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L’adottato può ereditare dal genitore biologico?

15 Febbraio 2020
L’adottato può ereditare dal genitore biologico?

La persona adottata può ereditare dal suo genitore biologico?

Si può sapere se una persona è stata adottata?

Diciamo innanzitutto che:

  • in base all’articolo 27, comma 3, della legge n. 184 del 1983 con l’adozione cosiddetta “piena” cessano i rapporti dell’adottato verso la famiglia d’origine e questo significa che l’adottato non ha più alcun diritto sulla successione, quindi sulla eredità, dei Suoi genitori biologici.

A qualunque soggetto terzo non è però possibile accedere, né consultare o avere copia del provvedimento del giudice con cui fu dichiarata l’adozione o degli atti dello stato civile (certificati o estratti dell’atto di nascita) da cui risulti il legame adottivo perché l’articolo 73 della legge n. 184 del 1983 vieta a chiunque, compresi i pubblici ufficiali (cancellieri di tribunale e ufficiali dello stato civile), di rivelare in qualsiasi modo notizie sullo stato di figlio adottivo.

Quindi per verificare se una persona è figlio adottivo:

  • o è lui stesso che fornisce la relativa prova considerato che al diretto interessato possono essere rilasciati gli atti che lo provano (newsletter del Garante della Privacy del 23 gennaio 2013 n. 368);
  • oppure ogni altra persona potrà consultare tali provvedimenti o atti soltanto su autorizzazione dell’Autorità giudiziaria.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Angelo Forte



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5 Commenti

  1. L’adozione di maggiorenne presuppone la verifica del requisito della convenienza che sussiste quando l’adottando trovi un’effettiva e reale rispondenza nella comunione di intenti dei richiedenti.

  2. Va decisa l’adozione di persona maggiorenne da parte della zia (sorella della madre) su presupposto di avvenuto decesso del padre e di consenso della madre, qualora l’adozione consenta di rafforzare un legame giuridico e affettivo già presente con la zia, con acquisizione dei conseguenti diritti successori.

  3. I vizi attinenti alla prestazione del consenso all’adozione stessa non possono essere fatti valere con una autonoma azione negoziale, ma esclusivamente a mezzo dell’impugnazione del relativo provvedimento costitutivo, da parte dei soli soggetti legittimati dalla legge (alla stregua di tale principio la Suprema Corte ha confermato la sentenza di merito che aveva rigettato la domanda, avanzata da un congiunto dell’adottante, di nullità dell’adozione di un maggiorenne per incapacità dell’adottante).

  4. Il genitore è legittimato ad impugnare il provvedimento di adozione in casi particolari, ancorché decaduto dall’esercizio della potestà genitoriale, permanendo la sua qualità di parte nel relativo procedimento; infatti, non sono desumibili dalla normativa vigente elementi idonei ad escluderla, riferendosi all’adozione di maggiorenni, ovviamente non prevede la legittimazione ad impugnare dei “genitori”, sia perché essi, in quanto titolari di un’autonomia valutativa in ordine all’individuazione delle soluzioni di maggior utilità per il minore, hanno una posizione processuale propria, che mal si concilia con limitazioni imposte al potere d’impugnazione.

  5. Il divieto di consentire una successione di adozioni nel tempo di un unico adottando non si applica nel caso in cui la prima adozione sia una adozione speciale, in quanto un’interpretazione sistematica e costituzionalmente orientata non può che limitare l’applicazione del divieto de quo solo qualora si tratti di plurime adozioni di maggiorenne (o di adozioni ordinarie di minorenni oltre gli otto anni per il limitato periodo temporale in cui non erano adozioni legittimanti)

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