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Spese legali: condanna in solido

15 Febbraio 2020
Spese legali: condanna in solido

In una s.a.s., i soci A,B,C,D sono accomandatari ,il socio E accomandante. Il socio A affitta un ramo di azienda ad una società di cui è titolare il socio B . I soci C,D,E , che sono in maggioranza , chiedono l’annullamento del contratto di affitto stipulato a loro insaputa, ma perdono la causa. Nella circostanza, il Tribunale “condanna la sas ….. ed i soci C,D,E in solido tra loro al pagamento delle spese processuali sostenute da A e B “. Deve intendersi che le spese processuali richiamate sono a carico solamente dei soci C,D,E o sono a carico della società e quindi di tutti i soci?

Non potendo entrare nel merito della sentenza (e, quindi, nella valutazione di quanto ha disposto il giudice), mi soffermo sull’analisi esegetica di quanto riportato.

La condanna in solido della società e di alcuni dei soci che compongono la stessa è da intendersi come obbligazione sorta sia nei confronti dei soci C,D,E, che nei confronti dell’intera società.

Ciò significa che, dal punto di vista dei soci A e B, vincitori della causa, questi potranno agire per il recupero dell’intero importo delle spese, indifferentemente, nei confronti della società, o nei confronti dei singoli soci C,D,E.

Dal punti di vista sei soccombenti, soci C,D,E, se i soci A e B dovessero agire per il recupero di tutte le spese processuali solo nei loro confronti, quest’ultimi – una volta pagato l’intero debito – potranno rivalersi nei confronti delle casse della società per il recupero della metà delle spese processuali pagate.

Allo stesso modo, se i soci A e B dovessero agire solo nei confronti della società, quest’ultima – tramite il rappresentante legale – potrebbe agire con un’azione di regresso nei confronti dei soci C,D,E per il recupero della metà delle spese sostenute.

Facciamo un esempio.

Se è stato liquidato un importo di 10mila euro, a titolo di spese legali, i soci A e B potranno recuperare l’intero importo nei confronti dei soci C,D,E. Quest’ultimi dovranno pagare 10mila euro ai soci A e B e, poi, richiedere alla società, obbligata in solido, il pagamento della somma pari a 5mila euro.

Ovviamente, essendo interessata una società in accomandita semplice, le spese dovranno essere pagate dapprima col patrimonio sociale e, solo nel caso in cui questo non dovesse essere sufficiente per far fronte al debito, da tutti i soci.

I soci chiamati a pagare i debiti, per conto della società insolvente, risponderanno a seconda della qualifica ricoperta:

  • il socio E, accomandante, nel limite della quota conferita;
  • gli altri soci accomandatari anche col proprio patrimonio personale.

Diverso sarebbe il caso in cui il giudice liquidasse le spese facendo un distinguo tra quanto deve pagare la società e quanto devono pagare i soci C,D,E.

In quel caso, i soci vincitori della causa potrebbero agire nei confronti dei soccombenti solo per la quota di spettanza, così come disposta dal giudice.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avvocato Salvatore Cirilla



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