Coronavirus, arriva una app per svelare chi è a rischio

11 Febbraio 2020
Coronavirus, arriva una app per svelare chi è a rischio

L’app realizzata dalla Cina è un rivelatore di contatto che serve per individuare chi ha avuto contatti con una persona contagiata dall’infezione.

Arriva una app per svelare chi è a rischio di coronavirus. Giunge dalla Cina, che, per come ci informa ora l’agenzia stampa Adnkronos, ha lanciato questo ‘rivelatore di contatto ravvicinato’ che serve ad indicare a chi lo usa se è stato vicino a una persona contagiata dall’infezione o che sospetta di esserlo anche senza aver ricevuto una diagnosi.

Lo scopo è quello di identificare le persone a rischio, farle restare a casa e informare in automatico le autorità sanitarie locali. Un uso a fini di sorveglianza della popolazione, dunque, e non prettamente medico. Infatti, l’app è stata sviluppata dai dipartimenti governativi insieme alla China Electronics Technology Group Corporation ed è supportata dai dati delle autorità sanitarie e dei trasporti.

La nuova app funziona così: una volta installata sul proprio smartphone (partendo dal servizio di download Alipay o dalla piattaforma di social media WeChat) ci si identifica attraverso la scansione del codice QR (Quick Response) ricevuto e si forniscono i propri dati personali, nome e numero di carta di identità. Ogni numero di telefono che si registra al servizio può essere utilizzato per controllare lo stato di un massimo di tre persone.

Secondo le istruzioni fornite dalle autorità cinesi “aver avuto un contatto stretto equivale all’essere stati vicini, senza misure di protezione efficaci, a un soggetto con confermata, sospetta o lieve infezione da coronavirus, anche se la persona non presentava sintomi“.

Un esperto di epidemiologia cinese del Chinese Center for Disease Control and Prevention (il Dipartimento di controllo e prevenzione delle malattie) afferma che quando il coronavirus colpisce un componente di una famiglia “possono verificarsi cluster secondari (ovvero mini focolai) di infezione causati dallo stretto contatto tra i familiari. Ed è quello che è successo nell’83% dei casi registrati in Cina”. Altri cluster “si sono verificati in luoghi pubblici, tra cui gli ospedali, le scuole, i centri commerciali e le fabbriche”.


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