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Pignoramento azioni: ultime sentenze

10 Marzo 2020
Pignoramento azioni: ultime sentenze

Leggi le ultime sentenze su: pignoramento delle azioni; somma proveniente da credito di lavoro; pignoramento delle azioni o quote sociali; azione di responsabilità e le azioni cautelari di revoca dell’amministratore.

Il pignoramento delle azioni

Il pignoramento delle azioni, proprio perché racchiude l’insieme di situazioni soggettive che connotano la qualità di socio di una s.p.a., si inquadra nell’ambito del pignoramento dei titoli di credito, ex art. 1997 c.c. secondo cui il pignoramento non ha effetto se non si attua sul titolo, non essendo sufficiente la mera annotazione sul libro soci, salva la necessità di siffatto genere di adempimenti aggiuntivi in rapporto alla natura del titolo.

Cassazione penale sez. VI, 12/04/2018, n.33024

Società a responsabilità limitata

In ipotesi di pignoramento delle azioni o quote sociali, sia il socio sia il creditore pignorante possono ritenersi legittimati ad esercitare, in concorso fra loro, l’azione di responsabilità e le azioni cautelari di revoca dell’amministratore.

Tribunale Roma, 27/04/2011

Pignoramento delle azioni di una Spa

Com’è anche per le quote di una s.r.l., il pignoramento delle azioni di una s.p.a. – sia che siano state emesse sia che non si sia provveduto alla loro emissione – non si estingue con l’azzeramento del capitale sociale, poiché esso si concentra sulla quota di liquidazione nel caso di deliberazione di scioglimento della società ovvero sul diritto di opzione ove sia deliberata la ricostituzione del capitale sociale; in tale ultima ipotesi ne consegue che, se questo diritto non viene esercitato, il pignoramento produrrà i suoi effetti sul valore dello stesso diritto di opzione e l’espropriazione continuerà anche solo limitatamente a questo valore.

Tribunale Torre Annunziata, 08/08/2008

La forma del pignoramento delle azioni di Spa

La forma del pignoramento delle azioni di s.p.a. è la medesima di quella prevista per il pignoramento di beni mobili in quanto bene mobile è la cartula – titolo di credito. Elemento determinante per la scelta del rito processuale è quello della diretta disponibilità del bene; la quale deve escludersi per le azioni di s.p.a. depositate presso la società, in vista dell’assemblea, e, in generale per i beni custoditi da terzi con modalità tali da escludere la diretta disponibilità del bene da parte del titolare.

L’opposizione agli atti esecutivi avente ad oggetto la dedotta nullità assoluta ed insanabile del pignoramento per difetto della sua forma può essere proposta senza il vincolo del termine perentorio ex art. 617 c.p.c.

Pretura Milano, 19/05/1995

Spossessamento e doppia annotazione su titolo e libro soci

In tema di pegno e pignoramento di azioni sociali, la disciplina speciale dettata dall’art. 3 r.d. n. 239 del 1942 prevale su quella generale di cui all’art. 2786 c.c., con la conseguenza che per la costituzione del vincolo e per la sua opponibilità a terzi non è sufficiente lo spossessamento del titolo accompagnato da una scrittura avente data certa, ma è necessaria la doppia annotazione sul titolo e nel libro soci.

Cassazione civile sez. I, 20/01/2017, n.1588

Limiti al pignoramento

Il sequestro conservativo presso il datore di lavoro di somme di danaro relative a crediti retributivi può essere disposto in misura non superiore al quinto delle stesse, valendo in proposito i medesimi limiti posti dall’art. 545 c.p.c. all’esecuzione del pignoramento. (In motivazione la Corte ha precisato che è compito del tribunale del riesame davanti al quale il provvedimento cautelare è stato impugnato verificare se nell’adozione della misura tale limite sia stato rispettato).

Cassazione penale sez. VI, 04/02/2011, n.16168

Effetti del pignoramento

Il divieto posto dall’art. 168 l.fall. di iniziare o proseguire azioni esecutive per il periodo che intercorre dalla data di presentazione del ricorso fino all’omologazione, non riguarda solo le azioni esecutive propriamente dette (art. 474 ss. codice procedura civile) ma anche qualsiasi iniziativa del creditore volta a realizzare unilateralmente e al di fuori di una procedura concorsuale il contenuto dell’obbligazione, ivi compreso quindi il sequestro conservativo (civile o penale) che anticipa gli effetti del pignoramento.

Sono invece da ritenersi ammissibili il sequestro preventivo penale (art. 321 codice penale), quello giudiziario (art. 670 codice procedura civile) e i provvedimenti di urgenza (art. 700 codice procedura civile), da valutarsi, questi ultimi, alla luce della domanda di merito che il ricorrente intenda proporre.

Tribunale Biella, 09/10/2009

Pignoramento

In sede di procedimento, avente per oggetto l’accertamento di un credito nei confronti di una liquidazione giudiziale postconcordataria, non è ammissibile il ricorso a provvedimenti in via d’urgenza destinati ad ottenere l’accantonamento della somma in contestazione, nè la richiesta di misure cautelari, dovendo il primo essere disposto dal tribunale, ai sensi dell’art. 181 comma 3 l. fall. e le seconde perché, convertendosi in pignoramento, violerebbero il principio del divieto delle azioni esecutive durante la fase di adempimento del concordato.

Tribunale Roma, 17/06/1998


4 Commenti

  1. Coppia sposata con 2 figli minorenni, dopo 20 anni divorziano. Consensualmente Lui, avente reddito, deve a Lei €800\mese. Dopo pochi mesi Lui non versa più nulla. Dopo qualche anno viene prodotto un verbale di comparizione presidenziale che obbliga Lui a versare €400\mese a Lei e obbliga Lei a versare €170\mese a Lui. Dato il verbale, decade la consensuale, nessuno dei due però rispetta tale sentenza. Dopo qualche anno Lei riesce a trovare lavoro e Lui, considerando che quanto stabilito nel verbale non si può compensare, vorrebbe pignorare presso terzi (datore di lavoro di Lei) €170/mese. Utilizzando stessa sentenza, Lei potrebbe pignorare l’importo che le verrebbe pignorato da Lui?

    1. La moglie non potrà pignorare qualcosa che Le è stato pignorato all’interno del procedimento che la vede debitrice, ma potrebbe, con la stessa sentenza, pignorare il medesimo importo, depositato presso il conto corrente in cui sono state depositate quelle somme presso di lei pignorate.Infatti, nel pignoramento intrapreso dal marito per il credito maturato dall’inadempimento commesso dalla moglie, quest’ultima risulta la debitrice principale del processo esecutivo. Pertanto, a meno che la coniuge inadempiente non proponga opposizione all’esecuzione, eccependo l’esistenza di un controcredito maturato nei confronti del marito per via delle sue inadempienze, la moglie non potrà fare altro che costatare il pignoramento e procedere, con la propria sentenza, con un nuovo pignoramento presso la banca dove è acceso il conto corrente del marito, o presso altri terzi debitori del marito o, ancora, presso la casa del marito (pignoramento mobiliare).Mi preme specificarLe che il coniuge separato che proceda al pignoramento dello stipendio dell’altro coniuge, il quale non abbia ottemperato agli obblighi previsti nella sentenza di separazione, è legittimato ad agire anche per la mancata corresponsione dell’assegno di mantenimento dovuto dal coniuge inadempiente nei confronti del figlio, minorenne, ma anche divenuto maggiorenne, ma non ancora autosufficiente.La posizione di tale figlio, divenuto maggiorenne ma ancora dipendente non per sua colpa dai genitori, deve essere assimilata, infatti, a quella del figlio minore con conseguente protrazione dell’obbligo di mantenimento, oltre che di istruzione, fino al momento in cui il figlio stesso abbia raggiunto una indipendenza economica, ovvero versi in colpa per non essersi messo in condizione di conseguire un titolo di studio o di procurarsi un reddito mediante l’esercizio di idonea attività lavorativa.Pertanto, il coniuge separato ben può agire in via esecutiva nei confronti dell’altro coniuge per ottenere quanto da questi dovuto per il proprio mantenimento, oltre che di quello del figlio minorenne, o maggiorenne con sé convivente, ma che non sia in grado di procurarsi idonei mezzi di sostentamento.

  2. Ho notificato tre atti di pignoramento presso tre banche contro una società agricola. Mi hanno dato false informazioni. Faccio causa a tutte e tre?

    1. All’udienza del processo esecutivo, tenuto conto che il pignoramento eseguito sulla banca A copre l’intero debito, il debitore potrebbe proporre istanza per ottenere la riduzione del pignoramento ed il giudice stesso, anche d’ufficio, potrebbe disporre in tal senso. Unica condizione perché sia disposta la riduzione è che le somme e/o il valore dei beni sui quali il pignoramento risulta eseguito sia superiore all’importo dovuto al creditore pignorante (e agli eventuali creditori intervenuti), comprensivo di capitale, interessi e spese. Ovviamente la lettrice potrà prospettare al giudice ogni valutazione in merito alla maggiore o minore possibilità di realizzo del credito attraverso l’ordinanza di assegnazione e/o vendita che il giudice vorrà disporre. Per quanto concerne i titoli pignorati dovrà procedere nel modo di seguito descritto. Ove si tratti di società a responsabilità limitata, la partecipazione può formare oggetto di espropriazione. Il pignoramento si esegue mediante notificazione al debitore e alla società e successiva iscrizione nel registro delle imprese. L’ordinanza del giudice che dispone la vendita della partecipazione deve essere notificata alla società a cura del creditore. Se la partecipazione non è liberamente trasferibile e il creditore, il debitore e la società non si accordano sulla vendita della quota stessa, la vendita ha luogo all’incanto; ma la vendita è priva di effetto se, entro dieci giorni dall’aggiudicazione, la società presenta un altro acquirente che offra lo stesso prezzo. E ciò anche in caso di fallimento di un socio [1]. Sono quindi chiare le formalità da eseguirsi (iscrizione nel registro imprese presso Camera di commercio) ove le azioni appartenessero ad una srl. Nel caso si trattasse di azioni non dematerializzate (cioè cartacee) di una spa, il pignoramento si sarebbe dovuto eseguire mediante diretta apprensione del documento incorporante il diritto da parte dell’ufficiale giudiziario secondo la forma del pignoramento mobiliare presso il debitore in quanto bene mobile è la cartula – titolo di credito – oppure nella forma del pignoramento presso terzi quando il titolo è detenuto da terzi (istituto di credito o altri gestori o intermediari autorizzati). Per perfezionare il vincolo sul credito poi è necessario procedere ad apposita annotazione sul titolo sottoposto a pignoramento. Infine il titolo azionario va depositato in cancelleria. Nel caso, infine, di azioni dematerializzate (cioè costituite da semplici scritture contabili) i vincoli di ogni genere sugli strumenti finanziari disciplinati, compresi quelli previsti dalla normativa speciale sui titoli di debito pubblico, si costituiscono unicamente con le registrazioni in apposito conto tenuto dall’intermediario. Possono essere accesi specifici conti destinati a consentire la costituzione di vincoli sull’insieme degli strumenti finanziari in essi registrati; in tal caso l’intermediario è responsabile dell’osservanza delle istruzioni ricevute all’atto di costituzione dei vincolo in ordine alla conservazione dell’integrità del valore del vincolo ed all’esercizio dei diritti relativi agli strumenti finanziari. Le registrazioni sono comunicate all’emittente nei casi e nei termini previsti dalla legge. Queste sono, pertanto, le regole da seguirsi onde perfezionare il vincolo derivante da pignoramento sulle azioni di una società non quotata.

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