Nuove cure per il cancro con la mappatura genetica

11 Febbraio 2020
Nuove cure per il cancro con la mappatura genetica

La fase due del progetto genomico punta a diagnosi e terapie personalizzate in base al Dna di ciascun paziente, con una medicina di precisione a livello molecolare.

La mappatura dei genomi del cancro è stata finalmente completata. Il mega atlante con l’enciclopedia dei vari tipi di tumore che avevamo annunciato è ufficialmente realizzato, ed è un risultato scientifico unico nel panorama scientifico internazionale – tanto da conquistare la copertina dell’ultimo numero della rivista Nature. Ora potrà essere utilizzato per comprendere le cause dei diversi tipi di tumore e le loro evoluzioni, fornendo un aiuto per sviluppare nuove classificazioni, diagnosi e terapie in ambito oncologico.

L’Università di Verona è stata tra i principali protagonisti dello studio, e ha rappresentato l’Italia nel Consorzio internazionale genoma del cancro. Oggi in una conferenza stampa a Verona, seguita dalla nostra agenzia stampa Adnkronos Salute, i ricercatori ed il rettore dell’Università hanno spiegato i risultati e le prospettive.

Innanzitutto la risposta a una domanda: “perché due pazienti affetti da quello che sembra uno stesso tipo di tumore possono avere esiti molto diversi e rispondere in maniera diversa alla stessa terapia?”  Il direttore del centro di ricerca applicata sul cancro Arc-Net, Aldo Scarpa, risponde così: “le ragioni di questi diversi comportamenti sono scritte nel Dna. Il genoma del tumore di ogni paziente è unico, ma esiste una serie finita di schemi ricorrenti. Queste nuove informazioni daranno vita a studi che permetteranno di identificare tutti questi schemi per ottimizzare la diagnosi e il trattamento”.

Ora il lavoro appena pubblicato pone le basi per la seconda fase delle attività del consorzio internazionale Icgc, di cui l’Università di Verona fa parte, che consiste – spiegano i ricercatori – “nella realizzazione del progetto denominato Argo (Accelerating research in genomic oncology) che si occuperà di tradurre i risultati del sequenziamento del genoma dei tumori di singoli pazienti in terapie personalizzate e ”di precisione”. Questo aiuterà soprattutto le cure di alcuni tipi di tumori finora considerati “orfani” di una terapia mirata.

”Ci attendiamo una accelerazione della ricerca clinica – aggiunge il rettore Pier Francesco Nocini – finalizzata alla realizzazione di una medicina di precisione in oncologia mediante l’introduzione di nuove metodologie diagnostiche molecolari nei sistemi sanitari nazionali su cui basare scelte terapeutiche sempre più precise. Ci aspettiamo inoltre di riuscire a svelare i meccanismi di sviluppo di resistenza alla terapia, che spesso si instaurano e causano ricadute, e di poter comprendere le modalità di aggirarle”.

Infine, il progetto prevede di utilizzare nuovi test molecolari , in modo da offrire ai pazienti un più ampio spettro di possibilità terapeutiche rispetto a quanto possibile oggi. Questa seconda fase del progetto prevede l’organizzazione di sperimentazioni cliniche internazionali utilizzando farmaci di nuova generazione nonché farmaci già in uso sulla base delle indicazioni delle anomalie molecolari presenti nel tumore dei singoli pazienti.

Il centro Arc-Net, capofila del contributo italiano nel Consorzio Icgc-Argo, si sta adoperando per creare una rete di centri di eccellenza in oncologia, cui partecipano già l’Istituto oncologico veneto, l’Istituto nazionale tumori di Milano, l’Istituto nazionale tumori ”Regina Elena” di Roma, l’Istituto nazionale tumori ”Pascale” di Napoli e il policlinico universitario ”Agostino Gemelli” di Roma.


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