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Parcella notaio donazione denaro

1 Marzo 2020 | Autore:
Parcella notaio donazione denaro

Le donazioni in denaro, se di importo elevato, richiedono la stipula di un atto pubblico notarile: a quanto ammontano l’onorario del professionista e le relative imposte da versare al Fisco.

Tua figlia sta attraversando un periodo di difficoltà economiche e vorresti darle un mano regalandole dei soldi in contanti. Non sai però se puoi farlo senza seguire alcuna formalità o se devi per forza rivolgerti ad un notaio. In tal caso sarebbe per te importante conoscere in anticipo l’ammontare della parcella del notaio per la donazione del denaro.

Iniziamo con il dire che i trasferimenti gratuiti di denaro sono soggetti a regole ben precise sia sul piano fiscale sia su quello sostanziale. Essendo delle vere e proprie donazioni devono rispettare una forma precisa a seconda della somma che ne forma oggetto ovvero a seconda se si tratta di una cifra di modico valore oppure di entità rilevante.

In generale, le donazioni richiedono un atto notarile e la presenza di due testimoni. Ciò serve a far comprendere bene a chi sta donando l’importanza del gesto, che lo priva di un bene senza ricevere alcuna controprestazione. Inoltre, consente al notaio ed ai testimoni di verificare almeno in parte, l’effettiva volontà del donante.

Cos’è la donazione e quali sono le sue caratteristiche

Il nostro Codice civile qualifica la donazione come il contratto con il quale un soggetto (donante), per spirito di liberalità, quindi, a titolo gratuito, arricchisce un altro soggetto (donatario), cedendo a quest’ultimo un bene mobile o immobile o anche un proprio diritto reale su un immobile [1].

Si pensi, ad esempio, all’ipotesi di un padre che regala al figlio un oggetto di valore o un appartamento in montagna oppure gli cede il proprio diritto di usufrutto su una casa in città.

Pertanto, gli elementi che caratterizzano la donazione sono:

  • lo spirito di liberalità, in quanto ciascun soggetto è libero di decidere se e quando effettuare una donazione senza ottenere alcuna controprestazione in cambio;
  • l’arricchimento del donatario, poiché nel suo patrimonio entra a far parte il bene/diritto oggetto della donazione senza avere corrisposto alcunché in favore del donante.

Perché la donazione sia valida è necessario che vi sia il consenso del donante e del donatario, i quali devono manifestare pubblicamente la propria volontà, attraverso la sottoscrizione di un apposito atto notarile. Allo stesso modo, per fare cessare gli effetti della donazione è necessario l’accordo di entrambe le parti.

Come può essere la donazione in denaro

La donazione in denaro può essere:

  • diretta, che si ha quando il donante cede gratuitamente una somma di denaro al donatario. Ad esempio Caio regala 2.000 euro in contanti al nipote Sempronio;
  • indiretta, che si ha quando l’effetto della donazione si realizza in maniera indiretta come nel caso in cui il donante acquista un bene e lo intesta al donatario. Tale bene, quindi, entra nel patrimonio del donatario direttamente senza passare prima da quello del donante. Ad esempio, Mevio compra uno scooter nuovo e si accorda con il concessionario per intestarlo al figlio Tizio.

Quali sono i tipi di donazioni in denaro

Tra le donazioni più comuni rientrano quelle in denaro.

A tal proposito, è opportuno distinguerne due tipi:

  • le donazioni di modico valore, che in genere hanno ad oggetto piccole somme di denaro come ad esempio quelle che si regalano in occasione di compleanni, festività e ricorrenze varie. Per tali tipi di donazioni non sono richieste particolari forme e possono avvenire mediante la consegna materiale del denaro. Tuttavia, per stabilire se si tratta di donazioni di modico valore o meno bisogna avere riguardo alle condizioni economiche del donante, ma anche al contesto in cui viene effettuata la donazione. Infatti, si tratta di un concetto elastico poiché lo stesso importo può essere considerato “modico” per i soggetti abbienti ma non anche per chi si trova in una situazione di ristrettezza economica. In parole più semplici si possono considerare modeste le donazioni che non incidono in maniera apprezzabile sul patrimonio del donante cosicché più le condizioni sono agiate più aumenta il valore dei regali che si possono fare. E’ opportuno evidenziare che se l’importo della donazione è inferiore a 3.000 euro si possono utilizzare soldi in contanti. Dal 1° luglio 2020 fino al 31 dicembre 2021, il minite all’uso di contanti scenderà a 1.999,99 euro, mentre dal 1° gennaio 2022, il tetto arriverà a 1.000 euro. Per somme maggiori vige l’obbligo di utilizzare strumenti tracciabili come il bonifico bancario o l’assegno (bancario o circolare non trasferibile);
  • le donazioni non di modico valore, che sono tutte quelle che hanno un importo elevato e pertanto, non sono riconducibili al caso già sopra esaminato.

Per tali tipi di donazioni occorre documentare il trasferimento di denaro mediante un atto pubblico sottoscritto davanti al notaio e con la presenza di due testimoni.

Perché serve il notaio per le donazioni di importo elevato

Nel caso di donazioni di importo elevato la mancata osservanza delle formalità richieste (atto notarile) determina la nullità della donazione ed espone il donatario al rischio della restituzione della somma ricevuta.

La nullità potrebbe essere fatta valere dallo stesso donante, dai suoi eredi che potrebbero chiedere la restituzione del denaro ed anche da eventuali creditori.

In ogni caso, è possibile sanare la nullità della donazione mediante una dichiarazione di remissione del debito effettuata nei confronti del donatario, tenuto alla restituzione della somma.

Inoltre, se la donazione di somme di denaro elevate ha come scopo l’acquisto di beni di un certo valore (ad esempio una madre intende donare al figlio una somma importante per l’acquisto di una villa), è importante formalizzare la donazione con l’atto notarile anche per evitare eventuali accertamenti da parte dell’Agenzia delle Entrate e la contestazione di irregolarità tributarie. Infatti, il donatario deve essere in grado di giustificare la provenienza della somma ricevuta qualora il fisco glielo richieda, altrimenti si potrà presumere che si tratti di redditi non dichiarati o di prestiti non registrati.

Quanto costa una donazione in denaro

La donazione in denaro fatta tramite atto pubblico, quella cioè di importo rilevante, comporta alcuni costi. Più precisamente, sono dovute:

  1. le tasse;
  2. le spese notarili.

Relativamente alle prime, le stesse vanno pagate ma solo in determinati casi. Peraltro, il loro ammontare dipende dall’importo di denaro donato e dal grado di parentela che intercorre tra donante e donatario.

Le donazioni tra parenti stretti (figli, genitori, coniugi) sono esenti da imposta di donazione quando hanno per oggetto somme inferiori ad 1 milione di euro e scontano l’imposta del 4% quando superano tale soglia.

Le donazioni tra parenti meno stretti (fratelli e sorelle) sono esenti da imposta di donazione quando hanno ad oggetto somme inferiori ad 1 milione di euro e si applica l’imposta del 6% se superano detta soglia.

Le donazioni tra amici o soggetti diversi rispetto a quelli già sopra individuati prevedono una tassazione dell’8% sull’intero ammontare.

Le tasse devono essere versate dal donatario.

Quali sono le donazioni in denaro non tassate

Le donazioni in denaro che non sono soggette al pagamento di imposte sono quelle:

  • di modico valore;
  • destinate a coprire le spese di mantenimento, di educazione, di abbigliamento e di matrimonio;
  • indirette.

Qual è la parcella del notaio per una donazione in denaro

Non è possibile stabilire in maniera certa ed assoluta la parcella del notaio dovuta per la stipula di un atto di donazione in denaro.

E’ vero che esiste un tariffario, approvato dall’ordine di appartenenza a livello nazionale, che il professionista può adoperare per calcolare il proprio onorario. Così come è vero che tale tariffario prevede una soglia minima dalla quale di solito il notaio parte applicando poi, delle maggiorazioni o delle riduzioni in base alla complessità della donazione.

Da ciò consegue che la parcella è destinata a cambiare in relazione ai singoli casi concreti. Tuttavia, è giusto precisare che le spese notarili per l’atto pubblico di donazione generalmente sono di entità paragonabile alle commissioni che vengono richieste dalle banche per un normale investimento di fondi. E’ comunque consigliato rivolgersi a più studi notarili per farsi fare dei preventivi tra i quali scegliere quello più conveniente.

Di solito, le spese notarili sono a carico del donante ma le parti possono anche accordarsi diversamente.

Quando è consentita la revoca della donazione in denaro

Se la donazione in denaro è valida ed efficace sotto il profilo della forma, non può essere revocata unilateralmente dal donante ma è necessario che vi sia l’accordo anche del donatario. Esistono tuttavia, delle eccezioni.

Infatti, la revoca è consentita per:

  • ingratitudine del donatario ovvero per comportamenti gravi commessi da parte dello stesso nei confronti del donante o di suoi congiunti;
  • sopravvenienza di figli o di altri discendenti, di cui il donante scopre l’esistenza successivamente alla donazione.

La revoca della donazione non è, però, automatica ma deve essere richiesta dagli interessati. Fuori da questi specifici casi una volta che si sceglie di donare, non si può più tornare indietro.

Quali limiti sono previsti per le donazioni in denaro

Esistono delle limitazioni alle donazioni in denaro, le quali non possono essere fatte violando le norme che regolano la successione.

Il nostro legislatore considera le donazioni come un anticipo sulla successione e di conseguenza le stesse possono essere impugnate da parte degli eredi necessari in caso di violazione delle quote loro spettanti per legge.

Più precisamente gli eredi necessari o legittimari sono i parenti più stretti del defunto (in primo luogo il coniuge e i figli), ai quali la legge riserva determinate porzioni del patrimonio del defunto (le così dette quote di riserva o legittima) in virtù del rapporto che li legava in vita.

Perciò, il donante può decidere di distribuire il suo patrimonio effettuando delle donazioni ma è tenuto comunque a rispettare le quote di legittima che, alla sua morte, spettano per diritto agli eredi necessari.

Se all’apertura della successione tali eredi scoprono che il defunto ha effettuato in vita donazioni violando le quote di legittima, possono intervenire con l’azione di riduzione [2].

Possono cioè iniziare una causa in tribunale per chiedere che le quote di legittima vengano ricostituite attraverso l’annullamento in tutto o in parte degli atti che ne hanno causato la lesione. Perciò, se esiste un testamento, prima vengono annullate le disposizioni in esso contenute che sono lesive della quota di eredità spettante per legge a ciascun legittimario. Se ciò non dovesse comunque risultare sufficiente, i legittimari possono chiedere l’annullamento delle eventuali donazioni fatte dal defunto quando era ancora in vita.


note

[1] Art. 769 cod. civ.

[2] Art. 553 cod. civ.


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