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Cos’è il testamento olografo?

3 Marzo 2020 | Autore: Marina Moretti
Cos’è il testamento olografo?

Guida al testamento olografo: requisiti, contenuto e validità.

Hai superato la mezza età e cominci a pensare al futuro con una certa preoccupazione. Da qualche tempo, infatti, sei preso dall’ansia di dover organizzare la tua vita quando non ci sarai più. Dato che sei previdente, hai deciso di scrivere un testamento per lasciare i tuoi beni in eredità. Un amico ti ha consigliato di prendere carta e penna e redigere tu stesso il testamento olografo, vale a dire uno scritto privato realizzato di proprio pugno. Tuttavia, affinché sia valido, tale documento deve rispettare alcuni specifici requisiti.  Ma esattamente, cos’è il testamento olografo? Te lo spiego in questo articolo.

Cos’è il testamento?

Prima di tutto, cerchiamo di capire cos’è e come funziona un testamento. In generale, il testamento è l’atto con cui una persona decide le sue ultime volontà e quindi la sorte dei propri beni (o anche di una parte di essi) per il tempo in cui avrà cessato di vivere [1].
Quanto alla struttura, va detto che il testamento è un atto:

  • unilaterale, nel senso che si perfeziona con la sola manifestazione di volontà del suo autore;
  • non recettizio: vuol dire che produce effetti già con la semplice dichiarazione di volontà del testatore. In altri termini, l’efficacia del testamento non è subordinato ad alcun onere di comunicazione a terzi;
  • personalissimo: in quanto non ammette rappresentanza;
  • unipersonale: significa che il testamento è un atto esclusivo del suo autore. In buona sostanza, non è ammesso che il testamento sia congiuntivo (cioè redatto da più persone) o reciproco (quando ciascuna persona dispone a favore dell’altra);
  • formale, perché deve essere redatto in forma scritta secondo quanto stabilito dalla legge;
  • revocabile: vuol dire che il testatore può ritrattare la sua volontà testamentaria in ogni tempo fino al momento della sua morte (avendo cura però di distruggere il testamento precedente).

Il contenuto del testamento

A questo punto, è bene capire cosa inserire nel testamento. Ebbene, in estrema sintesi, è necessario indicare:

  • gli eredi, cioè coloro che sono chiamati all’eredità;
  • uno o più legati, cioè disposizioni particolari che hanno ad oggetto beni o diritto determinati;
  • disposizioni di contenuto non patrimoniale, come ad esempio la nomina di un tutore;
  • disposizione di contenuto patrimoniale e quindi le sostanze (o parti di esse) che andranno agli eredi.

Va precisato che la legge tutela i legittimari, cioè il coniuge e i figli del defunto, riconoscendo loro determinate porzioni del suo patrimonio (c.d. quote di riserva o legittima). Questo vuol dire che anche se il defunto non lascia testamento, tali soggetti divengono comunque eredi.

Tipologie di testamento

Esistono varie forme di testamento. In particolare il testamento può essere:

  • olografo: cioè scritto, datato e firmato dal testatore di suo pugno;
  • pubblico: ricevuto e redatto dal notaio alla presenza di due testimoni e sottoscritto dal testatore;
  • segreto: formato dal testatore e consegnato personalmente al notaio alla presenza di due testimoni;
  • internazionale: modello di testamento uniforme in tutti gli stati che hanno aderito alla Convenzione di Washington del 1973, indipendentemente dal luogo in cui venga scritto, dalla situazione dei beni, dal domicilio o dalla residenza del testatore;
  • speciali: testamenti ai quali si può ricorrere in via straordinaria, quando sia impossibile redigere un testamento ordinario (cioè olografo, pubblico e segreto). Ad esempio se vi è una malattia contagiosa, il testamento è valido anche se ricevuto da un ministro di culto, in presenza di due testimoni di età non inferiore ai sedici anni.

Cos’è il testamento olografo?

Una delle forme più semplici e diffuse di testamento è sicuramente quella del testamento olografo [2]. È olografo il testamento scritto, datato e firmato personalmente dal testatore, cioè scritto interamente a mano con la propria grafia.

Con il testamento olografo, quindi, si ha la possibilità di esprimere la propria volontà in forma libera e senza rispettare delle formule specifiche. Il testamento olografo, infatti, può essere scritto su qualsiasi pezzo di carta di qualsiasi qualità, dimensione e colore (ad esempio, su un block-notes oppure all’interno di una pagina bianca di un libro) ovvero su altro materiale (ad esempio, su stoffa, su legno, ecc.). È valido perfino il testamento scritto in stampatello, purchè il testatore utilizzi abitualmente questo tipo di scrittura. L’importante è che emerga chiaramente la volontà dell’autore di redigere un atto di ultima volontà e che sia scritto, datato e firmato dal medesimo.

Non preoccuparti se non sei bravo a scrivere e commetti degli errori grammaticali od ortografici. Non ha importanza, il testamento sarà ugualmente valido ed efficace.

Inoltre, non è necessario rivolgersi ad un notaio per la redazione di un testamento olografo, in quanto può essere scritto autonomamente dal testatore senza alcun costo.

Testamento olografo: requisiti

Affinché sia valido, il testamento olografo deve rispettare determinati requisiti. Nello specifico:

  • l’autografia: il testamento deve essere interamente scritto dal testatore di suo pugno. Se, ad esempio, il testamento è scritto con la macchina da scrivere oppure al computer, sarà nullo. Ciò in quanto è importante salvaguardare le volontà testamentarie. Un atto scritto al pc potrebbe essere alterato facilmente da altre persone. Se il testamento non è autografo è nullo;
  • la data: il testamento olografo per essere valido deve essere datato, quindi contenere l’indicazione del giorno, del mese e dell’anno di redazione. Non è, invece, necessario indicare il luogo in cui viene scritto il testamento;
  • la sottoscrizione: il testamento olografo deve essere firmato dal testatore di suo pugno al termine delle disposizioni. Si può firmare con il nome e il cognome oppure con uno pseudonimo o ancora con un vezzeggiativo, se la persona era conosciuta in quel modo. L’importante è che la sottoscrizione permetta di identificare la persona che ha scritto il testamento. In assenza di sottoscrizione il testamento è nullo. Se il testamento è formato da più pagine è necessario che il testatore sottoscriva ogni pagina dell’atto.

È comunque possibile inserire delle aggiunte in momenti successivi, sempre a condizione che le aggiunte siano scritte, datate e sottoscritte di pugno dal testatore.

Testamento olografo: conservarlo o depositarlo?

Se decidi di redigere un testamento olografo, sappi che puoi conservarlo liberamente in qualsiasi luogo riterrai opportuno (anche in casa), senza darne comunicazione a terzi. Se hai paura che il testamento possa andare smarrito o sottratto, puoi anche decidere di affidare l’atto ad una persona di tua fiducia (ad esempio il coniuge o il figlio) o, meglio ancora, depositarlo personalmente presso un notaio.

Testamento olografo: deve essere pubblicato?

Alla morte del testatore, il testamento olografo va consegnato al notaio affinché proceda alla pubblicazione convocando gli eredi e verbalizzando il tutto alla presenza di due testimoni. Dopo la pubblicazione, sarà data esecuzione al testamento.

Se, invece, il testatore ha consegnato il testamento olografo ad una persona di sua fiducia, quest’ultima, avuto notizia della morte dell’autore, deve consegnare l’atto al notaio che procederà poi alla pubblicazione. In caso contrario, chiunque ha interesse può presentare ricorso al tribunale affinché sia fissato un termine per la presentazione e la successiva pubblicazione.

Testamento olografo: quando è nullo?

In assenza di autografia (cioè la scrittura di proprio pugno) o della sottoscrizione il testamento è nullo; se, invece, manca la data, il testamento è annullabile. Il testamento olografo è altresì nullo nei seguenti casi:

  • quando i soggetti sono indicati in modo generico e non è possibile stabilire con certezza l’identità;
  • quando si rimette all’arbitrio di un terzo l’indicazione dell’erede;
  • quando contiene disposizioni illecite;
  • quando il testatore non ha la capacità di intendere e di volere. Per scrivere un testamento valido occorre, infatti, che il testatore sia nel pieno possesso delle proprie facoltà mentali.

Attenzione: la nullità del testamento può essere fatta valere da chiunque abbia interesse senza limiti di tempo; mentre l’annullabilità può essere fatta valere entro cinque anni dalla data in cui il testamento ha avuto esecuzione.

Nel caso in cui la firma del testatore è falsa, allora il testamento sarà inesistente (cioè come se non fosse mai stato redatto) in quanto il vizio è talmente grave da impedire all’atto di essere identificato come come testamento.

Testamento olografo: vantaggi e svantaggi

In conclusione, è bene valutare gli aspetti positivi e negativi del testamento olografo. Tra i vantaggi c’è sicuramente il fatto che si tratta di un atto:

  • semplice: nel senso che puoi scriverlo ovunque ti trovi, in qualunque momento, su qualsiasi materiale, senza ricorrere al notaio o alla presenza di testimoni. Inoltre, sei sempre libero di apportare le modifiche o le integrazioni che ritieni opportune;
  • riservato: vuol dire che lo scivi da solo senza la presenza di terze parti e puoi anche tenerlo nascosto;
  • economico: non è necessario rivolgersi né all’avvocato né al notaio con notevole risparmio di tempo e soldi.

Ci sono, tuttavia, anche degli aspetti negativi. I principali svantaggi del testamento olografo riguardano i seguenti aspetti:

  • la facilità con cui può essere distrutto, smarrito, falsificato oppure sottratto. In tal caso, si consiglia sempre di redigere più copie del testamento (tutte olografe) da consegnare a più persone di fiducia, al notaio oppure da conservare in luoghi diversi;
  • per redigere un testamento olografo valido ed efficace, occorre che il testatore (oltre ad avere la capacità di intendere e di volere) sappia anche leggere e scrivere in italiano ed esprimersi in maniera chiara per evitare che le sue volontà siano confuse;
  • spesso e volentieri, chi redige un testamento non ha nozioni di diritto e, quindi, è facile che non riesca ad manifestare le sue ultime volontà in modo chiaro e valido.


Di Marina Moretti

note

[1] Art. 587 cod. civ.

[2] Art. 602 cod. civ.


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