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Microchip cane: legge

1 Marzo 2020 | Autore:
Microchip cane: legge

Applicazione chip sottocutaneo: è obbligatoria? Il microchip consente la localizzazione del cane smarrito? Anagrafe canina telematica: cos’è? Quali sanzioni?

Decidere di avere un cane è una cosa bellissima ma allo stesso tempo molto impegnativa: fin da subito, chi acquista o adotta un amico a quattro zampe deve essere consapevole delle responsabilità che da tale situazione derivano. Esistono infatti alcune regole per avere un cane, regole che devono essere rispettate per il benessere dell’animale e per quello di chi ci sta intorno: pensa ad esempio al padrone che non si cura dell’abbaiare continuo del proprio cane, arrecando non poco disturbo ai vicini. Tra le norme che ogni proprietario di un cane deve rispettare v’è quello dell’iscrizione all’anagrafe canina dopo applicazione di un microchip sottocutaneo. Con questo articolo ci occuperemo proprio della legge sul microchip del cane.

Forse non lo sai, ma esiste un provvedimento legislativo che impone a tutti coloro che sono proprietari di un cane di far applicare, sotto la pelle del proprio animale, in maniera del tutto indolore, un piccolo chip che consente l’identificazione univoca del cane. Se ne vuoi sapere di più su questo argomento, prosegui nella lettura: vedremo insieme cosa dice la legge sul microchip dei cani.

Microchip cane: è obbligatorio per legge?

Cominciamo subito col dire che, secondo la legge [1], il microchip per cani è obbligatorio per tutti coloro che possiedono un cane a qualsiasi titolo. Ciò significa che, anche nel caso in cui tu decida di occuparti di un cane randagio per un determinato periodo di tempo, dovrai provvedere a fargli applicare un microchip e, successivamente, a registrarlo presso l’anagrafe canina.

Microchip: dopo quanto tempo va applicato?

L’applicazione del microchip deve avvenire entro e non oltre i due mesi di vita del cane. Dopo questo periodo si è soggetti a una sanzione amministrativa; stesso dicasi per chi detiene un cane senza microchip.

Cos’è il microchip per cani?

Ma cos’è questo microchip per cani che la legge prevede? Si tratta di un piccolissimo chip elettronico (le dimensioni sono simili a quelle di un chicco di riso) che viene applicato dal veterinario sotto la pelle del cane, per la precisione al lato sinistro del collo. L’operazione è assolutamente indolore, quindi non bisogna temere per la salute dell’animale.

Il microchip ha sostituito il vecchio metodo del tatuaggio di un codice alfanumerico (in genere composto dalla sigla della provincia ed un numero progressivo) impresso sulla faccia interna del padiglione auricolare sinistro. L’inconveniente principale del tatuaggio era che, spesso, con il passare del tempo risultava poco leggibile.

Microchip cani: a cosa serve?

Il microchip per cani serve a individuare in maniera univoca (cioè, certa) l’identità del cane: il numero di microchip, infatti, viene iscritto nell’anagrafe canina informatizzata insieme al nome del proprietario dell’animale.

Lo scopo della legge sul microchip dei cani è quella di scongiurare il triste fenomeno dell’abbandono degli animali e, allo stesso tempo, di agevolare il ritrovamento di quelli che sono andati smarriti: il microchip sottocutaneo, infatti, può essere “letto” mediante apposito dispositivo (denominato Rfid) che consente di risalire al suo numero (un po’ come si legge un codice a barre, insomma).

Il chip sottocutaneo contiene una sequenza di 15 numeri unica: al codice corrisponde un documento dell’anagrafe canina con tutti i dati dell’animale e del proprietario.

Tutto ciò significa che il ritrovamento di un cane di cui non sia stata denunciata la perdita di possesso potrebbe far configurare un tentativo sanzionabile di abbandono in quanto, se l’animale è munito di microchip e registrato all’anagrafe canina, si risalirebbe facilmente al proprietario.

Ugualmente, se il cane si è allontanato da casa, il proprietario potrà maggiormente sperare nel ritrovamento grazie al microchip.

Attenzione, però: il microchip non è localizzatore satellitare (cioè, un Gps), quindi non serve a localizzare geograficamente il soggetto ma permette di identificarlo univocamente e associarlo alla persona che ne è responsabile.

Iscrizione all’anagrafe canina: cos’è?

Effettuata l’applicazione del microchip, si deve procedere all’iscrizione presso l’anagrafe canina. Normalmente le operazioni sono contestuali: il veterinario dell’Asl, dopo aver provveduto all’applicazione del microchip sottocutaneo, iscrive il numero del microchip e il corrispondente nome del proprietario all’interno del registro d’anagrafe.

Esistono specifiche norme regionali che stabiliscono i termini per l’iscrizione all’anagrafe. Ad esempio, in Campania l’iscrizione all’anagrafe canina deve avvenire entri il termine di trenta giorni dalla nascita del cucciolo oppure entro quindici giorni dall’inizio del possesso del cane, e comunque prima della sua cessione a qualunque titolo [2]. Poiché la registrazione presso l’anagrafe presuppone che il microchip sia già stato impiantato, vuol dire che colui che risiede in tale Regione dovrà procedere entro questo termine all’applicazione del chip.

Cessione o morte del cane: cosa fare?

La legge che disciplina il microchip dei cani prevede impone al proprietario di provvedere a comunicare all’anagrafe canina l’eventuale cessione o morte dell’animale.

In questi casi, si dovrà compilare un apposito modulo e consegnarlo all’Asl veterinaria oppure al proprio medico veterinario affinché si provveda alla variazione all’interno dell’anagrafe canina.

Cane randagio: cosa fare?

Se si trova in strada un cane randagio e si ha intenzione di adottarlo, occorre innanzitutto portarlo dal veterinario per verificare se sia già munito di microchip: infatti, qualora il chip dovesse già esservi, potrebbe trattarsi di un cane smarrito, con conseguente obbligo di restituirlo al legittimo proprietario.

Solamente nel caso in cui il cane non dovesse possedere alcun microchip, allora si potrebbe procedere alla sua applicazione e registrazione all’anagrafe.

Cane senza microchip: quali sanzioni?

La legge sanziona chi non ha provveduto ad applicare il microchip al proprio cane e a registrarlo all’anagrafe canina. L’entità della sanzione varia da Regione a Regione: ad esempio, riprendendo il modello della Campania, chi omette di iscrivere il proprio cane all’anagrafe è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma pari ad euro 200,00.

Ugualmente, nel caso di mancata comunicazione del trasferimento di proprietà, della variazione della propria residenza o domicilio, dello smarrimento o furto, del decesso del proprio cane si applica la sanzione amministrativa del pagamento di una somma pari ad euro 200,00.


note

[1] Legge n. 281 del 14 agosto 1991.

[2] Legge Regionale n. 3 dell’11 aprile 2019.

Autore immagine: Canva.com


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