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Da quando decorre la prescrizione delle bollette

11 Febbraio 2020
Da quando decorre la prescrizione delle bollette

Conguagli e fatture della luce, dell’acqua e del gas: i nuovi termini di prescrizione e la decorrenza ridotta. Come contestare una bolletta non dovuta. 

In un precedente articolo abbiamo risposto a un tipico quesito degli intestatari di una utenza della luce, dell’acqua, del telefono o del gas: quanto tempo bisogna tenere le bollette? In quella sede abbiamo spiegato che il tempo di conservazione delle ricevute di pagamento deve essere pari al termine di prescrizione del diritto di credito della società fornitrice. Difatti, una volta verificatasi la prescrizione, il creditore non può esigere più alcun pagamento, anche quando esso non sia mai avvenuto. In buona sostanza, il debitore è libero da ogni obbligo di adempimento. 

Di qui il comune interrogativo: da quando decorre la prescrizione delle bollette? Per spiegare questo aspetto dobbiamo innanzitutto ricordare quali sono i termini di prescrizione delle varie utenze per poi comprendere a partire da quale giorno si inizia a calcolare il decorso del termine. 

Cosa significa prescrizione delle bollette?

Prima di spiegare da quando decorre la prescrizione delle bollette dobbiamo chiarire cosa si intende per prescrizione. La prescrizione è un meccanismo previsto dal nostro Codice civile in virtù del quale, una volta decorso un certo periodo di tempo – variabile a seconda del tipo di pagamento – il credito non può più essere riscosso. Per cui il debitore si libera definitivamente dal proprio obbligo. Conseguentemente ogni azione rivolta al recupero del credito può essere contrastata facendo semplicemente valere il decorso del tempo, ossia la prescrizione.

Attenzione però: il decorso della prescrizione si interrompe ogni volta che il creditore invia un sollecito di pagamento con un atto avente data certa (e quindi con raccomandata a.r. o con posta elettronica certificata). Se, ad esempio, l’utente dovesse ricevere una raccomandata con una diffida e messa in mora, il termine di prescrizione, se non è ancora compiuto, si interrompe e torna a ricalcolarsi da capo a partire dal giorno successivo. 

Tanto per fare un esempio, se la prescrizione di cinque anni si compie nel 2022, un’eventuale lettera di diffida ricevuta nel 2021 fa sì che la prescrizione slitti al 2026 (ossia cinque anni dopo il 2021).

Prescrizione bollette: la nuova legge

Una legge del 2017 [1] ha modificato i termini di prescrizione delle bollette della luce, del gas e dell’acqua, portandole da 5 a 2 anni. Gli effetti della legge però hanno avuto decorrenza diversa a seconda del tipo di utenza:

  • per le utenze elettriche: a partire dal 2.03.2018;
  • per le utenze del gas: a partire dal 2.01.2019;
  • per le utenze dell’acqua: a partire dal 2.01.2020.

Le utenze del telefono invece restano ancora regolate dalla vecchia normativa, per cui si prescrivono in 5 anni. 

Qual è la prescrizione delle bollette

Allo stato attuale, dunque, la prescrizione delle bollette è la seguente:

Bollette della luce

Le bollette della luce pagate fino al 1.03.2018 vanno conservate per cinque anni.

Le bollette della luce pagate dal 2.03.2018 in poi vanno conservate per due anni soltanto.

Bollette del gas

Le bollette del gas pagate fino al 1.01.2019 vanno conservate per cinque anni.

Le bollette del gas pagate dal 2.01.2019 in poi vanno conservate per due anni.

Bollette dell’acqua

Le bollette dell’acqua pagate fino al 1.01.2020 vanno conservate per cinque anni.

Le bollette dell’acqua pagate dal 2.01.2020 in poi vanno conservate per due anni.

Bollette del telefono

Le bollette del telefono si prescrivono in cinque anni sempre. 

Bollette di conguaglio della luce, dell’acqua o del gas

Anche i conguagli di luce, acqua e gas si prescrivono in due anni a partire dalle date sopra menzionate. 

Da quando decorre la prescrizione delle bollette?

In generale, la prescrizione civile inizia a decorrere «dal giorno in cui il diritto di credito può essere fatto valere», ossia da quando il debitore è ufficialmente in mora. Questo significa che i termini di prescrizione si calcolano a partire dal giorno successivo a quello in cui il credito è scaduto (la data è indicata nella bolletta). Non si calcola il giorno nel corso del quale cade il momento iniziale del termine e la prescrizione si verifica con lo spirare dell’ultimo istante del giorno finale.

Se il termine scade in un giorno festivo, è prorogato di diritto al giorno seguente non festivo.

Come anticipato in apertura le lettere di sollecito interrompono la prescrizione e la fanno decorrere nuovamente da capo ma solo se inviate con raccomandata a.r. o con posta elettronica certificata. 

Come tutelarsi da bollette cadute in prescrizione?

Chi riceve una bolletta caduta in prescrizione non deve, in realtà, fare nulla. Potrebbe infatti limitarsi ad attendere il successivo passo della società fornitrice per poi contestarlo in un momento successivo. Potrebbe cioè opporsi all’eventuale decreto ingiuntivo ricevuto. 

In verità, l’esigenza di contrastare una richiesta di pagamento caduta in prescrizione deriva dalla necessità di evitare l’interruzione del servizio. In tal caso, di fronte cioè a una bolletta per consumi anteriori di oltre due anni, occorre scrivere alla società fornitrice facendo rilevare la decorrenza dei termini. Lo si può fare anche senza avvocato inviando una raccomandata oppure una email di posta elettronica certificata (pec), direttamente alla sede legale del venditore e del gestore interessati. La missiva dovrà contenere tutti i dati identificativi del cliente, assieme al codice POD, oltre ai motivi della contestazione e all’avvenuto decorso dei 2 anni.  


note

[1] Art. 1 c. 4-11 L. 205/2017.

Autore immagine https://it.depositphotos.com


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