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Pignoramento beni mobili: ultime sentenze

12 Marzo 2020
Pignoramento beni mobili: ultime sentenze

Leggi le ultime sentenze su: società priva di beni mobili o immobili; soddisfazione del credito; fallimento del debitore esecutato;  dichiarazione di improcedibilità della procedura esecutiva prima della vendita dei beni mobili.

L’insufficienza del patrimonio societario

Non sussiste la condizione di procedibilità richiesta dall’art. 2304 c.c. per potere agire o intervenire in sede esecutiva contro il socio illimitatamente responsabile di una società di nome collettivo, quando non è stata dimostrata con sufficiente certezza l’insufficienza del patrimonio della società per la soddisfazione del credito.

(Nella specie: il creditore si è limitato a produrre una visura camerale dalla quale emerge che già dall’anno 2011 la società era “inattiva” senza allegare ulteriori circostanze di fatto idonee a dimostrare, neanche a livello indiziario che, già al tempo dell’intervento nella procedura esecutiva la società fosse priva di beni mobili o immobili in grado di soddisfare le pretese della creditrice e che quindi il suo patrimonio era incapiente, come visura di note presso l’Agenzia delle Entrate, visura immobiliare storica della società, visure del PRA, eventuali infruttuosi tentativi di pignoramento).

Tribunale Terni, 11/10/2019, n.777

Esecuzione mobiliare presso il debitore e presso terzi

In tema di esecuzione mobiliare, qualora la vendita delegata all’Istituto Vendite Giudiziarie non sia stata eseguita, per la declaratoria di improcedibilità della procedura esecutiva conseguente all’intervenuto fallimento del debitore, ex art. 51 del r.d. n. 267 del 1942 (e, quindi, per cause non dipendenti dall’istituto delegato), il Giudice dell’esecuzione, nell’individuare il soggetto da onerare della liquidazione del compenso dovuto all’ausiliario, ex art. 33 del d.m. n. 109 del 1997, non può derogare ai principi generali posti dall’art. 8 del d.P.R n. 115 del 2002 e dall’art. 95 c.p.c..

Ne consegue che le competenze dell’ausiliario vanno poste a carico del creditore procedente e, cioè, del soggetto tenuto ad anticipare le spese per gli atti del procedimento da lui avviato, in quanto il vincolo del pignoramento permane sino a che i beni non siano venduti nell’ambito della procedura fallimentare o questa non sia altrimenti chiusa, con la conseguenza che la procedura esecutiva, esistendo ancora i beni, può nuovamente liberamente svolgersi.

Cassazione civile sez. II, 12/09/2019, n.22800

La giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo

La giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo in materia urbanistica ed edilizia (art. 134, comma 1, lett. f, c.p.a.) comprende anche la riscossione mediante cartella di pagamento – ovvero tramite ordinanza-ingiunzione ex art. 2 del regio decreto n. 639/1910 – degli oneri di urbanizzazione con applicazione delle relative sanzioni restando, infatti, esclusa dall’ambito di cognizione la sola procedura esecutiva in senso stretto, che ha inizio con il pignoramento (e per beni mobili registrati, con l’eventuale provvedimento di fermo) e che appartiene alla giurisdizione del giudice ordinario.

T.A.R. Bari, (Puglia) sez. III, 01/06/2019, n.770

Proprietà dei beni mobili pignorati nella casa o nell’azienda del debitore

In tema di opposizione del terzo (art. 619 c.p.c.) mobiliare, il terzo opponente non può provare con testimoni il suo diritto sui beni mobili pignorati nella casa o nell’azienda del debitore, tranne che l’esistenza del diritto stesso sia resa verosimile dalla professione o dal commercio esercitati dal terzo o dal debitore.

Incombe pertanto sull’opponente l’onere di provare non solo di avere acquistato i beni staggiti con atto avente data certa anteriore al pignoramento, ma altresì di avere affidato tali beni al debitore a titolo diverso dalla proprietà.

Più precisamente per vincere tale presunzione, il terzo, che reclama la proprietà dei beni stessi, deve dimostrare: a) di averli acquistati con scrittura di data certa anteriore al pignoramento: a tal proposito, il terzo opponente può indubbiamente servirsi della fattura d’acquisto (atto giuridico a contenuto partecipativo costituente la dichiarazione fatta all’altra parte di fatti concretanti un rapporto già in precedenza costituito) purché a termini degli artt. 2702-2704 c.c. essa risulti sottoscritta dal venditore, accettata dall’acquirente e abbia data certa e anteriore al pignoramento; b) che, alla data del pignoramento, i mobili si trovassero presso il debitore per un titolo diverso da quello di proprietà, con i mezzi consentiti dall’art. 621 c.p.c.

Tribunale S.Maria Capua V. sez. III, 03/01/2018, n.4

Reato di sottrazione di cose sottoposte a pignoramento

Il reato di sottrazione di cose sottoposte a pignoramento, previsto dall’art. 388, comma terzo, cod. pen., ha natura istantanea e si consuma nel momento in cui viene posta in essere la violazione del vincolo di indisponibilità cui è soggetto il bene, cosicchè, una volta constatato che lo stesso è stato distolto dalla procedura esecutiva, deve escludersi che un successivo accertamento della medesima condotta già compiuta integri un’ulteriore violazione della norma incriminatrice, trattandosi della mera ricognizione di effetti, ancora permanenti, di un delitto già perfezionatosi.

(Fattispecie in cui la Corte ha ritenuto violato il principio del “ne bis in idem” in relazione alla duplice contestazione relativa alla sottrazione da parte del ricorrente di beni mobili sottoposti a pignoramento, accertata in occasione di due distinti accessi dell’addetto alle vendite giudiziarie disposti dal giudice dell’esecuzione).

Cassazione penale sez. VI, 27/09/2017, n.52173

Pignoramento di beni immobili o beni mobili

Deve ritenersi ammissibile la conversione ex art. 495 c.p.c. anche nel caso di pignoramento presso terzi di crediti. Inammissibile è, invece, la possibilità di rateizzare la somma da convertire, e ciò in quanto il quarto comma dell’art. 495 c.p.c. prevede espressamente la possibilità di rateizzare i pagamenti solo nel caso in cui il pignoramento colpisca beni immobili o beni mobili.

Tribunale Milano sez. III, 17/05/2017

Giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo

La giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo in materia urbanistica ed edilizia (art. 134, comma 1, lett. f, c.p.a.) comprende anche la riscossione mediante cartella di pagamento – ovvero tramite ordinanza-ingiunzione ex art. 2 r.d. n. 639 del 1910 – degli oneri di urbanizzazione con applicazione delle relative sanzioni, restando esclusa dall’ambito di cognizione di tale giudice la sola procedura esecutiva in senso stretto, che ha inizio con il pignoramento – o, quanto ai beni mobili registrati, con l’eventuale provvedimento di fermo – che appartiene alla giurisdizione del giudice ordinario.

T.A.R. Catania, (Sicilia) sez. II, 11/10/2016, n.2531

Opposizione all’esecuzione e pignoramento mobiliare

La dimostrazione fornita da parte del terzo che propone opposizione alla esecuzione ai sensi dell’art. 619 c.p.c. che, alla data del pignoramento, il debitore esecutato non abitava nella casa ove sono stati pignorati i beni mobili, fa venir meno la presunzione di appartenenza di quei mobili al debitore esecutato, ma non esonera il terzo dall’onere dell’ulteriore prova relativa all’esistenza di un proprio diritto reale sui tali beni.

Tribunale Monza sez. III, 06/10/2016, n.2616

Infruttuosa esecuzione sui mobili

Va riconosciuta collocazione sussidiaria sul ricavato della vendita degli immobili, regolata dall’art. 2776 c.c., al creditore privilegiato che ha proceduto ad una esecuzione infruttuosa sui beni mobili del debitore dopo il pignoramento immobiliare e che ha depositato la relativa documentazione entro il termine ultimo per l’intervento dei creditori privilegiati, ovverosia, ai sensi dell’art. 566 c.p.c., entro l’udienza di discussione del progetto di distribuzione

Tribunale S.Maria Capua V., 26/07/2016

L’impignorabilità dei beni sottoposti ad esecuzione forzata

Non contestandosi con l’impugnazione l’impignorabilità dei beni sottoposti ad esecuzione forzata, ma tendendosi semplicemente ad evidenziare l’inefficacia del pignoramento concretamente eseguito per avere attinto beni mobili non più nella titolarità del debitore, bensì di un soggetto estraneo, in forza dell’avvenuta cessione del credito vantato, la verifica sarebbe dovuta restare circoscritta all’ambito del giudizio esecutivo, potendosi apprezzare in relazione alla dichiarazione (negativa) del terzo oppure all’esito dell’eventuale giudizio di accertamento.

Pertanto, non può che evidenziarsi la relativa carenza di interesse ad agire dell’opponente. L’unico soggetto legittimato attivamente a far valere l’inefficacia del pignoramento sul credito sarebbe stato, dunque, l’istituto di credito cessionario.

Tribunale Bari sez. II, 11/02/2015, n.647

Pignoramento dei beni mobili

L’Ufficiale non può neppure procedere al pignoramento dei beni mobili sul presupposto che in presenza di eventuali terzi lesi, questi avrebbero potuto proporre opposizione ex art. 619 c.p.c. allorquando la società debitrice mostra un contratto di affitto di ramo d’azienda con data certa, ove è scritto che la locazione comprende i locali inclusi tutti gli elementi che concorrono a formare il patrimonio aziendale.

Tribunale Milano sez. X, 03/12/2009, n.14518

Pignorabilità dei particolari beni mobili

In tema di pignoramento, alla luce dell’art. 492, comma 4 e 5, c.p.c., non si può ritenere che l’esclusione della pignorabilità dei particolari beni mobili di cui all’ultimo comma dell’art. 515 c.p.c. possa operare anche a fronte dell’esistenza di altri beni, immobili, bensì utilmente espropriabili, ma non nell’ambito dello stesso pignoramento già in corso di esecuzione:non si può pertanto ammettere l’esclusione della pignorabilità di alcuni beni quando ciò dovesse comportare l’onere per il creditore di promuovere un ulteriore pignoramento.

Tribunale Trani, 15/10/2008


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