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Orari per visita fiscale

11 Febbraio 2020 | Autore:
Orari per visita fiscale

Visite mediche di controllo al dipendente in malattia: fasce orarie di reperibilità per il medico dell’Inps.

Se il lavoratore è assente per malattia o infortunio, il datore di lavoro non può svolgere accertamenti sulla sua infermità [1], ma i controlli devono essere effettuati dai servizi ispettivi degli istituti competenti, d’ufficio o su richiesta del datore: l’accertamento sanitario sullo stato di salute del dipendente in malattia è detto visita fiscale.

Dal 1° settembre 2017, è stato costituito il Polo unico che attribuisce all’Inps la competenza esclusiva a effettuare le visite fiscali su richiesta dei datori di lavoro pubblici e privati o d’ufficio. La competenza prescinde dal fatto che l’indennità di malattia sia a carico del datore di lavoro o dell’Inps.

Il lavoratore ha l’obbligo di sottoporsi alla visita fiscale, per consentire all’Inps e al datore di lavoro di verificare il suo stato di salute: per questo motivo, durante le giornate di assenza deve rendersi disponibile per il medico dell’Inps presso il proprio domicilio 7 giorni su 7, compresi i giorni di riposo, festivi e le domeniche.

La reperibilità richiesta al dipendente, ad ogni modo, non è per l’intera giornata, ma solo entro determinate fasce orarie, che variano per i dipendenti pubblici e per i dipendenti delle aziende del settore privato. Per i lavoratori parasubordinati, o collaboratori, gli orari a cui attenersi sono gli stessi previsti per i dipendenti del settore privato.

Quali sono, nel dettaglio, gli orari per visita fiscale? Analizziamo quali sono le previsioni della normativa in merito alle fasce orarie di reperibilità. È bene ricordare, tra l’altro, che alcuni lavoratori sono esonerati dalla visita fiscale, e per altri l’eventuale assenza dal domicilio durante le fasce di reperibilità può essere giustificata.

Chi non deve rispettare gli orari per la visita fiscale?

È esonerato dalla visita fiscale il dipendente che:

  • è affetto da gravi patologie che richiedono terapie salvavita;
  • è affetto da stati patologici connessi alla situazione di invalidità riconosciuta nella misura pari superiore al 67 %;
  • ha una malattia per la quale sia stata riconosciuta la causa di servizio (solo se appartiene a specifiche categorie di dipendenti pubblici) [2].

Non può essere sottoposto a visita domiciliare di controllo il dipendente che sia ricoverato in ospedale [3].

Inoltre, in determinate situazioni l’assenza durante le fasce di reperibilità può essere giustificata (vedi: Assenza giustificata alla visita fiscale).

Da quando si devono rispettare gli orari per la visita fiscale?

Il medico dell’Inps può passare sin dal primo giorno di malattia: in sostanza, da quando è comunicata l’assenza per malattia ed inviato telematicamente il certificato medico all’Inps ci si può aspettare la visita da un momento all’altro.

Per il lavoratore, l’obbligo di rendersi disponibile al domicilio opera comunque dal primo giorno di malattia, anche se il certificato medico non è ancora stato inviato.

Attenzione: l’Inps, sulla base della normativa vigente, riconosce la prestazione di malattia soltanto dal giorno in cui è rilasciato il certificato dal medico curante. Questi, per legge non può giustificare le giornate di assenza precedenti alla visita.

Solo se il certificato è redatto a seguito di visita domiciliare, l’Inps riconosce anche il giorno che precede il rilascio (ma solo se feriale), quando indicato dal medico.

Nelle giornate non riconosciute dall’Inps, il lavoratore può essere considerato assente ingiustificato.

Quali sono gli orari per la visita fiscale?

Per quanto riguarda le fasce orarie di reperibilità per la visita fiscale, la riforma Madia, che ha istituito il Polo unico per le visite fiscali, prevede in futuro la loro unificazione per il settore pubblico e privato. Attualmente, il lavoratore assente per malattia deve farsi trovare al proprio domicilio per la visita del medico fiscale nei seguenti orari, 7 giorni su 7, festivi e domeniche compresi:

  • dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19 se dipendente del settore privato;
  • dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 18 se dipendente pubblico.

Gli orari per la visita fiscale si devono rispettare durante le ferie?

Se il lavoratore si ammala durante le ferie, e la patologia pregiudica il recupero delle energie psicofisiche del lavoratore, le ferie sono sospese. In questo caso, il lavoratore è tenuto ad essere disponibile durante le fasce di reperibilità, in quanto non si trova più in ferie, ma in malattia.

Gli orari si devono rispettare se la visita fiscale è già passata?

Mentre per i dipendenti pubblici è previsto che la visita fiscale possa essere effettuata più volte, anche nell’arco della stessa giornata, per i lavoratori del settore privato la disciplina è diversa.

Secondo quanto espressamente previsto dalla legge [5], per lo stesso lavoratore, nella stessa giornata, non può essere avanzata, alla competente Asl, una seconda richiesta di visita di controllo sullo stato di malattia; è invece consentita la reiterazione delle visite di controllo in più giorni successivi.

Ci sono orari per la visita ambulatoriale?

Può accadere che il lavoratore debba essere sottoposto a una visita ambulatoriale. Le visite ambulatoriali sono normalmente eseguite nei Centri medico legali delle sedi Inps nelle seguenti ipotesi:

  • quando il lavoratore contesta l’esito della visita di controllo domiciliare, e a condizione che manifesti immediatamente il proprio dissenso;
  • in tutti i casi di assenza del lavoratore alla visita di controllo domiciliare;
  • in caso di necessità di particolari verifiche sanitarie o amministrative.

In questi casi, non ci sono orari predeterminati, come avviene per le fasce di reperibilità, ma ci si dovrà attenere agli orari indicati dal medico nell’invito a recarsi al controllo ambulatoriale.


note

[1] Art.5 L. 300/1970 (Statuto dei lavoratori).

[2] Patologia ascritta alle prime tre categorie della TABELLA A allegata al decreto del Presidente della Repubblica 30 dicembre 1981, n. 834, ovvero a patologie rientranti nella TABELLA E del medesimo decreto.

[3] L. 463/1983.

[4] Art.9 D.M. 18/4/1996.

[5] Art.2 D.M. 15/7/1986.


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