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Cosa fare con i soldi risparmiati

11 Febbraio 2020 | Autore:
Cosa fare con i soldi risparmiati

Meglio investirli in un conto deposito o in una polizza? Comprare una casa da affittare, un lingotto d’oro o un’opera d’arte? I titoli di Stato convengono?

Come abbiamo già spiegato più volte, tenere i soldi in casa o in un conto corrente è il modo meno indicato per farli fruttare e per ricavarci qualcosa. Ma chi non è molto pratico di queste cose fa fatica a capire cosa fare con i soldi risparmiati. Meglio investirli in titoli finanziari o in buoni del Tesoro oppure conviene di più optare per il mattone o per un bene da rivendere in un secondo momento per ottenere un guadagno?

È chiaro che tutto dipende da quanti sono quei risparmi e dalle esigenze di ciascuno. Ad esempio, c’è chi non ha problemi a investire a lungo termine e, quindi, con i soldi risparmiati accende una polizza vita o un piano di accumulo pensando alla propria vecchiaia o agli studi del figlio appena nato. C’è, invece, chi ha la necessità di ricavare presto un guadagno da reinvestire altrove. Può essere il caso di chi mette in locazione una seconda casa e utilizza il canone per pagare le rate di una macchina o per l’affitto della casa al mare. Vuoi dire che chi si chiede cosa fare con i soldi risparmiati deve, prima di tutto, valutare quando e per quale scopo ha bisogno di avere un ritorno economico dal proprio investimento. Vediamo un po’ di alternative.

Soldi risparmiati: conviene lasciarli sul conto?

Chi ha a disposizione solo uno stipendio col quale riesce a tirare la fine del mese ma non riesce a risparmiare granché, non si pone il problema: dovrà per forza tenere i soldi sul conto corrente per garantire il pagamento delle utenze e per evitare di tenere inutilmente troppi contanti in casa. Che il conto renda tanto o poco è ininfluente, visto che appena riesce a mettere via qualcosa.

Chi, invece, si trova di volta in volta con dei soldi risparmiati deve fare un altro tipo di ragionamento. Il rendimento di un conto corrente è praticamente pari a zero, quindi quello che riuscirà a tenere da parte non produrrà alcunché. E poi c’è un altro fattore in grado di minare il suo denaro.

Il principale pericolo è l’inflazione. Si potrebbe dire che si tratta di una specie di tassa nascosta sui soldi che vengono depositati in banca, visto che il valore del denaro si deprezza nel tempo. Insomma, se oggi versi mille euro sul conto e li tieni lì, tra cinque anni (per ipotesi) ti troverai sempre mille euro con i quali, per di più, potrai comprare meno cose rispetto ad oggi. In qualche modo, non solo non ci avrai guadagnato ma sarai anche diventato più povero pur non avendo perso denaro.

Soldi risparmiati: conviene investirli in titoli?

A proposito di inflazione. Uno dei modi per compensare la perdita di valore del denaro depositato in un conto corrente per chi pensa cosa fare con i soldi risparmiati è quello di investirli in titoli di Stato, cioè in Bot e Btp.

Il ragionamento è questo. L’instabilità politica ed economica dell’Italia ha penalizzato il rendimento sia dei buoni ordinari sia di quelli del Tesoro. Un investimento annuo sui primi si rivela perdente, mentre con l’acquisto di Btp decennali nemmeno si arriva all’1%.

Questo significa che per invogliare i risparmiatori ad investire su queste soluzioni, lo Stato è costretto ad alzare il rendimento, il che vuol dire aumentare il proprio debito. In altre parole, quella dei titoli non è proprio la soluzione più indicata per chi non sa cosa fare con i soldi risparmiati e vuole avere un buon ritorno economico.

Soldi risparmiati: conviene il conto deposito?

Piuttosto di tenerli in un normale conto corrente, se ti chiedi cosa fare con i soldi risparmiati puoi sempre pensare ad un conto deposito. Rende decisamente di più rispetto a quello aperto solitamente in banca per ricevere lo stipendio o la pensione (siamo al di sopra dell’1% annuo). Inoltre, è garantito fino ad un massimo di 100mila euro dal Fondo Interbancario. Significa che se la tua banca fallisce, i tuoi risparmi fino a quella cifra sono al sicuro.

Il conto deposito si può aprire online e non ha costi di gestione. Qualche svantaggio c’è, però: con il conto deposito, ad esempio, non è possibile domiciliare le bollette, avere una carta di credito, un Bancomat o degli assegni e nemmeno effettuare dei pagamenti o ricevere dei bonifici. Resta, comunque, uno strumento di investimento per avere un certo guadagno.

Soldi risparmiati: conviene investire sul mattone?

L’investimento sul mattone è uno dei più classici modi di utilizzare i risparmi per farli fruttare. Se si dispone di una somma anche modesta e della possibilità di offrire alla banca una garanzia (busta paga o pensione, ad esempio), può risultare conveniente approfittare di qualche occasione presente sul mercato immobiliare, chiedere un mutuo ed acquistare un appartamento, un box o un piccolo stabile da affittare.

In particolare, se si tratta di una zona molto frequentata dai turisti, in una città universitaria dove non mancano gli studenti a caccia di una camera o di un bilocale oppure in un luogo vicino ad un ospedale: tra i parenti che devono assistere delle persone ricoverate o personale sanitario interessato a trovare una sistemazione vicina al lavoro, può risultare più facile trovare qualcuno interessato alla locazione.

Non è difficile pagare la rata del finanziamento con il canone della locazione: in questo modo, si disporrà senza troppa fatica di un bene materiale che può sempre rendere in affitto o che un domani può essere rivenduto per ottenere una plusvalenza.

Lo svantaggio di questa scelta lo si trova considerando la parte fiscale: tasse sul rogito e Imu da pagare, soprattutto. Le spese del condominio saranno a carico dell’inquilino, mentre al proprietario toccherà provvedere alla manutenzione in caso di bisogno.

Va da sé che chi acquista una casa con un mutuo, anche se l’affitta subito comincerà ad avere un guadagno nel momento in cui le rate del finanziamento saranno finite.

Soldi risparmiati: conviene l’investimento nel lusso?

Chi vuole un bene materiale diverso dall’immobile e si chiede cosa fare con i soldi risparmiati, spesso si butta sui beni di lusso: oro, opere d’arte, antiquariato.

Nel primo caso, quando, cioè, si vuole investire sul metallo prezioso, si va abbastanza sul sicuro. Paradosso vuole che questo investimento acquisti maggior valore quando in ballo c’è una crisi economica a livello mondiale: più si è in difficoltà, più l’oro diventa il bene rifugio per eccellenza. Se non si ha fretta di incassare, comprare quando il prezzo cala un po’ conviene, per poi aspettare il momento giusto per vendere.

Quanto all’investimento in opere d’arte, bisogna distinguere tra i due tipi di mercato a cui può accedere un risparmiatore:

  • il mercato d’arte primario, ovvero quello che consente di acquistare un’opera direttamente dall’artista che l’ha realizzata;
  • il mercato secondario, ovvero le gallerie d’arte, le case d’asta, i mercanti, ecc.

Nel primo caso, è più facile concludere un buon affare. Va da sé che non si parla di portare a casa un Picasso o un Van Gogh, artisti già passati a miglior vita, ma di comprare un’opera di un pittore o di uno scultore il cui prestigio (e, di conseguenza il cui valore) può essere destinato solo ad aumentare. In questo modo, la tela o la scultura che oggi paghi 6.000 euro, tra qualche anno può raddoppiare o triplicare il suo valore.

Chiaramente, bisogna capirci qualcosa ed avere anche un po’ di fortuna. Individuare la bravura ed il potenziale dell’artista che vende le sue opere ed informarsi sul fatto che non lavori solo su commissione.

Discorso simile per chi decide di investire i soldi risparmiati nell’antiquariato. In questo caso, però, gli affari girano più facilmente sulle aste, in cui è possibile trovare il pezzo antico a portata di un risparmiatore medio come quello per pochi privilegiati. Anche in questo caso, oltre alla fortuna, ci vuole un po’ di occhio e tanta conoscenza in modo da evitare di prendere qualche «cantonata» spacciata per un mobile di pregio.

A questo proposito, bisogna considerare il fatto che non esiste un mercato primario di quotazione e che, quindi, non c’è una precisa regola che identifichi il valore di un mobile o di un tappeto. È indispensabile, quindi, seguire il mercato delle aste, le oscillazioni e le quotazioni che vengono fatte da pezzi simili a quello su cui si pensa di investire.

Soldi risparmiati: conviene una polizza assicurativa?

La soluzione assicurativa per chi vuole sapere cosa fare con i soldi risparmiati è riservata a chi vuole fare un investimento a lungo termine. La polizza vita o il piano di accumulo consentono di mettere via ogni mese una somma non elevata e di trovarsi alla scadenza (di solito dopo 20-25 anni) con una cospicua pensione integrativa.

C’è chi lo fa per sé a questo scopo, vista l’attuale incertezza sul futuro non solo di chi non sa quanto prenderà di pensione ma anche di chi ignora se un giorno potrà prendere una pensione (vedi i nostri giovanotti che si devono accontentare di cominciare a pagare i contributi quando ormai sono trentenni). In quest’ottica, l’investimento conviene se parte il più presto possibile, non appena di sa di poter dedicarci una parte dei risparmi: più è lontana la scadenza (ovviamente entro certi limiti, perché i soldi bisogna anche goderseli), più alto sarà il rendimento.

C’è, invece, chi i soldi risparmiati li utilizza in questo modo pensando ai figli. Ci sono dei prodotti molto interessanti per i giovani, specialmente per chi deve frequentare l’università, che partono già dal momento in cui i ragazzi vengono al mondo. Polizze che al 18.mo anno di età si possono trasformare in soldi da dedicare ad una facoltà che, in un altro modo, non sarebbe stato possibile frequentare perché troppo cara. O per pagare una casa in un’altra città se studia fuori sede. O, ancora, per coprire le spese del suo matrimonio.

L’importante – è bene sottolinearlo – è non attendere troppo ad iniziare i versamenti. Altrimenti sarà un investimento inutile.


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