe fornire anche prova di tale qualità.

In sintesi, se il lettore intende interrompere la maturanda usucapione, dovrà nominare un avvocato e intraprendere la strada dell’azione di rivendicazione; prima di fare ciò, potrà convenire la controparte presso un organismo di mediazione per cercare un accordo. Anche soltanto questo adempimento (cioè, l’invito a mediare) è sufficiente a interrompere l’usucapione, senza necessità del successivo giudizio per ottenere la rivendica della proprietà.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avvocato Mariano Acquaviva



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2 Commenti

  1. Buongiorno , un quesito a cui non ho trovato nessuna risposta in nessun posto. La situazione è la seguente.
    Acquisto di un appezzamento di terreno, libero da qualsiasi opera sopra o pretese si terzi, che mi potessero far capire che qualcuno potesse accampare diritti di usucapione.
    Veniva utilizzato un po da tutti per la sosta dei veicoli, ma non in modo esclusivo e nemmeno impedendo a terzi di parcheggiarci , insomma era a disposizione di chiunque volesse utilizzarlo, ma mai nessuno ha manifestato luso escusivo estromettendo terzi o impedendo a terzi l’utilizzo come con lapposizione di catene ecc, nè tanto meno con la costruzione di opere o altro, in modo da comportarsi da proprietario. questo questo negli ultimi 10 anni. quindi abbiamo deciso di acquistarlo , oggi vengono a vantare un usucapione maturato piu di 50 anni fa..ma che però negli ultimi minimo 10 anni non è mai stato manifestato esplicitamente e pubblicamente..la mia domanda è mai possibile che delle persone vengano a vantare il diritto di usucapire maturato oltre 20 anni e mai manifestato negli ultimi 10/15 anni?? Perche se una persona si accorge che ci sono diritti di terzi ovviamente nemmeno lo acquista..
    La mia domanda è semplice ..l’usucapione , avrà una scadenza per poter essere richiesto, oppure uno dovrà sempre stare sveglio la notte, perche magari il terreno che ha acquistato libero da tutto, senza opere, senza comportamenti di terzi tali da far capire qualcosa, tra 20 anni per esempio potra essere soggetto a un usucapione maturata nel 1970??

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